This voice is your voice

Da quando esistono, la blogosfera prima e la statusfera poi sono percorse da una certa insoddisfazione per la “vecchia politica”. Immagino che l’idea sia che “noi” – qualunque cosa questo noi voglia dire – siamo meglio. Se fossimo “noi” ad amministrare e rappresentare il paese – o l’economia, o il mondo – faremmo un lavoro migliore.

La Open declaration on European public services ci dà un’ottima occasione di appoggiare un nuovo modo, totalmente figlio della rete, di contribuire al miglioramento della gestione pubblica. E’ partita dal basso, per iniziativa di una piccola tribù globale e molto connessa, il “rowing committee”; si è sviluppata attraverso un processo collaborativo, i cui ingredienti sono 12 (dodici) tools e 55 (cinquantacinque) euro – qui il budget; ed è arrivata a un traguardo importante, quello di dividere le luci della ribalta della conferenza europea di Målmo con la dichiarazione dei ministri competenti.

Cosa vogliamo di più? Per una volta possiamo fare di più che lamentarci. Possiamo andare al mini-sito e firmare la dichiarazione. Ci sono anche le istruzioni per passare parola, che per “noi” – forniti come siamo di account Twitter e Facebook – sarà semplice e naturale come condividere con i nostri cari quale hit di Sanremo anni 80 siamo.

David, Paul e Nadia ci rappresenteranno a Målmo. I ministri hanno dietro le spalle legittimità, apparati e potere. Loro hanno soltanto le nostre voci. Che siano tante, allora! This voice is your voice, come avrebbe detto il vecchio Woody Guthrie.

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