spazi creativi


The practical economist: Visioni urbane delivers the goods (with a side of Wikicracy)

Economists are commonly deemed to be more prone to abstract reasoning than to concrete action. There must be a grain of truth in this, because it is quite common to hear economists jokes in Economics Departments. This one, for example:

After a shipwreck, an economist ends up stranded on a desert island. He looks around and sees a wooden box, washed upon the shore by the waves. He opens it: it is full of canned food, nutritious and long-lasting! However, he does not have any tools to open the cans: is he doomed to starve amidst abundance? The economist does not lose his cool, and he tackles the problem the way his profession tas taught to to: “Assume I have a can-opener…”

Many of us yearn for concreteness. This is why I am so happy to fly to Potenza on Friday 4th: in May 2007 the Ministry of Economic Development asked me to help the Basilicata regional administration in designing a policy to build creative spaces, and now the first space (called Cecilia) is here, and the other four will follow in a matter of months. Not only have they been designed chiefly by the local creatives that are going to use them; they also come with clear guidelines for being turned over to private sector– and third sector entities or running them, which the competent local authorities have signed off to; and are integrated with a pretty advanced governance model of the Region’s cultural policy.

The project is called Visioni Urbane. I have dealt with it before. I’m told it’s becoming some sort of flagship project for the regional adiministration; the “Visioni Urbane method” is being demanded on tackling other policies (for example setting up a regional Film Commission), and the administration itself is building upon the partnership with the creatives created within Visioni Urbane to launch Matera’s bid for European Culture Capital 2019. It is no coincidence that the person in charge of Visioni Urbane, Rossella Tarantino, has been appointed as coordinator of that bid; and another Visioni veteran, Paolo Verri, is serving as scientific director.

My book Wikicrazia contains a lot of Visioni Urbane war stories, and the grandopening of Cecilia will include a book presentation. But what I’m really looking forward to is the joy of witnessing a policy that I helped to develop go live, live and so concrete that I can actually sit and listen to a concert in it. For an economist, this is a thrill, alas, all too rare.

January 31, 2011     Alberto     industrie creative e sviluppo, Wikicrazia     1 comment

Pensa coi cinghiali: spazi nuovi per musica nuova

A parte le emozioni personali, l’esperienza di Balla Coi Cinghiali mi è piaciuta molto. Come Radicazioni (ma in modo forse più evoluto e consapevole) mi sembra uno spazio per la musica di tipo nuovo, che ha alcune caratteristiche del tipico festival di fascia bassa italiano (pubblico molto giovane e simpaticamente fricchettone, ingresso libero, grandi folle) e altre dei festival di livello alto americani e canadesi (campeggio sul sito del festival, attenzione agli spazi di relax e all’intrattenimento tutto il giorno e non solo la sera, con un wake-up stage, stage di danza pomeridiani, l’half-pipe per gli skateboard etc., attenzione per l’ambiente e la buona cucina). Entrambi questi festival – e immagino altri, che non conosco – sono in forte crescita, e stanno allevandosi il “loro” pubblico.

Questa, finalmente, mi sembra una buona notizia per la musica.Con i Modena City Ramblers ho partecipato a due ondate di nuova musica, quella delle posse e quella del “nuovo rock italiano”. In entrambi i casi il punto non era che nuovi artisti cercavano di farsi largo su spazi esistenti: per esempio, non siamo andati a Sanremo per giocarcela con, per dire, Enrico Ruggeri. Il punto era che un’alleanza di musicisti e organizzatori culturali che condividevano età e riferimenti culturali (e ideali) hanno creato spazi nuovi: i centri sociali per le posse, la rete dei live club per il nuovo rock italiano.

Perché questa strategia riesca ci vogliono sia artisti che organizzatori, e la vera risorsa scarsa sono i secondi. Forse la via di uscita dall’impasse attuale della musica italiana passa dai sentieri aperti dai cinghiali.

August 27, 2009     Alberto     musiconomics     8 comments

Spazi creativi a sud

Una segnalazione dall’ottimo Tito Bianchi, economista in forza all’UVAL: sembra che negli ultimi tempi diverse amministrazioni del mezzogiorno si stiano interessando al tema degli spazi per la creatività. In Basilicata c’è il progetto Visioni Urbane, di cui ho parlato già molto perché sono coinvolto in prima persona come consulente del DPS; a Catanzaro un progetto Formez ispirato da Mimmo Cersosimo e condotto da un gruppo di suoi allievi sta affrontando lo stesso argomento (in realtà vorrebbero coinvolgere anche me, ci siamo incontrati la settimana scorsa per cominciare a parlarne); infine, sono in movimento le varie gemmazioni del progetto pugliese Bollenti Spiriti (ne ha scritto Marco qui), come questa. Questa attenzione mi fa piacere, ma non mi stupisce: gli spazi alla fine sono edifici, roba solida, che si tocca con mano e che porta consenso. La scommessa vera è farli vivere, e per questo temo proprio che ai creativi che rivendicano spazi da gestire serva una qualche nozione che esistono mercati dei prodotti culturali e che bisogna cercarli e svilupparli. Mica facile. Con il gruppo di Visioni Urbane stiamo ragionando su queste cose proprio in questo periodo, vi terrò informati.

January 21, 2008     Alberto     industrie creative e sviluppo     2 comments

   


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