Sebastiano Brusco


alla "scuoletta" estiva di sviluppo locale in Calabria

Dopo la presentazione al DPS di Alberto, siamo stati chiamati a presentare il documento “Voi siete qui - una storia di storie del progetto Booster a Pescara” anche alla piccola scuola estiva delle fate coordinata da Mimmo Cersosimo (o “scuoletta”, come preferisce chiamarla lui, perchè così lontana dalla pomposità vuota delle mille Summer School della penisola).

Tre giorni di sviluppo locale, mezzo quadernone fitto di appunti, ospiti da diversi ambiti (dirigenti regionali, di agenzie di sviluppo, di associazioni, di imprese, docenti universitari, etc.) e da tutta Italia (da DPS, Formez, GAL di Venezia, Università di Milano-Bicocca, Parma, etc.) che discutono di sviluppo con un approccio multidisciplinare (economisti, sociologi, filosofi, giuristi, antropologi, etc.), l’esperienza di una scuola dove la partecipazione dei ragazzi viene vista come fondamentale, dove la discussione prosegue anche a cena, fino alle canzoni chitarra e voce cantate dai ragazzi a fine serata… non credevo ne esistessero (più) di scuole così. Vorrei partecipare ogni anno a una scuola così… allora bisogna proprio che ci “inventiamo” qualche altro progetto per il prossimo anno per avere altre cose interessanti da dire, altrimenti non ci chiameranno alla scuoletta! ;)

Fra gli interventi vorrei segnalare in particolare quello di Gilberto Seravalli, magnifico discussant di tutti gli interventi nonchè amico e collega di Sebastiano Brusco, del quale ci ha regalato diversi ricordi personali. Nel suo intervento intitolato “Sviluppo locale: nè facile nè impossibile” (come il titolo del suo ultimo libro) ha spiegato come ragionare di sviluppo locale significhi ragionare sul tempo e sul cambiamento (condizione necessaria per parlare di sviluppo): quando il cambiamento non c’è contano le risorse (il tempo è come se non ci fosse), quando il cambiamento c’è contano (soprattutto) le storie, i racconti (su come va “il mondo”, su chi sono i personaggi principali…). Per questo è importante avere persone che ci raccontino nuove storie (non balle o mistificazioni, ma nuove visioni sulle possibilità del mondo), che vedano le cose da un’altra prospettiva, che riescano a dare un nuovo senso collettivo, perchè l’innovazione e lo sviluppo altro non sono che l’espressione di una massa di forze/persone che condividono lo stesso discorso sul cambiamento.

L’intreccio di queste idee con il racconto di Booster è venuto naturale, si è persino sentito il bisogno di giustificarsi dicendo che il collegamento non era stato premeditato. Il racconto di Booster però, come tutti i racconti, si modifica nel tempo in base ai nuovi accadimenti, per questo è importante non perdere la memoria del racconto e dei passi fatti finora, per ricordarsi sempre il punto dal quale siamo partiti, e non tornare indietro.



Da sinistra: Alberto, Anna Natali di Studiare Sviluppo, Paola Casavola del DPS, Mimmo Cersosimo di UniCal

Agosto 1, 2007     Marco     industrie creative e sviluppo     , , , ,      comment

Usa la Forza, Luke!


Grazie, grazie di cuore a Anna Natali, Margherita Russo e Giovanni Solinas per avere dedicato tempo, energia e passione a curare il volume “Distretti industriali e sviluppo locale – Una raccolta di saggi (1990-2002)” del loro e mio maestro Sebastiano Brusco, edito da Il Mulino. Tutte le volte che rileggo Bastiano vi scopro nuovi stimoli per le cose di cui mi occupo: domenica, sull’aereo che mi portava a Bari per iniziare la prima missione in Basilicata per il progetto Visioni Urbane, sono stato folgorato da una frase da lui pronunciata intervenendo al convegno di Artimino del 1992:

Deve cambiare in maniera radicale la maniera di fare un piano di sviluppo locale. Nel senso che prima un piano di sviluppo locale si faceva censendo risorse, adesso lo si fa censendo per un verso saperi, per un altro verso lo si fa censendo relazioni sociali, che è una cosa radicalmente diversa.

Incredibile. Negli ultimi anni ho lavorato allo sviluppo locale applicandovi l’idea che lo sviluppo sia innovazione in senso ampio (“guardare il mondo con occhi nuovi”, come dice Proust), e che l’innovazione avvenga nel contesto di relazioni. Ho preso questa idea da David Lane, e dal gruppo di scienze della complessità di Santa Fe. Stavo, appunto, andando a capire di quali saperi dispongano i creativi lucani, e in quali reti di relazioni fossero inseriti, per provare a individuare percorsi di sviluppo. Solo che l’articolo di Lane è del 1996 (io l’avrei scoperto qualche anno più tardi grazie a Tommaso Fabbri), e non si occupa affatto di sviluppo locale, ma di innovazione tecnologica: la trasposizione in termini di sviluppo locale è stata fatta dopo, emergendo da diversi contributi (tra cui, piccolo piccolo, anche il mio). E Bastiano lo diceva, in modo così elegante e sintetico, quindici anni fa!

Avete presente “L’impero colpisce ancora”? Obi-Wan Kenobi è morto nell’episodio precedente; nonostante questo, nei momenti chiave il suo viso compare in trasparenza per consigliare e incoraggiare Luke Skywalker: “Usa la Forza, Luke!”

A volte mi sento come l’apprendista Jedi Skywalker. Quando le cose si fanno particolarmente intricate e stimolanti, Bastiano mi parla attraverso i suoi scritti, i suoi allievi, o i miei ricordi delle cose fatte insieme, per aiutarmi a inquadrare i problemi e uscire dalle strettoie. E’ diventato software, che gira sui cervelli di tanti allievi, amici, e anche persone che non lo hanno mai conosciuto personalmente ma che sono entrate in contatto con il suo pensiero. Solo che invece che “Usa la forza” lui mi dice (con forte accento sardo): “No. Non hai capito.” :-)

Dovunque tu sia, Bastiano, ti voglio bene. Il mio debito nei tuoi confronti – e in quelli di Anna, Margherita e Giovanni - continua a crescere.

Giugno 13, 2007     Alberto     industrie creative e sviluppo     , ,      comment

   



© Contrordine compagni - Wordpress-Theme 0816 by Netprofit Webdesign & Robert Hartl and personalized by Freddy