project work


Booster: lanciato il project work

Ieri Marco e io eravamo a Pescara per avviare il project work di Booster. Dopo avere fatto una prima progettazione, averla buttata e averne fatta una seconda ci siamo trovati con nove azioni (dal concerto in teatro degli allievi alla realizzazione di CD e video); le abbiamo presentate ieri in una riunione “semi-interna” (cioè comunicata soltanto agli allievi del progetto e ad alcuni pezzi di rete territoriale, ma tenuta in un locale pubblico, Ecoteca, e abbinata a una jam session). Delle nove azioni The Hub curerà soltanto la prima in ordine di tempo: l’allestimento di un concerto di un gruppo chiamato BandaBooster, e composto dagli allievi del corso creativi, Cisco, Giovanni Rubbiani, e me. Il concerto si terrà la sera di sabato 1 dicembre al Teatro S.Andrea di Pescara, dopo tre giorni di prove. Alcuni allievi del corso organizzatori si occuperanno di produrre e promuovere il concerto.

Sui 24 allievi se ne sono presentati 13. La presentazione è stata fatta in due fasi. La prima è stata svolta da Antonio e Vincenzo (di Enfap) e Leonardo (di Pixel). E’ stata una carrellata di livello macro: faremo delle cose, coinvolgeremo delle persone per darci una mano, alcune di queste persone potrebbero essere dei docenti del corso, diteci anche voi che cosa vi interessa, di cosa sentite di avere bisogno. La seconda l’ho fatta io, parlando soltanto dello spettacolo di BandaBooster. Naturalmente – vista l’imminenza della cosa – qui il livello di dettaglio era molto più alto: data, luogo, artisti coinvolti, docente che coordina la promozione, docente che coordina la produzione.

Risultati: a BandaBooster hanno aderito “in diretta” 5 del corso creativi e due del corso organizzatori. Nei giorni scorsi, tra telefono e posta elettronica, avevamo raccolto altre tre adesioni (di cui una forse un po’ incerta), una dal corso creativi e due da quello organizzatori: altre persone sono in forse. Complessivamente mi aspetto 10-12 partecipanti. Sulle altre otto azioni le cose sono un po’ più nebulose e gli allievi preiscritti solo uno per azione, così mi ha detto Antonio a fine serata. Altri si riservano di aderire in seguito.

Credo che il discreto (e comunque non entusiasmante) tasso di partecipazione a BB sia dovuto al fatto che dopo tanto lavoro di progettazione, abbiamo l’azione molto chiara in testa. I ragazzi mi hanno fatto molte domande, e io potevo rispondere, illustrando cosa succederà in sala prove e sul palco e quali competenze abbiamo in animo di sviluppare con questa azione; alla fine erano in condizioni di decidere se gli interessava o no, e la maggioranza sembra orientata al sì. Specularmente, sulle altre azioni permangono punti oscuri. Per esempio, Marco Migliori era interessato all’idea di cantare per la festa di Capodanno organizzata dal Comune, che è una delle proposte del nostro PW, e ha fatto domande pertinenti a cui nessuno ha saputo rispondere: “si suona sul palco principale in piazza o su un altro palco? C’è un termine per la conferma, in modo che se questa cosa non è confermata faccio in tempo a cercarmi un concerto da un’altra parte?”

Lato negativo della serata: un po’ di frecciatine lanciateci da alcuni degli intervenuti. Nicola Scuccimarra di Local Bus: “L’unica cosa buona che questo progetto ha fatto è stato farci incontrare.” Vincenzo D’Aquino di Mente Locale: “Veramente io non ho ancora nemmeno ricevuto il contratto per una delle docenze di inizio anno, se ne sa qualcosa?” Paolo Visci di ClapDance (sorridendo): “Mi dispiace, ma a Pescara avete un nemico in più. Io non riesco ad aprirmi una partita IVA e a campare facendo l’organizzatore di concerti, secondo me un progetto da centinaia di migliaia di euro sulla musica in questo territorio è stata un’occasione sprecata.” Simone, uno dei nostri allievi, ha fatto di peggio: è venuto ma non si è seduto con noi, non ha nemmeno firmato il foglio presenze, niente di quanto possiamo proporre gli interessa. Speriamo che lo spettacolo del 1 dicembre vada bene. Abbiamo bisogno di un successo di immagine per tornare a un clima di maggiore fiducia. Che rabbia, il clima era ottimo e siamo riusciti ad avvelenarlo…

Lato positivo: l’entusiasmo del nostro Christian rocker Tony Nevoso e dei ragazzi della Differenza, che mi hanno regalato i rispettivi singoli. Sembra che siano un po’ ripartiti.. bene.

UPD 15:30 I due organizzatori del gruppo promozione hanno confermato la loro partecipazione. Siamo a dieci partecipanti confermati.

Novembre 17, 2007     Alberto     industrie creative e sviluppo     , ,      1 comment | show

The Times They Are A-Changin’?

[segue da post precedente]

Da fine settembre in poi sono però tornate ad arrivare, finalmente, anche “energie positive” su Booster:
-Giovanna (un’allieva dei corsi) ci ha scritto una mail fiume dicendo e chiedendo di non mollare (e la stessa cosa hanno fatto altri allievi incontrati a Pescara dopo le ultime riunioni);
-Filippo Tantillo dell’ISFOL ci ha confermato l’interesse e la volontà espressa da parte dell’Accademia dell’Immagine de L’Aquila (oltre che sua personale) di accogliere la nostra proposta e realizzare un video che racconti Booster (diretto da lui e dai suoi allievi), ci ha incitato a rimanere nel progetto e a cercare di realizzare ciò che è possibile (”sarebbe un peccato…”) e su richiesta di Alberto ci ha messo anche in contatto con i responsabili ISFOL per i progetti in Abruzzo…;
-abbiamo trovato (grazie all’Isfol) finalmente un contatto vero con un “operativo” (co.co.co) regionale. La “storia” è la solita: lui è un appassionato di musica e conosce (musicalmente) Alberto e la scena pescarese coinvolta dal progetto…

Si sente insomma quasi un clima di tifo per noi e per il progetto.
Ora le condizioni sembrano cambiate, i riflettori si stanno accendendo sul progetto, abbiamo avviato contatti e collaborazioni con Dps, Isfol e Regione Abruzzo, abbiamo acquisito competenze di project management anche dal punto di vista della gestione formale dei progetti europei, abbiamo imposto integrazioni critiche ai verbali (da consegnare in Regione) e un nuovo verbalizzatore. Anche le “condizioni di lavoro” presenti e future in Booster e dopo il progetto, sono quindi mutate. Gli altri partners sembrano averlo avvertito (non hanno nemmeno provato a fare proposte di attività alternative alle nostre), ma è importante che le istituzioni vigilino sull’effettiva e “adeguata” realizzazione delle proposte per il project work (non più al livello di quelle avanzate in primavera, ma comunque potenzialemente utili agli allievi e alla nostra rete territorriale di progetto).

Speriamo che questo sia l’inizio di una fase nuovamente vitale e interessante della presenza di The Hub in Abruzzo… The Times They Are A-Changin’?

Decadence - la fine dell’impero degli Enti di Formazione

Il sistema della formazione in Abruzzo sta cambiando. La Regione - che pure non si può vantare di alti standard di efficienza e buon governo - ha decuplicato il numero dei soggetti accreditati, ha imposto la revisione contabile, ha sostituito interamente la dirigenza dell’Ufficio Equal… A tutto questo (e altro ancora) si aggiunge la diminuzione drastica delle risorse comunitarie per il passaggio all’obiettivo 2.

Gli Enti di Formazione sono in ginocchio, commissariati, con buona parte del personale in cassa integrazione e sulla via del licenziamento, ormai senza capacità operativa.

Questo avviene dopo anni di “vacche grasse” sui fondi europei, nei quali queste strutture con un monopolio quasi totale del settore si erano iper-specializzate nel conoscere e rispettare “alla virgola” le migliaia di norme e requisiti solo formali richieste dalla Regione per ottenere i finanziamenti (che “garantivano l’impossibilità” per i soggetti realmente innovativi del territorio di accedere a questo tipo di canali di finanziamento, con un assurdo meccanismo di adverse selection) crescendo a dismisura e puntando ad accaparrarsi fondi in qualsiasi ambito di attività: dall’industria al turismo, dai detenuti ai giovani creativi. E con il tempo sono arrivate ad avere un cinismo (ancora più inquitante se si pensa che sono organismi interni ai sindacati nazionali) nei confronti delle attività che svolgono che li porta a concentrarsi “molto più” sullo scrivere le cose “giuste” con il giusto quantitativo di pagine (in modo da garantirsi la gestione di risorse che permattano il loro auto-sostenimento e quindi la giustificazione della propria struttura e del personale), che hai risultati.

In questo quadro da fine impero, i suoi protagonisti, che pure ne sono consapevoli, sembrano però non voler accettare che tutto cambi (quindi anche loro, pena l’esser messi definitivamente “fuori”), e continuano con i loro modi “da furbi” (che poi diventano spesso) arroganti e cinici a cercare di far pesare un potere che hanno sempre meno, non ammettendo i loro errori e rendendosi protagonisti di altri momenti negativi “da non dimenticare” per la storia del nostro progetto. Ne elenco qui alcuni, presi solo dall’ultimo mese, che mi hanno visto da “protagonista incredulo”:
-la lettera inventata: il 24 settembre il coordinatore manda in allegato una lettera intitolata “Caro Marco” (dai toni amichevoli e pacati) che sostiene di aver inviato il 7 settembre in risposta a una mia mail, non ricordandosi di aver risposto alla mia mail con tutto il partenariato in copia e con ben altri toni due giorni prima, il 5 settembre (gli altri partners, dopo la mia denuncia, non diranno nulla, come se non fosse successo niente di strano…);
-brindisi ai (/alla faccia dei) fondi FSE: il 27 settembre, dopo le polemiche durissime degli ultimi 3 mesi, osservo basito gli altri partners brindare agli Equal (e mi trovo pure “costretto” a partecipare!) e sguazzare nella jacuzzi dell’albergo con vista sul golfo di Palermo (qui invece non partecipo) dopo la “formalissima” (e poco interessante) conferenza chiusa in anticipo dell’ultimo incontro transnazionale;
-i partners non leggono i documenti sul progetto (e alcuni manco sanno cosa sta succedendo!): il 15 ottobre ascolto incredulo a questa domanda fatta da un membro della PS di Booster: “ma cosa ne è stato di quella cosa che si doveva fare quest’estate? quella per la quale eravamo andati da Di Pietrantonio (Assessore ai Grandi Eventi del Comune di Pescara, ndr) … non ho capito perchè non si è fatta…” (si riferiva al project work di Booster, affossato dalla PS a giugno-luglio senza neppure sapere bene di cosa si trattasse - evidentemente il problema non era quello -, come era chiaro dalle ripetute domande nelle riunioni di PS sul “cosa fosse un workshop etc.”, nonostante la spiegazione fosse riportata in tutti i nostri documenti da mesi …);
-tutte scuse?: durante lo stesso incontro, il 15 ottobre, si mette finalmente in chiaro che tutte le nostre proposte non avevano problemi di rendicontabilità, tant’è che si decide di tenerle e - assieme ad altre - di cercare di realizzarle, con modalità diverse però: spezzettate nel tempo e per partner della PS (ovviamente facendo perdere così di fatto molto del senso e della potenzialità che avevano inizialmente). Allora il problema era solo questo, di far cioè tenere ai partner il controllo sul loro budget e su come utilizzarlo?

Non basta però un partner in disaccordo per garantire l’utilizzo “decente” delle risorse sul project work e la realizzazione delle attività in modo “dignitoso”, per ottenerlo e garantirlo è necessario il monitoraggio delle istituzioni, regionali e centrali: il rapporto con “la committenza”, quello che stiamo ricercando da oltre un anno…

Booster, "meglio di Un Posto al Sole"

Mi trattengo per ora dallo scrivere su questo blog il mio punto di vista completo sulla situazione attuale di Booster perchè mi ci vorrebbe un paio di giorni per farlo e… per altre ragioni. La storia di Booster sta però assumendo tutti gli aspetti di una telenovela infinta (la battuta che lo paragona a Un Posto al Sole è di Elisa), con continui colpi di scena, che da un certo punto di vista è interessante analizzare, ma il fatto di esserci contemporaneamente “dentro” rende la cosa molto stressante e snervante, oltre che rischiosa dal punto di vista finanziario e non solo.

Mi limiterò ad elencare alcuni degli aspetti che mi sembrano più interessanti:
1) esiste una Grande Famiglia degli Enti di Formazione (e dei soggetti ad essi collegati) che ha acquisito competenze di processo elevate sulla gestione dei fondi comunitari. Questa Grande Famiglia si muove in modo compatto nella aquisizione e gestione delle risorse comunitarie: o sei loro alleato, di tutti, o no;
2) se, come è, i controlli della Regione sono solo formali, chi ha competenze procedurali (come scrivere carta in modo che passi i controlli formali della Regione) ha molto più potere (capacità di bloccare e indirizzare le azioni e le decisioni) all’interno della PS rispetto a chi nel processo mette i contenuti e le azioni “vere”. Allo stesso modo grande enfasi nella discussione delle azioni da realizzare viene data alla loro “presentazione formale/rendicontabilità” (secondo le prassi consolidate) e molto poca alle azioni in se e agli obiettivi e risultati delle stesse (da notare che si sta parlando di progetti che dovrebbero essere innovativi e di sviluppo, quindi in qualche modo di rottura rispetto al passato);
3) il progetto è sempre strettamente legato al contesto, e il contesto in questo caso è fatto di ritardi cronici e strutturali (qualsiasi cosa è gestita in emergenza all’ultimo minuto e oltre), di inefficienze delle strutture pubbliche e para-pubbliche (per non dire di peggio), etc. E’ importante conoscerlo, capirlo, e in una qualche misura accettarlo, senza però rassegnarsi.
4) Esiste infatti una difficoltà di relazione e comprensione fra i soggetti del territorio, nel nostro caso spesso del Mezzogiorno d’Italia, e chi viene “dal Nord” e cerca di portare un modo diverso di lavorare e vedere le cose. Spesso si viene guardati con diffidenza e in caso di conflitti liquidati con un “non potete capire… qui non funziona così…”. La strada per il cambiamento è quindi molto difficile (ma non impossibile, citando Seravalli) e impervia.
5) E come sempre nelle relazioni umane, i rapporti fra due o più soggetti sono fragili: lungo e faticoso è il tempo che serve per costruirli, molto breve quello necessario per infrangerli. Dopodichè è molto difficile ricomporli. E i progetti vivono di relazioni umane.
6) Concordo su quanto mi dicevi ieri: la perdita di fiducia dell’associazione Pescara Duepuntozero (associazione di imprese e soggetti che si occupano di creatività a Pescara, nata su proposta e iniziativa di Booster) e dei soggetti che la compngono verso il progetto e le istituzioni in generale, a causa dei problemi dello stesso e del comportamento di chi lo gestisce, è una perdita per il territorio e per tutti. Sarebbe un vero peccato se il loro contributo allo sviluppo, in termine di energie e competenze, andasse disperso.
7) E concordo quindi anche sulla grande soddisfazione nel sentire i rappresentanti dell’associazione Pe2.0 dire: “ok, sentiamo quello che ci viene proposto ora da questi enti di formazione - che mai abbiamo incontrato prima - ma devono venire loro alla nostra assemblea, e farci proposte per noi interessanti. Se non vengono allora vuol dire che a loro non interessa e quindi neanche a noi, non abbiamo bisogno dei loro soldi, per noi il lato più importante del progetto è stato farci conoscere e far nascere l’associazione e le collaborazioni fra i suoi componenti.”

per ora mi fermo qui, a breve altre riflessioni…

The time is now: il fattore tempo nella progettazione

L’altra sera ho visto un’intervista registrata di Giovanni Lindo Ferretti dove si parla molto del tempo e dove, fra l’altro, si dice che “una cosa fatta nel momento giusto, è un atto molto potente”.
Questa e altre frasi mi hanno fatto pensare una volta di più a quanto il fattore tempo sia stato determinante nei risultati di molti avvenimenti a me accaduti: la stessa azione fatta in ritardo rispetto al tempo “giusto” per farla, perde quasi completamente la sua forza e il suo significato.

Anche in Booster il fattore tempo sta determinando lo stravolgimento di ciò che ha senso ed è possibile realizzare nel project work finale, nonostante ci sia chi cerca di affermare che si è ancora e sempre in tempo per realizzare tutto (per poi sistematicamente accorgersi all’ultimo momento di essere in ritardo ed in emergenza). Non c’è più il tempo per realizzare ciò che fino a un paio di mesi fa sembrava possibile realizzare e che avrebbe dato grande visibilità e slancio per attività future. Perfino concerti pensati per la loro originalità, dopo qualche mese hanno perso questa loro valenza (gli artisti coinvolti hanno già suonato più volte in città).

Inevitabile allora riprogettare tutte le attività in base ai nuovi accadimenti, inutile perdersi in rimpianti, è invece il tempo di capire cosa è giusto fare in questo momento, adattando ciò che abbiamo pensato finora con atteggiamento realistico, “creativo” e “nuovo”. Capire qual’è la cosa giusta da fare in questo momento, e farla, nel momento giusto, non aspettare, il tempo è una risorsa scarsa, molto scarsa.

Questa necessaria flessibilità in itinere dei progetti e della progettazione mi ha fatto pensare anche alle riflessioni di Anna Natali alla Scuola Estiva della Calabria sui limiti degli schemi a sequenza logico-razionale predefinita, ma di questo magari parlerò in un prossimo post…


P.S. questo è un blog, anche per i post di un blog c’è un tempo giusto per scriverli e un tempo oltre il quale non ha più senso. Beh, ce ne sono diversi che avevo pensato di scrivere ma poi il tempo è passato… In ogni caso credo che le cose che volevo dire ritorneranno più avanti, cambiate e rinnovate.

Slideshare - Pescara 2.0

Here you may find the slides of my presentation (Booster network and project-work/festival) for the E.G.O. meeting (transnational partnership of the European project Booster) in Pescara:

 

 

Con qualche giorno di ritardo rendo disponibile anch’io la mia presentazione fatta a Pescara per il partenariato internazionale di Booster.

Aggiungo una ulteriore buona notizia a quelle di Alberto: i Vega’s hanno passato le selezioni e hanno suonato sul palco del Primo Maggio a Roma! Congratulations guys!

Buone nuove

Primi riscontri positivi dalle istituzioni pescaresi: l’assessore ai grandi eventi ha garantito il suo appoggio al festival, che si concretizzerà nella fornitura di spazi e servizi e nel finanziamento di un headliner “di fama nazionale”. Ovviamente questa disponibilità “libera risorse”, rendendo possibile la progettazione di molti altri eventi e iniziative all’interno del festival. L’assessore parteciperà anche alla conferenza stampa di martedì, rendendo pubblico il suo appoggio all’iniziativa.

Nel frattempo abbiamo anche allacciato i primi rapporti con la comunità universitaria: Fabio Stella dell’associazione di studenti universitari 360° si è dichiarato disponibile a collaborare con noi (in forme ancora da definire, di sicuro attraverso la diffusione di informazioni sul festival agli associati e non) e il Prof.Andrietti (anche responsabile di Soundlabs) pensa di organizzare nell’aula magna dell’Università un convegno sul “La musica indipendente italiana all’estero.” Anche questa può essere una importante risorsa, sia a livello di istituzione-università, sia per la partecipazione degli studenti agli eventi e all’organizzazione.

Marzo 25, 2007     Marco     industrie creative e sviluppo     ,      comment

   



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