Le mondine e il piano Paulson

Le mondine, vedete, sono gli anziani della nostra tribù. Non è solo questione di imparare da loro delle canzoni, sia pure belle e importanti: è tutta una visione delle cose quella che hanno da trasmettere, e che è profondamente radicata nei valori che fanno di noi, gli italiani e gli emiliani in particolare, quello che siamo. Così quando Antonio mi ha sollecitato un parere sulla crisi finanziaria e sul piano Paulson, mi è venuto da chiedermi: cosa ne penserebbero le mondine? La risposta non è affatto complicata come si potrebbe pensare. Silva, Lidia, Diva e le altre hanno combattuto per sottrarre la soddisfazione di alcuni bisogni di base, che loro sentono come diritti, al settore privato (cioè al padrone in piedi sull’argine della risaia) per portarla in una sfera pubblica: servizi di cura per i figli, pensione, sanità. Non c’è dubbio che preferirebbero affidare il mutuo casa allo stato, ancorché scassato e lacunoso, piuttosto che a Merryl Lynch o anche a Profumo.

Non voglio assolutamente sminuire l’importanza dei complicati tecnicismi, su cui il piano Paulson o i suoi omologhi europei vengono approvati o affossati; ma il punto di vista delle mondine ci dà intanto una prospettiva, un obiettivo: il mutuo prima casa lo eroga lo stato. Scegliamo la stabilità del sistema anziché la finanza allegra, e se questo comporta una leggera perdita di efficienza, pazienza. La casa è un diritto, e con i diritti non si scherza. Ed è interessante come non si sa bisogno di essere grandi esperti di finanza per formarsi questa opinione: risparmia molto tempo e energia, e “si sente che è giusto”. Se vi interessa il ragionamento, lo trovate su Apogeonline. Nel frattempo la solita Voce.info (Dio ce la conservi) ha pubblicato una spiegazione semplice e convincente del meccanismo finanziario che porta alla crisi dei subprime.

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5 pensieri su “Le mondine e il piano Paulson

  1. Pingback: Mondine 2.0 - Di Madre in Figlia » Cosa ne penserebbero le mondine?

  2. Dust

    stamattina, questo post – raggiunto via segnalazione di Kublai su Nòva – si è incrociato con alcune riflessioni personali, così l’ho linkato sul blog al quale collaboro
    magari ci incrociamo anche fisicamente, al quarantennale della Facoltà di Economia

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