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Wikicrazia ULTIMATE video

Avevo solo otto minuti, quindi ho dovuto prepararmi davvero bene. Sono contento del risultato: a quanto mi hanno detto, nel mio talk sul concetto di Wikicrazia a Happy Birthday Web sono riuscito a essere chiaro, pur rimanendo nei tempi. Ho montato il video con immagini delle slides principali, in modo da restituire in parte l’esperienza di essere in sala, nel bellissimo Tempio di Adriano. Grazie a Assetcamere, all’organizzazione (impeccabile) e a Riccardo Luna che mi ha invitato.

febbraio 6, 2012     Alberto     Wikicrazia     2 comments

Perché non mi piace parlare di politica: gli open data e il nostro futuro comune

Non mi sento quasi mai a mio agio nel discutere di politica. Il modo in cui decidiamo sul nostro futuro comune mi sembra qualche volta completamente fuori centro: si parla delle personalità dei leaders invece che delle loro politiche. Le stesse politiche sembrano assumere connotati molto diversi a seconda di chi le propone: i “nostri” tagli di bilancio sono un’assennata misura di controllo degli sprechi, mentre quelli degli avversari sono stangate indiscriminate su servizi essenziali. Il tutto è decisamente troppo emotivo; troppo perché votare “di pancia” rischia di avere conseguenze gravi (chi fosse interessato può leggersi Il mito dell’elettore razionale di Bryan Caplan). Nel corso della recente campagna referendaria, per esempio, si è parlato molto poco di energia nucleare e di modelli di gestione dell’acqua: hanno prevalso affermazioni vaghe ed emotive come “non mi fido di questo paese” (ma la usi la sanità pubblica? La scuola? Le autostrade?) o “restituiamo il futuro ai nostri figli” (nel senso di usare il nucleare perché produce meno gas di serra o di usare più carbone e petrolio perché non sono radioattivi?).

Mi sono fatto l’idea che i dati in formato aperto potrebbero essere un elemento di riequilibrio della discussione. Non solo i dati contengono fatti, ma discutere sull’interpretazione dei dati conduce ad analisi sempre più sofisticate: “guarda, il PIL è cresciuto molto più sotto il governo dei Grigi del misero 0.3% all’anno dell’amministrazione dei Colorati!” “Vero, ma considera che gli anni di amministrazione dei Colorati hanno coinciso con una depressione mondiale. L’indicatore giusto è il differenziale di crescita tra il nostro paese e la media mondiale, ed esso rende giustizia alla sagge politiche di rilancio condotte dai Colorati.” Per prevalere, i duellanti sono costretti a confrontarsi con il dato. Cosa misura veramente? Come interpretarlo?

Perché questo succeda, naturalmente, i dati sono essenziali, ma non sufficienti: ci vuole anche una fetta di opinione pubblica, per quanto minoritaria, che sappia usarli per costruire storie sul nostro vivere insieme e proporle alla discussione comune. In mancanza di questo i dati possono venire usati male, o branditi come armi, e diventare strumenti di riduzione della qualità del dibattito. È per questo che sto nel movimento open data, e, in quel movimento, mi sono autoassegnato il ruolo di proporre iniziative di stimolo della domanda di dati e data literacy. Nel video qui sopra (20 minuti) provo a spiegare meglio la mia posizione.

giugno 28, 2011     Alberto     e-government 2.0     4 comments

Keynes vs. Hayek Rap

Questa è classe, anche se non vi consiglio di imparare il verbo dei due grandi uomini solo dalla canzone. Qui c’è il video in alta risoluzione, l’mp3 scaricabile e il testo, se volete cantare in coro il ritornello. Io lo so già a memoria.

Hat tip: Knut Wicksell

marzo 16, 2010     Alberto     La vita, l'universo e tutto quanto     1 comment

Noi, adesso: la Open Declaration scalda i motori

Paul Johnston di theconnectedrepublic (è l’iniziativa di Cisco sui servizi pubblici in rete) ha fatto questo video, che secondo me è straordinario. Le persone che vedete stanno tutte leggendo la Open Declaration sui servizi pubblici europei. Lo trovo emozionante, anche a prescindere dal gioco a riconoscere chi è chi (ehi, aspetta quello non è Lee Bryant?). Potete contribuire anche voi: basta riprendersi mentre si legge ad alta voce la propria parte preferita della dichiarazione (testo qui) e postare il video come commento video a quello di Paul.

Però a me piacerebbe di più fare un’altra cosa, e cioè fare una versione italiana. La traduzione esiste già (qui: grazie a Francesco e a Gianluca che ha lanciato l’idea). Qualcuno, oltre a me, avrebbe voglia di riprendersi mentre ne legge un pezzo?

UPD – Il gruppo Facebook della Open Declaration è diventato molto vivace, 100 iscrizioni da ieri sera (sono le 11 del 3 novembre). Se avete un po’ di tempo, questo è un buon momento per visitarlo e partecipare.

UPD 4 novembre – David Weinberger parla della dichiarazione sul suo blog – e l’ha firmata. Suvvia, potete farlo anche voi, no?

novembre 3, 2009     Alberto     e-government 2.0     5 comments

I FF su National Geographic

Grazie alla segnalazione di Freddy, che ha scovato due nostri video sul sito di National Geographic. Si capisce dal logo che glie l’hanno passato gli amici di Link TV. Uno è il videoclip di Tre sorelle: l’altro non ce l’avevamo neanche noi, è una ripresa dal vivo di 1.0 fatta al Winnipeg Folk Festival 2004. Ma adesso l’abbiamo caricato su YouTube e ve lo possiamo fare vedere! Eccolo:

dicembre 4, 2007     Alberto     Fiamma Fumana     comment

Booster: concerto e shutdown…

Con il concerto di ieri di BandaBooster (una band estemporanea composta di allievi del corso e da tre ex Modena City Ramblers oggi avviati ad altre carriere, cioè Cisco, Giovanni Rubbiani e io) finisce, per quanto mi riguarda, il progetto Booster. La serata è andata bene, ma con molte – troppe – assenze significative in teatro da parte degli operatori locali che sei mesi fa erano molto vicini a questo progetto. Anche chi abbiamo coinvolto – a pagamento – per aiutarci a organizzare il workshop non ha messo molto entusiasmo nella cosa: il sottotesto sembrava “OK, lavoro per questi di Booster ma faccio il minimo indispensabile, perché non si meritano niente.” Per me questo è un altro segno che abbiamo perso credibilità e “presa” sul territorio.

Però devo stare attento, perché ho paura di rimanere prigioniero di uno schema narrativo su Booster troppo appoggiato al famoso voltafaccia sul project work (ne ho parlato in molti post di questo blog, a partire da questo): prima andava tutto bene, poi ci siamo rimangiati un impegno preso pubblicamente e ci siamo giocati la credibilità e l’occasione di essere una vera forza di cambiamento a Pescara. Forse non sono obiettivo, e la mia delusione mi impedisce di vedere con chiarezza i segnali positivi. Marco mi sembra più o meno nella stessa situazione.

Per avere uno sguardo fresco su Booster ci siamo rivolti a Filippo Tantillo, economista, ricercatore all’ISFOL e docente all’Accademia dell’immagine dell’Aquila. Filippo ha un progetto interessante di sviluppare un linguaggio per raccontare lo sviluppo con lo strumento del video (l’ho coinvolto anche su Visioni Urbane, il video lo trovate qui); gli ho proposto di realizzare, insieme ai suoi studenti, un video su Booster. Filippo e i suoi ragazzi sono calati su Pescara in forze e hanno cominciato a intervistare la gente, sono molto curioso di capire cosa esce.

Una cosa che Filippo mi ha già anticipata è che gli allievi vivono Booster come una cosa che non è finita. Mancano in effetti le attività di project work gestite dagli altri partners, che però non hanno nessuna esperienza di organizzazione di attività musicali. Spero che abbiano capito che io non ho potere né responsabilità sulle attività non-The Hub.

dicembre 2, 2007     Alberto     industrie creative e sviluppo     comment

Spazi per la creatività

Ieri mi ha telefonato Carlotta Mismetti Capua, giornalista dell’Espresso. Sta preparando un articolo sugli spazi creativi e ha sentito parlare del nostro lavoro. Buon segno?

Digerito l’incontro del 17 ottobre, il progetto Visioni Urbane è pronto a muovere un altro passo. Stiamo lavorando a quattro giornate di approfondimento tra i creativi lucani e quattro esperti di prestigio assoluto (il primo nome che circola è quello di Bruce Sterling) su quattro temi che attraversano la gestione di spazi per la cultura creatività, e cioè
- modelli di gestione di spazi per la cultura
- tecnologie per la creatività
- comunicare i prodotti culturali
- cultura e territorio
Nel frattempo abbiamo commissionato a Filippo Tantillo il video qui sotto, che dà l’idea della scena con cui stiamo lavorando.

novembre 2, 2007     Alberto     industrie creative e sviluppo     comment

Bravi!

Con colpevole ritardo, volevo segnalare la bellissima prova dei Vega’s al concertone del primo maggio. Sia Cristiana, la cantante, che Stefano, il batterista, sono allievi dei corsi del progetto Booster. Non solo hanno vinto il concorso “Primo maggio tutto l’anno”, ma poi, sul palco di piazza San Giovanni, hanno veramente spaccato. Naturalmente il merito di questo risultato è loro e non nostro, ma fa piacere comunque!

maggio 23, 2007     Alberto     industrie creative e sviluppo     comment

   


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