Living Lab


eChallenges 2007, si riparte

Stamattina ho presentato il mio paper. Tutto molto meglio del previsto, visto che Roger Wallis mi ha concesso ben 15 minuti per farlo. In realtà devo essergli riuscito simpatico, perché dopo abbiamo parlato ancora parecchio. Anche a me è molto simpatico, perché è una miniera di dati e aneddoti, e in più è uno dei pochi accademici di livello molto alto con una posizione apertamente contraria alla legislazione attuale sul copyright. Ho scoperto che è anche un compositore: 40 anni fa ha scritto addirittura una canzone per Eurovision contest!

Oggi ho diviso il mio tempo tra le sessioni sui media, spesso presiedute da Roger e affollate di suoi studenti, e quelle sui Living Labs, concetto al quale mi ha introdotto Luca Galli di Neos che mi interessa molto. Mi sento in dovere di capirne qualcosa, visto che sono membro del core team del Milano Living Lab… qualunque cosa questo significhi. Qualcosa sto capendo, anche se non sono del tutto sicuro che questa sia davvero la mia scena.

Una cosa che invece si capisce sempre meglio è che IBM ha completamente rinnovato la propria cultura aziendale. Oggi ho incrociato Richard Straub, francese very senior, consigliere alla presidenza, ed era tutto un “get the big picture”, “open up” eccetera. Che roba… Big Blue che mi diventa un’azienda di fricchettoni californiani! Scherzi a parte, sarebbe interessante capire se anche in Italia hanno questo approccio: potrebbero essere alleati preziosi nella policy. Sono sicuro che Fiorello Cortiana ne sa di più, devo chiederglielo.

October 25, 2007     Alberto     industrie creative e sviluppo     , , ,      5 comments | show

L’industria musicale nel Frascati Living Lab?

Riunione molto interessante ieri al Trafalgar Studio di Roma, con un tavolo da riunione improvvisato nella sala grande (circondati dai pianoforti e dagli ampli Marshall e Fender!). Presenti alcune piccole e grandi aziende prevalentemente (ma non solo) dei settori musica e ICT, come Fandango-Nun Flower, Beatpick, CD Flash, Tiscali, Almaviva, Sporco Impossibile e altre ancora; e inoltre l’associazione di collecting SCF, l’Agenzia Spaziale Europea e ITech, l’incubatore tecnologico della Regione Lazio. Io partecipavo in veste di organizzatore: sono consulente del Gruppo editoriale Bixio, che mi ha affidato il compito di tracciare un possibile itinerario per i primi passi di una fondazione che gli eredi di Cesare Andrea Bixio vorrebbero costituire in memoria del padre, e che dovrebbe occuparsi di tecnologia e creatività. Insieme all’amico Francesco D’Amato (che tra l’altro coordina quello che secondo me è il miglior master universitario sulla musica che ci sia in Italia, cioè quello della Sapienza) abbiamo provato ad immaginarci un percorso possibile, in parte raccontato nell’abstract che ho presentato a eChallenges 2007. Questo percorso dovrebbe poi confluire nel secondo stadio del Frascati Living Lab, e usare la sua infrastruttura tecnologica per sperimentare nuovi prodotti, servizi, modelli di business legati alle industrie creative.

La cosa più interessante della riunione è che, almeno secondo me, ha provato il punto, e cioè questo: sul terreno in cui le industrie creative incontrano l’ICT non sono ancora emerse le regole, magari informali e non codificate ma condivise, per fare impresa con successo. In altri tempi, Andrew Carnegie, John Rockefeller e Henry Ford sarebbero stati d’accordo che una chiave del successo era produrre in grandi volumi per sfruttare le economie di scala (cioè: le tecnologie di allora implicavano una struttura dei costi e che penalizzava le piccole unità produttive e premiava quelle grandi). Oggi, invece, vi sono imprenditori che pensano che “in internet prima si fa l’impresa e poi si pensa al business plan” e altri che sono di parere completamente opposto. Di fatto molta gente ha avuto successo, ma non perché riuscisse a vendere la cosa che stava producendo, bensì per vie laterali. Per darvi un’idea: questo blog gira su Blogger, una piattaforma che non ha mai fatturato un dollaro ma è stato acquisito da Google, e questo ha ampiamente ripagato investitori e imprenditori degli investimenti iniziali; e probabilmente voi lo state leggendo con Firefox, i cui sviluppatori
storici hanno sostanzialmente regalato il loro lavoro a Mozilla Corporation, ma poi sono stati premiati con incarichi prestigiosi e molto ben pagati (Dave Hyatt sta alla Apple, mentre Blake Ross ha fondato una nuova azienda, Parakey). Ho l’impressione che questo avvenga in tempi di mutamento di paradigma o di turbolenza, e – ovviamente – che tenda ad aumentare il rischio connesso all’investimento su nuove attività d’impresa. Poi c’è da chiedersi se i paradigmi smetteranno mai di cambiare, ma questo è un altro discorso.

Vediamo come va a finire.

April 18, 2007     Alberto     industrie creative e sviluppo     ,      comment

Città creative e sviluppo economico: quale futuro per Reggio Emilia?

Il comune di Reggio Emilia crede nella creatività come risorsa e leva per lo sviluppo locale e il 3 febbraio scorso ha annunciato pubblicamente nell’ambito dell’iniziativa “Italian Renaissance – the start of a new era” che finanzierà una ricerca sulla creatività locale per mappare i soggetti e individuare le possibili modalità per attrarne di nuovi e stimolare il contesto.
Questa ricerca sarà coordinata dalla facoltà di Scienza della Comunicazione e dell’Economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia e in particolare dal docente Fabrizio Montanari (anche ricercatore alla Bocconi e nella redazione di Ticonzero), Claudio Lacetera (HicAdv e Microsophia) e Nicola Bigi (Università di Bologna). Lunedì, assieme a Tommaso Fabbri, li abbiamo incontrati e si è parlato anche di una ricerca europea coordinata dal Politecnico di Milano alla quale parteciperà anche l’Università di Modena e Reggio dal titolo “Creative Places for European Active Citizenship”, di Living Lab e Correggio Mon Amour e della possibilità di collaborazioni future. A breve nuovi aggiornamenti.

April 4, 2007     Marco     industrie creative e sviluppo     , , ,      comment

The Hub a eChallenges 2007… o no?

Sull’onda dell’entusiasmo per le idee del progetto Living Lab (a proposito, è online il wiki del Milano LL), e dietro consiglio dell’amico Luigi Fusco dell’ESA avevo presentato una proposta di paper per la conferenza eChallenges 2007. L’idea era di intervenire al workshop sui Living Lab presentato proprio da Luigi e dai suoi amici, attivi nel giro dei LL di prima generazione. Ho mandato l’abstract, poi si è scoperto che il workshop aveva un titolo molto specifico, qualcosa come “Pratiche collaborative nei Living Lab rurali”, e ho lasciato perdere.

Se non che eChallenges mi ha scritto che… il mio abstract è stato accettato! E adesso come faccio? Devo scrivere il paper davvero? O passo, ci lavoro e mi ripresento all’edizione 2008? Si accettano consigli! L’abstract lo trovate qui.

Una cosa è sicura: io sono uno che riesce a incasinarsi la vita anche quando una cosa gli va bene.

April 2, 2007     Alberto     industrie creative e sviluppo     , ,      2 comments | show

Milano Living Lab

Luca Galli di Infoservi ha avuto una grande idea: il Milano Living Lab. Si tratta di una specie di forum informale di imprese e università (Nokia/Siemens, 24Ore, TXT, Neos, Infoservi, Cattolica, Nuova Accademia, Bicocca…) che condivide una visione strategica sulla produzione e sperimentazione “in vivo” di innovazione; è un concetto in questo momento abbastanza visibile e “sponsorizzato” dalla Commissione Europea. Ha organizzato una prima riunione il 5 febbraio e, molto gentilmente, ci ha invitato (io ero a Manchester, è andato Marco a nome di The Hub). Abbiamo fatto circolare un memo in cui proponiamo di caratterizzare il Living Lab milanese sulle industrie creative (la mia solita fissa…) e pare che l’idea sia piaciuta.

Giovedì Luca mi ha proposto di fare parte del Core Team del Milano Living Lab insieme a lui stesso e a Adriano Solidoro della Bicocca: se ho ben capito si tratta di essere un po’ gli animatori di questo allegro gruppetto, quelli che “tengono in tensione” il progetto e il suo calendario. Ho accettato, mi interessa troppo un luogo di relazioni così. E poi Luca è una persona molto affascinante: come vi sembra un filosofo che ha fatto un investimento serio su internet quando era ora (anni 90) per poi diventare un esperto di hi-tech?

February 24, 2007     Alberto     industrie creative e sviluppo     ,      comment

… e a Roma

Riesco solo adesso a postare sul mio viaggio a Roma, durato da lunedì a mercoledì. Insieme all’amico Francesco D’Amato – tra l’altro coordinatore del Master sull’industria musicale dell’Università La Sapienza in cui insegno anch’io – e a Enrico Calligari di Sporco Impossibile siamo consulenti della costituenda Fondazione Cesare Andrea Bixio, che dovrebbe occuparsi di creatività e innovazione. In particolare, secondo me, dovrebbe occuparsi di innovare sui modelli di business per le industrie creative, che faticano a trasformare in profitti le nuove opportunità offerte dalle ICT e dal web sociale.

Il gruppo, di cui sono il coordinatore, si sta muovendo per capire quali potrebbero essere le attività della Fondazione, e come potrebbe essere fatto il business plan. Con grande gentilezza e competenza – e perfino con entusiasmo – Edoardo Marinelli dell’incubatore tecnologico ITech, Luigi Fusco dell’Agenzia Spaziale Europea e del Frascati Living Lab e i due Davide (Pellegrini e Bennato) di Downing Street ci hanno fatto da guida alle iniziative targate “innovazione” della capitale. Alla fine la nostra piccola idea ha raccolto davvero molto interesse e offerte di disponibilità, il che sembra indicare che si fanno moltissimi contenitori (incubatori, tecnopoli, finanziarie per l’innovazione ecc.) ma che i contenuti – soprattutto sulla marketability – scarseggiano.

Luigi, in particolare, mi ha colpito molto. E’ un fisico delle particelle che lavora da molti anni in ESA, occupandosi prima di Meteosat e poi di progetti vari legati alle tecnologie dello spazio e dei satelliti. Siamo stati insieme due ore, parlando di tutto: dai concerti di cui si fanno video utilizzando le immagini girate in tempo reale dai fans con i cellulari e uploadate via bluetooth o GPRS al traffico cellulare nella zona del Circo Massimo mentre l’Italia vinceva la finale dei mondiali di calcio.

Dopo Pasqua organizzeremo a Roma un seminario in cui presentare meglio la nostra idea e raccogliere qualche alleato. Vedremo come va a finire.

February 24, 2007     Alberto     industrie creative e sviluppo     , , ,      comment

   


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