Pensa coi cinghiali: spazi nuovi per musica nuova

A parte le emozioni personali, l’esperienza di Balla Coi Cinghiali mi è piaciuta molto. Come Radicazioni (ma in modo forse più evoluto e consapevole) mi sembra uno spazio per la musica di tipo nuovo, che ha alcune caratteristiche del tipico festival di fascia bassa italiano (pubblico molto giovane e simpaticamente fricchettone, ingresso libero, grandi folle) e altre dei festival di livello alto americani e canadesi (campeggio sul sito del festival, attenzione agli spazi di relax e all’intrattenimento tutto il giorno e non solo la sera, con un wake-up stage, stage di danza pomeridiani, l’half-pipe per gli skateboard etc., attenzione per l’ambiente e la buona cucina). Entrambi questi festival – e immagino altri, che non conosco – sono in forte crescita, e stanno allevandosi il “loro” pubblico.

Questa, finalmente, mi sembra una buona notizia per la musica.Con i Modena City Ramblers ho partecipato a due ondate di nuova musica, quella delle posse e quella del “nuovo rock italiano”. In entrambi i casi il punto non era che nuovi artisti cercavano di farsi largo su spazi esistenti: per esempio, non siamo andati a Sanremo per giocarcela con, per dire, Enrico Ruggeri. Il punto era che un’alleanza di musicisti e organizzatori culturali che condividevano età e riferimenti culturali (e ideali) hanno creato spazi nuovi: i centri sociali per le posse, la rete dei live club per il nuovo rock italiano.

Perché questa strategia riesca ci vogliono sia artisti che organizzatori, e la vera risorsa scarsa sono i secondi. Forse la via di uscita dall’impasse attuale della musica italiana passa dai sentieri aperti dai cinghiali.

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8 pensieri su “Pensa coi cinghiali: spazi nuovi per musica nuova

  1. Alberto Autore articolo

    Ma pensa, conoscevo gli Ogam molti anni fa, avevo perfino una loro cassetta! Ottimo Shane, accetto segnalazioni, se qualcuno conosce festival di questo tipo me li segnali via mail, social network o semplicemente con un buon vecchio commento al blog.

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  2. Ari

    tra gli eventi di una certa dimensione, questo: http://www.italiawave.com/
    da un paio d’anni a Livorno.
    non essendoci mai stata personalmente non so esattamente com’è organizzato il campeggio, in ogni caso figura nei programmi ufficiali.

    a Borgo Valsugana invece, che nel suo piccolo organizza ogni anno un concerto di una certa dimensione (no festival) a fine luglio, mi è capitato che l’ottima organizzazione rendesse disponibili spazi-campeggio per il fan-club del gruppo di turno, e i servizi del vicino palazzetto: tanta roba e grande sensibilità per una piccola organizzazione…

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  3. shane

    Alberto, gli Ogam li ascoltavo anch’io nel periodo in cui venivo a rompere le scatole a Giovanni dopo i concerti (lo convinsi anche a tenere una lezione a Macerata, a Lettere, e tirò fuori i testi di McGowan).

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  4. Pingback: Kublai » report d’agosto

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