Buoni propositi per il 2010: studiare (di più) l’economia della complessità

Volevo e voglio viaggiare di meno, ma l’occasione vale l’eccezione. Eccomi a Torino per seguire il corso di David Lane su quella che lui chiama “innovazione nello spazio agenti-artefatti”. David, non ho difficoltà ad ammetterlo, è uno dei miei eroi. Tanto per dirne una, è stato fin dall’inizio nel programma sull’economia dell’Istituto di Santa Fe, la culla della scienza della complessità e dell’approccio interdisciplinare: anzi, ne è stato uno dei direttori, sostituendo nientemeno che Brian Arthur. Ascoltare una lezione di David è come andare su un otto volante disegnato da un genio sadico: passa con disivoltura dalla modellizzazione del comportamento delle formiche in un formicaio ai metodi di costruzione degli utensili in selce nel neolitico. Io mi aggrappo disperatamente e cerco di non essere sbalzato fuori, e di seguire la lezione fino alla fine.

Sono convinto che l’approccio complexity allo studio dell’economia abbia davvero qualcosa da dire. E’ agilissimo, perché sfrutta strategie di indagine e di modellizzazione prese dalla biologia, dalla fisica, dall’informatica, dalla matematica delle reti, dall’etnografia; e molto rigoroso, perché i suoi campioni tendono ad essere più bravi con la matematica degli economisti tradizionali (che pure sono molto bravi). E studio, nella speranza di capire meglio i fenomeni di emergenza che vedo svolgersi davanti ai miei occhi – l’ultimo, di questi giorni, è l’autoorganizzazione del programma del Kublai Camp 2010. Qualcosa resterà.

gennaio 11, 2010     Alberto     complexity economics
     Trackback-URL     comment

4 Responses

  1. 1 Luca Spoldi aka Lukemary Slade:

    Pensa positivo e qualcosa resterà di sicuro, grande lezione imparata anni fa. Quanto all’economia che dire… la sua scarsa conoscenza spiega credo buona metà dei comportamenti irrazionali delle persone (della serie: capissero non si farebbero fregare così spesso). Ti suggerisco un blog di alcuni ex colleghi che pure con l’economia non se la cavano male: http://phastidio.net
    E per il camp…chissà che non riesca a partecipare una volta tanto (che pure male non mi farebbe, son sicuro). Ad maiora e buon 2010!

    [Reply]

  2. 2 Luigi Reggi:

    David Lane è anche il mio eroe dal corso di statistica II a modena!
    Ne ho perso le tracce putroppo… hai per caso qualche suo ultimo lavoro da suggerire, potenzialmente da applicare alle “cose nostre”? Sarò volentieri il tuo compagno di studi… :-)
    ciao e ci vediamo al kublai camp!!

    [Reply]

  3. 3 Paura e delirio su la Stampa e Nòva » Contrordine compagni:

    [...] ne pensano i pari di Arthur, le persone con le quali egli discute? Nemmeno un cenno. Casualmente ero con David, che a questo problema ha dato contributi fondamentali; gli mostrato l’articolo e lui ha [...]

  4. 4 Notizie dai blog su Il progetto Mancoosi per studiare la complessità del software:

    [...] Buoni propositi per il 2010: studiare (di più) l’economia della complessità Volevo e voglio viaggiare di meno, ma l’occasione vale l’eccezione. Eccomi a Torino per seguire il corso di David Lane su quella che lui chiama “innovazione nello spazio agenti-artefatti”. David, non ho difficoltà ad ammetterlo, è uno dei miei eroi. blog: Contrordine compagni | leggi l'articolo [...]

  5. RSS feed dei commenti a questo articolo.

Lascia un commento

Comment

You

*


   


More

«     »


© Contrordine compagni - Wordpress-Theme 0816 by Netprofit Webdesign & Robert Hartl and personalized by Freddy