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Edgeryders: natively global

Photo by orange tuesday @ Flickr.com
These latest weeks my team and I are very busy laying the foundations of a new project, Edgeryders, that aims to mobilize an online community’s collective intelligence (I wrote about it here). The idea is not new in itself: actually, I myself have managed similar projects in the past. What’s new, at least for me, is the natively global dimension of this project. The blog (just a placeholder for the real website, which should launch at the end of October) has been up all of two weeks, and we had visits from 59 countries; and in just one week 60 people from 19 countries volunteered to beta test our site – all of this at zero expenditure on communication, since the website is just a placeholder. Beta testers are not only geographically diverse, they are also an intergenerational bunch, with people of all ages.

Beta testers are pioneers, the early adopters of the future Edgeryders community, and it is likely they will play an important role in shaping its atmosphere and its social norms. I find it very encouraging that they are such a diverse bunch: normally, a lot of diversity means fresh air to breathe, and individual social status determined by merit and generosity rather than social class, skin color or sexual preferences. And this is critical to feel at home in a community.

The pioneering phase (invitation only) should start next week. If you would like to be a part of it request an invitation we still have a few places left.

Community diving nel Mezzogiorno

Stage diving
Foto GothEric

Sono appena tornato da una settimana di viaggi nel Mezzogiorno per il reportage di Kublai. E’ stato divertente e molto istruttivo in quanto alle cose e alle persone che ho incontrato – i creativi e i loro progetti, le loro storie, le loro aspirazioni, i luoghi che abitano – e questo ce lo aspettavamo. Non ci aspettavamo, invece, di sentire così chiaramente il sostegno della nascente community di Kublai: i kublaiani ci hanno scovato ristoranti tipici, prenotato alberghi, offerto le loro case e i loro uffici per riposarci e lavorare, presentato persone interessanti, mostrato quello che c’era da vedere. In realtà (complici anche le ferie di buona parte del gruppo di lavoro) siamo partiti abbastanza disorganizzati, ma grazie ai kublaiani che visitavamo il viaggio si è come organizzato da solo.

Mi è capitato un paio di volte, con i Modena City Ramblers, di fare stage diving. Ti lasci cadere, e la gente ti prende e ti sostiene. Ti senti allo stesso tempo completamente indifeso e al sicuro, e grato di questa sicurezza alle persone che si frappongono fra te e il suolo. Viaggiando, in questi giorni, ho provato una sensazione molto simile, e ne ho ricavato l’impressione che stiamo costruendo, con Kublai, un social network “caldo”. Bene così.

Mondine 2.0: Di madre in figlia al Barcamp Torino

Mentre noi FF eravamo in Olanda per suonare al Fidder Folk Festival Freddy e Valeria avevano il loro battesimo del fuoco nella blogosfera al Torino BarCamp 2008. Il progetto Di madre in figlia, come i miei lettori sanno bene, ha un proprio blog, Mondine 2.0. Vorremmo che questo blog fosse un specchio in cui una community che ancora non sa di esistere, ma che noi sentiamo raccogliersi intorno alle mondine e ai valori che le mondine incarnano, potesse percepire se stessa. In rete si parla molto di communities (io, per esempio, ne ho parlato qui): la caratteristica particolare della nostra è che solo una parte di essa, quella “nuova” usa la rete, mentre quella tradizionale, che esce dai paesini come appunto Novi di Modena, in rete non c’è. Lo stesso Coro delle mondine di Novi comunica in rete principalmente attraverso di noi Fiamma Fumana e la nostra rete di collaboratori: da lì vengono appunto Valeria e Freddy.

V&F sono tornati dal BarCamp molto soddisfatti e stimolati (leggetevi il loro bellissimo post). Nella migliore tradizione di internet – orientata alla condivisione e all’aiuto reciproco – il popolo della rete è stato prodigo di incoraggiamenti e consigli utili: l’intervento è stato seguito da un pubblico numeroso e attento. I barcampers più citati sono stati Elena “Brezzadilago”, Roberta Milano, Marco e Susan, ma già da prima del Barcamp alcuni amici e bloggers di alto bordo come Alberto D’Ottavi e il “padre spirituale” di Mondine 2.0, Vanz, ci avevano molto aiutato. Sono contento, portare la tradizione in rete e la rete a occuparsi di tradizione mi sembra un obiettivo alto, per cui vale la pena di sbattersi un po’. Vediamo come va a finire. Qui sotto, le slides dell’intervento di Freddy e Valeria.

 

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