Kublai


Community diving nel Mezzogiorno

Stage diving

Sono appena tornato da una settimana di viaggi nel Mezzogiorno per il reportage di Kublai. E’ stato divertente e molto istruttivo in quanto alle cose e alle persone che ho incontrato - i creativi e i loro progetti, le loro storie, le loro aspirazioni, i luoghi che abitano - e questo ce lo aspettavamo. Non ci aspettavamo, invece, di sentire così chiaramente il sostegno della nascente community di Kublai: i kublaiani ci hanno scovato ristoranti tipici, prenotato alberghi, offerto le loro case e i loro uffici per riposarci e lavorare, presentato persone interessanti, mostrato quello che c’era da vedere. In realtà (complici anche le ferie di buona parte del gruppo di lavoro) siamo partiti abbastanza disorganizzati, ma grazie ai kublaiani che visitavamo il viaggio si è come organizzato da solo.

Mi è capitato un paio di volte, con i Modena City Ramblers, di fare stage diving. Ti lasci cadere, e la gente ti prende e ti sostiene. Ti senti allo stesso tempo completamente indifeso e al sicuro, e grato di questa sicurezza alle persone che si frappongono fra te e il suolo. Viaggiando, in questi giorni, ho provato una sensazione molto simile, e ne ho ricavato l’impressione che stiamo costruendo, con Kublai, un social network “caldo”. Bene così.

Agosto 27, 2008     Alberto     industrie creative e sviluppo     , , ,      2 comments | show

Un social network è un atto d’amore

Il tempio di Ise è un atto d'amoreIn Here comes everybody (consigliatissimo, ma del resto Clay Shirky è una garanzia assoluta) c’è una frase che secondo me vale il libro. In un capitolo che parla di Wikipedia, viene introdotto il tempio Shinto di Ise, in Giappone, che in oltre un millennio è stato ricostruito sessantuno volte usando legno dallo stesso bosco. Tradizionalmente il legno è il principale materiale di costruzione in Giappone: poiché la durata del legno in edilizia è limitata a un paio di secoli nel migliore dei casi, la soluzione della ricostruzione periodica è l’unica possibile su quel tipo di scala temporale. A questo punto Shirky raggiunge (e fa raggiungere al lettore) un momento di puro satori:

Wikipedia è un tempio Shinto. Esiste non in quanto edificio, ma in quanto atto d’amore. Come il tempio di Ise, Wikipedia esiste perché c’è un numero sufficiente di persone che la amano, e, cosa più importante, si amano nel contesto che essa fornisce. Questo non significa che le persone che la costruiscono siano sempre d’accordo, ma amare qualcuno non preclude l’essere in disaccordo con lui (come la vostra stessa esperienza senza dubbio vi confermerà). [traduzione mia]

Mi ritrovo completamente. La mia piccola esperienza di utente di social network è tutta declinabile in termini di atti d’amore per le diverse comunità che ho frequentato, e per le singole persone nel contesto di quelle comunità. Kublai, il social network che alcuni amici ed io stesso stiamo provando a lanciare, è assolutamente un atto d’amore per i creativi italiani, dalle cui fila (sezione rock’n'roll) io stesso provengo, e che credo portino in sé un seme di futuro. Per questo ci sono sopra in continuazione, leggo tutti i profili e seguo tutti i link, e continuo a stupirmi dell’energia creativa (in genere inutilizzata o sottoutilizzata) che arriva da una società ferma come quella italiana. Dalla “Second Life al contrario” dei giochi online che spingono a uscire di casa e riappropriarsi degli spazi pubblici ai trailers per i libri, la creatività umana riesce a reinventare il mondo e a indicare nuovi percorsi di sviluppo. Questo è un bene preziosissimo, che vale tutti i miei sforzi e anche di più.

(Corollario: il sentiero per lo sviluppo economico implicito in Kublai si basa sulla creazione di infrastrutture cognitive, di cui la community dei creativi è un esempio. Possiamo dire che facciamo sviluppo puntando sull’amore, come forza che ricrea continuamente le infrastrutture cognitive su cui “girano” le iniziative di sviluppo? Troppo mistico?)

Facce nuove per lo sviluppo

In questo periodo passo molto tempo su Kublai. E’ davvero un esperimento affascinante: un ambiente multicanale di creativi, che usa un blog, un social network, un isola su Second Life e perfino incontri fisici per produrre progetti di sviluppo del territorio. E’ presto per le conclusioni, ma il mio gruppo ed io stiamo cominciando a costruire qualche ipotesi. Per ora sono sbalordito dalla qualità delle persone che scelgono di iscriversi al nostro social network ai suoi primi vagiti (150 membri, due mesi di vita): solo nell’ultima settimana si sono iscritti una giornalista, esponente di 40xVenezia, che vuole fondare un quotidiano online; la mediateca di Matera; il portavoce di Recidivi, la rete dei festival di cinema della Puglia e della Basilicata; il direttore del Festival del copyleft di Arezzo; il fondatore di booKerang, startup che si occupa di libri e di lettori; una donna che ha appena brevettato un nuovo design per tegole fotovoltaiche; uno dei progettisti di Blogitalia.

I kublaiani sono la ragione principale per cui partecipo così volentieri a questo progetto. Hanno idee, energia per portarle avanti, integrità per non arrendersi alle difficoltà. Con frequentatori di questo tipo non mi stupisce affatto che Kublai stia diventando un terreno su cui i creativi fanno alleanze, coinvolgono altri, esplorano gli spazi di azione comune. E’ un processo che si vede benissimo (ne ha scritto Marco) e che trovo… emozionante.

Non credo di sbagliare di molto se dico che queste sono tutte facce nuove sulla scena dello sviluppo locale: persone che i policy makers del nostro paese non conoscono, non capiscono, non riescono a motivare. Mi viene in mente una riflessione che facevamo con Alberto al Pangea Day: noi creativi siamo pochi e dispersi, ma adesso siamo collegati e possiamo fare la differenza.

Kublaiani

Luglio 11, 2008     Alberto     industrie creative e sviluppo     , ,      comment

Social news per raccontare il territorio?

Giovanni Calia mi ha invitato alla sede di Milano di CurrentTV per una chiacchierata informale con Amanda Zweerink (VP, online community development) e Rod Naber (direttore, online design) sul tema social news e sulla possibile convergenza tra televisione e web sul tema. Quelli di Current hanno un po’ di idee carine e stanno molto attenti a siti come Digg e Reddit.

Bello, ma io cosa c’entro? Mi rispondono che loro stanno cercando di ampliare la loro rete di contatti con università, ricercatori e pubbliche amministrazioni, cercando spazi per eventuali collaborazioni. Beh, io uno spazio lo vedrei anche: perché non usate i video per raccontare le comunità locali, le persone che si adoperano per farle crescere e trovare loro un sentiero di sviluppo? Si può sostenere che raccontare queste storie sia uno strumento di sviluppo locale oltre che di coesione (lo diceva anche Bruce Sterling a un incontro di Visioni Urbane); quindi non è affatto impossibile che voi possiate fare un progetto e cercare per esso finanziamenti. Anzi, io come Kublai sarei molto lieto che voi lo faceste, e vi darei anche una mano se posso.

Ma naturalmente questo è un altro mestiere rispetto alla conquista del mondo dei media che Al Gore ha in mente per Current. Amanda e Rod mi sono sembrati assai poco convinti, mentre Giovanni - che è meridionale - era ovviamente più coinvolto. Vedremo, ma ho qualche dubbio sul fatto che aziende così scendano direttamente nell’arena della trasformazione locale. E’ possibile, però, che accettino di fiancheggiare qualcun altro che lo fa, a patto che sia questo qualcun altro a tirare. Emanuele Dal Carlo, per esempio, mi diceva che la CEO di Ning verrà presto in Italia per discutere di un possibile progetto comune di 40xVenezia. Spero che ci racconterà presto gli sviluppi di questo incontro. Certo, sarebbe bello se pezzi del miglior hi-tech della Silicon Valley si lasciassero coinvolgere nella costruzione dello sviluppo locale in Italia!

Viva Villa! La rivoluzione messicana di Kublai

MCR + Scrittori
Mi sto godendo gli incontri su creatività e sviluppo locale al porto dei creativi, l’isola SL di Kublai. Pur con tutti i limiti di un’esperienza così nuova per tutti, vanno sorprendentemente bene: si capisce tutto, arrivano la passione, la fatica e la gioia di fare cose sul territorio, almeno a me. Domani sera (ore 21) abbiamo Lucio (Scarpa) e Emanuele (Del Carlo) di 40xVenezia, un’esperienza interessantissima iin cui i quarantenni di Venezia hanno dato vita a un social network da cui distillare visione comune e progettualità per la città lagunare. Mercoledì 18 parliamo di letteratura, e lo facciamo con Paco Ignacio Taibo II. Oltre che un ottimo e prolifico romanziere e storico (biografo, tra l’altro, del Che Guevara e di Pancho Villa), Paco è anche il direttore della Semana Negra, un importante evento culturale spagnolo nato come festival di letteratura gialla che si è poi ampliato a comprendere altre forme di cultura. Prevediamo il tutto esaurito (i posti sono solo 40); se volete essere sicuri di trovare posto meglio arrivare prima delle 21.

Con Paco siamo amici da anni: dodici, per la precisione. Questa foto “storica” immortala l’incontro tra i Modena City Ramblers e la “banda”, la pattuglia degli scrittori latinoamericani che sono stati così importanti per noi, auspice l’editore Marco Tropea. A sinistra della band, dall’alto: i cubani Leonardo Padura Fuentes e Daniél Chavarrìa. Al centro: in piedi il cileno Luis Sepulveda, accosciato Paco. A destra gli argentini Miguel Bonasso (dietro) e Rolo Diez.

Kublai da porto a porto

Come Marco Polo, uomo di viaggi e commerci che è un po’ il nostro modello, anche noi di Kublai salpiamo spesso e volentieri per raccontarci e ascoltare i racconti altrui. Il 27 siamo a Cosenza: il 28 ci spostiamo al porto dei creativi in Second Life per un incontro con Franco Bassi del Fuori Orario, il più importante rock club italiano (e con Tito Bianchi del DPS, che gli fa da contrappunto). Veniteci a trovare.

Maggio 26, 2008     Alberto     industrie creative e sviluppo     ,      comment

Call for projects: iniziamo a lavorare sui primi progetti

Per come vanno le cose in Second Life, la presentazione di Kublai di ieri (qui le slides) è stata un successo pieno. Per non sovraccaricare il server e mantenere un minimo di funzionalità alla SIM avevamo settato il numero massimo di partecipanti a 40 avatar: abbiamo rapidamente esaurito i posti (poi Giuseppe ha usato qualche trucco per fare entrare ancora un paio di persone). Sold out! In più stanno arrivando i media: solo ieri ho fatto due interviste, di cui una è qui.

A questo punto del percorso, Kublai mi sembra molto chiaro e lineare. Mi sembra anche “molto internet”, nel senso che il suo successo o fallimento dipende non solo da noi del gruppo di lavoro, ma - in modo determinante - dalle persone creative che stiamo incontrando. A noi tocca dare l’esempio, incoraggiare ed energizzare questa comunità nascente. Insomma, il successo di ieri sera pone un problema molto serio, che è quello di fare fruttare il piccolo capitale di fiducia che la community creativa di Kublai ci ha accordato.

Abbiamo avuto un’idea secondo me carina in questo senso, per cui cerchiamo volontari. Più precisamente, cerchiamo (1) gente creativa (2) con un’idea progettuale (3) disponibile già da subito a farla crescere attraverso un confronto molto ravvicinato con un gruppo di alto livello che si occupa di politiche di sviluppo nell’ambiente del Ministero. Chi fosse interessato, passi dal blog di Kublai.

Un momento dell'incontro in SL

(grazie a williamnessuno per la foto)

Maggio 19, 2008     Alberto     industrie creative e sviluppo     , , , ,      1 comment | show

Raccontare storie nuove per fare cose nuove

Con il gruppo di lavoro di Kublai abbiamo deciso di uscire allo scoperto, organizzando la prima conferenza/evento/festa al porto dei creativi, la nostra isola in Second Life. Raccontare Kublai tocca a me, la voce narrante di questa avventura.

Sono un po’ emozionato. Raccontare non è una cosa banale. Raccontare è importante. Non si tratta solo di comunicazione in senso “marketing-PR”: secondo l’economista David Lane rappresentarsi come personaggi di una storia è il modo in cui le persone superano la paralisi derivante dal trovarsi in condizioni di incertezza assoluta. Superata l’incertezza, le persone agiscono, e la loro azione riplasma il mondo in cui si muovono, superandone - a volte - l’incertezza. Per estensione, le storie creano, letteralmente, il mondo, come per gli aborigeni australiani nelle Vie dei canti di Chatwin. Il senso è chiaro: se non rappresenti il mondo in modo nuovo, non puoi che continuare a ripetere le vecchie scelte. Fare una cosa nuova richiede una nuova storia da raccontare.

Con Kublai mi succede una cosa strana e bella, e cioè che mi pare che una storia nuova abbia scelto me per farsi raccontare. Gilberto Seravalli probabilmente direbbe che mi faccio carico di guidare un processo di innovazione. Guidare? Non so, non credo di essere molto adatto a fare il leader, non mi piace nemmeno la parola. “Los liìderes son unos hijos de puta”, diceva qualche anno fa Manu Chao a Celentano. La parola che mi piace è “narratore”. E quindi domenica sera indosserò l’avatar di Mr Volare, mi recherò al porto a incontrare la mia e nostra comunità nascente di creativi e comincerò: c’era una volta…

Ci vediamo lì.

 

Maggio 15, 2008     Alberto     industrie creative e sviluppo     , , , ,      4 comments | show

Kublai trova un approdo: il porto dei creativi sul web e in Second Life

Come ho già scritto, da qualche tempo lavoro a Kublai, un ambiente per la progettazione di iniziative creative. L’idea dietro a Kublai è che le persone che si occupano di arte, cultura, scienza, hi-tech e così via possano rimettere in moto questo scassatissimo paese. Come? Abbiamo pensato a tre fasi: una di conoscenza reciproca e socializzazione di alcuni elementi utili alla progettazione; una di generazione di idee; e una di coaching per fare diventare queste idee dei progetti in piena regola, in grado di generare ricadute positive per lo sviluppo dei territori (e quindi di concorrere all’assegnazione delle notevoli risorse che l’Unione Europea ha stanziato per gli obiettivi di sviluppo).

Sì, ma dove? La domanda non è banale: probabilmente molti dei progetti che Kublai finirà per sostenere saranno locali o iperlocali, ma è importante che i creativi che li propongono abbiano scambi vivi con i loro pari su tutto il territorio nazionale. E allora? Allora il posto giusto per incontrarci è un porto, luogo per eccellenza di transito, di commerci, di crocevia. Nei porti senti i profumi e i sapori delle merci che vengono dai paesi più lontani; senti parlare tutte le lingue, gli accenti, i dialetti; vi si incontra gente varia e variamente colorata. Nel porto dei creativi di Kublai in Second Life mi sento bene, e ci vado spesso: c’è un campo da basket stile Harlem, una città vecchia per i negozi, un auditorium (ci servirà presto), uno spazio concerti/discoteca, un atmosferico bar vicino ai docks. I naviganti delle varie flotte creative si stanno radunando qui; il bollettino della capitaneria di porto, invece, si può seguire qui.

P.S. - Stamattina abbiamo fatto la prima riunione del gruppo di Kublai nel nostro quartier generale al porto (io lo chiamo K2O, Kublai Second Office). Dopo tutte le pippe che mi ero fatto sulla necessità di elaborare metafore per fare riunioni efficaci inworld ne abbiamo semplicemente convocata una, ed è andata liscia come l’olio. Contando che eravamo in cinque collegati da quattro città diverse abbiamo risparmiato un bel po’ di tempo (nostro) e soldi (del contribuente). Evvai…

Maggio 7, 2008     Alberto     industrie creative e sviluppo     , , ,      2 comments | show

Dalla creatività allo sviluppo in dieci mosse (col resto di una)

Ho già avuto modo di parlare del progetto Kublai; si tratta di un ambiente sociale multicanale (i cui vari pezzi stanno prendendo forma) per portare i creativi italiani a fare progetti di sviluppo locale. Ma cosa vuol dire “progettare per lo sviluppo locale” dal punto di vista di una persona creativa, che non si è mai occupata di politiche per il territorio? Come si racconta questa storia? Su consiglio di Giuseppe ho fatto uno sforzo per raccontarla in dieci slides molto (ma molto) semplici; le ho poi collaudate in una riunione interna e in un seminario al campus universitario di Savona. Il collaudo è andato bene (pubblico attento e reattivo, stampa anche troppo entusiasta), e questo mi ha incoraggiato a pubblicare le slides, dopo un ulteriore giro di commenti e una ripulita. Eccole. Una cortesia che chiedo a chi si può permettere di regalarmi dieci minuti del suo tempo: mi potete dire se si capiscono? Grazie, davvero…

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Maggio 2, 2008     Alberto     industrie creative e sviluppo     , , , ,      5 comments | show

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