Piccolo appunto di lavoro.
Attualmente, per Correggio Mon Amour, sono impegnato nella costruzione di un gruppo di lavoro per la definizione di un progetto su musica e creatività collegate a tecnologia ed ecologia da presentare alla Comunità Europea nell’ambito delle Iniziative Giovani. Nel fare questo mi sto accorgendo sempre di più dell’importanza di tenere conto, ancora una volta, delle parole di Paolo Verri (Torino Internazionale) sulle “regole di funzionamento” dei tavoli di progettazione partecipata: “è importante capire e chiarire chi è ogni soggetto che si siede al tavolo e qual’è il senso della sua presenza e le sue finalità, perché se vengono disattese il patto decade e lui lascerà il tavolo.”
Ieri ho partecipato al CitizenCamp a Bologna, (non)conferenza su tecnologia e cittadinanza attiva.
La regola numero 8 del BarCamp, in perfetto stile Fight Club, dice che “Se questa e’ la tua prima volta al BarCamp, DEVI presentare”, e quindi ho fatto anch’io la mia presentazione, preparata in fretta e furia prima di partire. Tra l’altro Alberto ha dovuto cancellare il suo intervento all’ultimo momento per un impegno lavorativo (concerto), quindi ho cercato di integrare parte della sua presentazione nella mia. Non so se il risultato sia particolarmente chiaro o interessante, dovrei lavorarci un po’ di più credo, in ogni caso è questo:
Talent scouting e networking: comunicazione, progettazione partecipata e nuovi soggetti nelle stanze dei bottoni. Due piccole esperienze italiane: il progetto Equal Booster a Pescara e Correggio Mon Amour
(clicca sul titolo per scaricare il pdf della presentazione)
NB. The Hub non centra nulla con Correggio Mon Amour, progetto tutto correggese che seguo nel tempo libero. L’unico elemento in comune fra i 2 progetti sono io, e quindi il fatto che cerchi e tenda ad applicare lì quello che sto imparando da Booster.
A parte questo l’esperienza è stata molto interessante e stimolante (date un’occhiata ai link sul sito del CitizenCamp per saperne di più). Fra le persone che ho conosciuto cito qui Alberto D’Ottavi di Infoservi (con il quale forse collaboreremo in un progetto milanese) che mi ha detto di un possibile BarCamp “business oriented” da organizzare presso la sede di Yahoo a Milano, e Giorgio Jannis dell’associazione NuoviAbitanti, che mi ha parlato del Programma Operativo Nazionale “La scuola per lo sviluppo” e suggerito la possibilità di ottenere finanziamenti dal MIUR per progetti di formazione su musica e innovazione tecnologica nelle scuole.
Lancio l’idea di un BarCamp su musica e tecnologia a Pescara nei primi 2 giorni del festival, che ne dite?
La riunione di lunedì e i successivi due giorni di consultazioni hanno visto finalmente delinearsi sia la proposta di festival che le linee guida dell’associazione. Entrambe verranno presentate martedì 27 alle 11.00 nella Sala Consiliare del Comune di Pescara, alla presenza di diversi esponenti della pubblica amministrazione e dei media. Questa scelta ci è stata suggerita dai nostri contatti “istituzionali” stessi, il momento è giusto per “giocare d’anticipo” e presentare la nostra proposta alla città. I buoni risultati di questi ultimi giorni di lavoro non possono però servire a cancellare le difficoltà e i problemi emersi nella progettazione partecipata.
Nonostante entrambe le proposte siano uscite dai gruppi di lavoro nei tempi stabiliti (meno di 2 mesi), è inutile negare che l’attività del Gruppo Progettazione Evento abbia avuto diversi problemi. Molti di questi sono già stati menzionati, altri lo saranno in seguito. Uno di questi è stato secondo me il fatto che all’interno del gruppo non si sia affermata e riconosciuta una leadership, una guida che “prendesse in mano la situazione” e cercasse di essere sintesi e interprete delle diverse proposte e anime del gruppo. Relativamente a questo punto, la nostra responsabilità di coordinatori di questo processo è stata quella di attendere forse troppo che questa sintesi si manifestasse autonomamente, lasciando che i lavori avanzassero per troppo tempo in modo lento e disorganico. Con la riunione di lunedì abbiamo proposto noi, di nuovo guida e non semplici coordinatori del processo, la nostra sintesi, che è stata subito accettata nelle sue linee generali (c’è chi poi ha detto: “non so se vi rendete conto che quello che dite voi, si fa”).
Per il futuro rimangono però tutti gli interrogativi legati al fatto che Booster “non è per sempre”, a fine settembre finisce, quindi l’associazione dovrà dotarsi di autonomi processi decisionali di discussione e deliberazione, e questo non potrà avvenire finchè i soggetti non si confrontano apertamente sulle idee e i progetti. Come suggerito da Paolo Verri (Torino Internazionale): “Chi va al tavolo di progetazione non si può permettere di lasciarsi dietro o davanti qualcosa di non detto grazie al quale lui è un po’ più furbo degli altri. Costruire una coalizione significa confrontarsi alla pari, facendo sì che ciascuno si tolga qualcosa della sua autorevolezza…”. Quello che è successo qui credo sia che nessuno si è esposto, non c’è stato il coraggio di criticare apertamente le proposte degli altri e di cercare una sintesi attraverso la discussione. Tutti hanno ripetutamente chiesto che fosse Booster a dare la linea e la sintesi. Ora l’abbiamo fatto, ma se si vuole veramente creare una coalizione credo sia il tempo di vedere “qualche litigata” alle riunioni.
Fortunatamente qualche segnale c’è: vedere l’ipotesi di programma “su carta”, giorno per giorno, ora per ora, che necessariamente taglia molte delle proposte pervenute, rende più facile e concreto il confronto. Ancora qualche settimana e tutto sarà più definito.
Ieri per la prima volta Alberto ha dato al gruppo di progettazione dell’evento delle cifre (ancora ipotetiche e da confermare) di possibile impegno finanziario del progetto Booster sull’evento di settembre e ha avanzato l’ipotesi di pensare a quell’importo come al 50% del budget già finanziato, da integrare in fase di progettazione con un uguale importo di eventi organizzati dalla rete da finanziare attraverso i canali del Comitato dei Giochi e degli sponsor.
Queste informazioni e indicazioni segnano per me uno scarto nella progettazione: finora tutto si era basato sulla forza delle idee e queste da sole avevano avuto la capacità di portare i soggetti fino a questo punto, ma giunti in fase di progettazione e budget operativi, gli “imprenditori veri” hanno avuto bisogno di informazioni e indicazioni sul budget totale dell’evento e su un’idea di come raggiungerlo. Per dirla in altri termini credo che le società “a scopo di lucro”, a differenza delle associazioni, ci abbiano chiaramente e ripetutamente comunicato (facendo domande sul budget) il fatto che loro non potevano sopportare l’incertezza e la “nebulosità” di discorsi basati sulla forza delle idee che avrebbero dovuto convincere istituzioni e “smuovere la città” e che non riuscivano a “immaginare concretamente” la dimensione di una cosa che non avevano mai visto. Loro avevano bisogno di cifre, di risorse disponibili, del budget totale dell’evento e di un’idea su come coprirlo. Avevano bisogno di qualcuno che le “immaginasse” per loro e che ovviamente lo facesse in modo credibile e realistico.
Un altro aspetto emerso dalla progettazione è secondo me l’esigenza e l’importanza della presenza di una guida/coordinatore, di qualcuno cioè che conduca le riunioni e i soggetti continuamente, lasciando spazio a tutte le idee e alla discussione “democratica”, ma che poi sia in grado di trarne una sintesi e faccia superare al gruppo le situazioni “di stallo”, senza imporre delle decisioni, ma proponendo una via d’uscita possibile. In questo senso molto importante è anche “il chi” e “il come” redige i resoconti delle riunioni che poi vengono messi a disposizione di tutti, presenti e assenti (si discute se questi debbano essere “una sintesi e un passo in avanti”, oppure una semplice “fotografia della discussione”). Altro aspetto fondamentale è la presenza di rappresentanti del partenariato al tavolo della progettazione, per evitare che decisioni prese faticosamente dal gruppo di lavoro debbano essere riviste perché “non compatibili” con il progetto e le possibilità e decisioni del partenariato che lo promuove.
Alla riunione di lunedì del Gruppo Progettazione Evento erano presenti nella stessa stanza Nicola Scuccimarra di Localbus (che ha ospitato l’incontro), Giampiero Palumbi di Soundlabs, Umberto Palazzo del Wake Up!, Piero Lucarelli di Arezzo Wave Abruzzo, Paolo Visci di Clapdance, Massimo Coscia e Luigi Pagliarini di Ecoteca (Claudio Di Dionisio di Events 365 si è scusato per l’assenza dovuta a motivi di lavoro e ha detto che sarà sicuramente presente ai prossimi incontri). A questo “incredibile” gruppo di organizzatori di eventi pescaresi e abruzzesi si sono uniti, sempre nella stessa affollatissima stanza, rappresentanti di Melaesse, Rosaemente, Pescara Lug, Metro Olografix, Loov, Web Festival and Music Festival e degli allievi dei corsi di formazione di Booster, il tutto alla presenza di Claudia Civitarese dell’Assessorato alla Cultura di Pescara e dei coordinatori di Booster e The Hub. Credo che a chiunque capitasse di scorrere questo registro delle presenze di una riunione post-lavoro infra-settimanale non-decisiva senza essere informato sull’esistenza di un progetto chiamato Booster sarebbe portato a chiedersi: “Che diavolo sta succedendo a Pescara?”
Certo non è facile prendere decisioni quando si è in così tanti e così diversi, e non è facile farlo in una sera, ma se si analizzano tutte le posizione emerse (anche dall’utilissima mailing list attivata) in effetti la discussione ha portato verso alcune idee in modo più forte e più ricorrente di altre, e forse a questo punto può ritornare utile il consiglio di Paolo Verri (Torino Internazionale) per il funzionamento di queste riunioni di progettazione condivisa: “Ascoltate le opinioni di tutti, poi cercate di trarne una sintesi e fare un passo in avanti”. Lunedì (domani) alla riunione plenaria dei Gruppi di Lavoro saranno presentate queste proposte e l’assemblea deciderà se approvarle e proseguire i lavori o se rimetterle in discussione.
Nel frattempo il progetto va avanti, la Regione ha garantito il via libera alla realizzazione di una carta tematica sulla musica in Abruzzo in collaborazione con il portale online del Servizio Cartografia, io ho fatto la mia prima esperienza da docente (nel modulo di business plan del corso di formazione per organizzatori di attività musicali di Booster) e si discute della possibilità di ripresentare la domanda all’Unione Europea per una seconda edizione di Booster. Ma su tutte queste cose vi daremo maggiori aggiornamenti nel prossimo futuro… per ora è tutto: “lavori in corso”.