america


We are the world

US elections online rally

Mi sto chiedendo quanto vale, per l’immagine internazionale di un paese, un risultato come questo.

Mi sto anche chiedendo se non varrebbe la pena considerare, la prossima volta che votiamo un presidente del consiglio, la sua capacità di aggregare consensi e simpatie nell’opinione pubblica dei paesi nostri alleati e partners, e di unire italiani e non italiani nell’adesione consapevole ad alcuni valori comuni. Come molti che mi leggono, anch’io ho frequenti rapporti di lavoro e personali con cittadini di altri paesi, e sono convinto che la credibilità di chi guida il paese sia un elemento che influenza la credibilità percepita dei cittadini di quel paese quando lavorano all’estero. In altri termini, un fattore di competitività. Non mi dite che, nel mandare email di congratulazioni ai vostri amici e colleghi americani, non avete pensato con gioia alla prospettiva di lavorare ancora con loro, cittadini di un grande paese con la capacità di volare alto!

novembre 6, 2008     Alberto     industrie creative e sviluppo     comment

Good morning America

E' Obama!

novembre 5, 2008     Alberto     industrie creative e sviluppo     1 comment

Beh, questa poi

ottobre 15, 2008     Alberto     Fiamma Fumana     3 comments

Le mondine e il piano Paulson

Le mondine, vedete, sono gli anziani della nostra tribù. Non è solo questione di imparare da loro delle canzoni, sia pure belle e importanti: è tutta una visione delle cose quella che hanno da trasmettere, e che è profondamente radicata nei valori che fanno di noi, gli italiani e gli emiliani in particolare, quello che siamo. Così quando Antonio mi ha sollecitato un parere sulla crisi finanziaria e sul piano Paulson, mi è venuto da chiedermi: cosa ne penserebbero le mondine? La risposta non è affatto complicata come si potrebbe pensare. Silva, Lidia, Diva e le altre hanno combattuto per sottrarre la soddisfazione di alcuni bisogni di base, che loro sentono come diritti, al settore privato (cioè al padrone in piedi sull’argine della risaia) per portarla in una sfera pubblica: servizi di cura per i figli, pensione, sanità. Non c’è dubbio che preferirebbero affidare il mutuo casa allo stato, ancorché scassato e lacunoso, piuttosto che a Merryl Lynch o anche a Profumo.

Non voglio assolutamente sminuire l’importanza dei complicati tecnicismi, su cui il piano Paulson o i suoi omologhi europei vengono approvati o affossati; ma il punto di vista delle mondine ci dà intanto una prospettiva, un obiettivo: il mutuo prima casa lo eroga lo stato. Scegliamo la stabilità del sistema anziché la finanza allegra, e se questo comporta una leggera perdita di efficienza, pazienza. La casa è un diritto, e con i diritti non si scherza. Ed è interessante come non si sa bisogno di essere grandi esperti di finanza per formarsi questa opinione: risparmia molto tempo e energia, e “si sente che è giusto”. Se vi interessa il ragionamento, lo trovate su Apogeonline. Nel frattempo la solita Voce.info (Dio ce la conservi) ha pubblicato una spiegazione semplice e convincente del meccanismo finanziario che porta alla crisi dei subprime.

ottobre 7, 2008     Alberto     musiconomics     5 comments

Un economista in tour al tempo della crisi

Vancouver: quale crisi?

Il tour americano dei Fiamma Fumana coincide, quest’anno, con la crisi finanziaria che partendo da Wall Street sta investendo l’economia mondiale. In materia di finanza sono ignorantissimo, per cui non mi sento proprio di pontificare su posssibili soluzioni: per chi condivide con me l’impreparazione specifica e la voglia di capire segnalo questo articolo di Sandro Brusco che spiega quali sono i problemi del piano Paulson, naufragato giusto ieri. Come economista, mi interessa invece, e molto, la traduzione dell’andamento degli indicatori economici a livello della vita quotidiana delle persone. E l’occasione è ghiotta: la sera del nostro arrivo a Chicago, mercoledì, la televisione dell’albergo trasmetteva Bush a reti unificate che chiedeva 700 miliardi di dollari per comprare le attività finanziarie basate sui mutui casa; venerdì c’è stato il primo confronto televisivo tra McCain e Obama; ieri sera il piano Paulson è stato respinto dalle camere (hanno votato contro deputati di entrambi i partiti, ma in maggioranza repubblicani). Assisto dalla prima fila a un sussulto della storia economica americana e mondiale: certamente eventi di questa portata devono avere riflessi sulla vita di ogni giorno.

Sono a Vancouver: ieri siamo partiti da Seattle. Non c’è traccia dei miserabili in fila davanti ai pentoloni di minestra dell’Esercito della salvezza trasmessici dall’iconografia della Grande Crisi del 1929. Le strade sono piene di gente allegra e visibilmente benestante. I ristoranti alla moda sono pieni. Anche il nostro concerto di Seattle, nel suo piccolo, è stato un successo, con il teatro pieno. Nonostante questo, il nostro agente, Steve, ci racconta che il settore entertainment risente del nervosismo generale, ed è diventato più difficile riempire le sale. In effetti la spesa culturale è molto prociclica, cresce molto durante i periodi di boom e cala più della spesa aggregata durante le recessioni. Peccato, però. Certi consumi culturali (come il nostro tour Fiamma Fumana-Mondine di Novi, Di madre in figlia) possono dare un vero aiuto ad affrontare l’insicurezza finanziaria anni 2000: le mondine, per esempio, si sono fatte una guerra mondiale, la Resistenza, la ricostruzione, le legnate dalla Celere di Scelba ed eccole qua, sessant’anni dopo, indistruttibili e solari. Una meravigliosa dose di ottimismo per affrontare la revisione del bilancio familiare!

settembre 30, 2008     Alberto     musiconomics     3 comments

Salve stranieri

Bene, siamo tornati! E’ stato molto duro, ma molto bello. Globalquerque, la bellissima accoglienza a Millwood Junction, la scuola superiore di Shiprock, dove gli allievi sono tutti Navajo (lo skater Navajo, la darkettona Navajo, il secchione Navajo, il metallaro Navajo, il poliziotto Navajo…) e dove vedo un grande potenziale creativo (una ragazza ha voluto cantare una melodia cerimoniale per noi, è stato molto emozionante), i paesaggi incredibili del Colorado e del Grand Canyon, il seminario all’Università di San Diego sulla musica tradizionale dell’Emilia, rivedere la mia compaesana (e ormai anche amica) Clarissa Clò… Arrivederci west!

ottobre 1, 2007     Alberto     Fiamma Fumana     7 comments

La mia America

Di gran fretta, ecco una decina di foto come antipasto. Poi arrivano quelle di Medhin, che sono molto meglio!

settembre 27, 2007     Alberto     Fiamma Fumana     comment

Video live!

Dagli archivi dell’insostituibile Drew Miller – l’uomo dietro Omnium – salta fuori un DVD di qualche anno fa, ripreso al Winnipeg Folk Festival 2004 in un bellissimo pomeriggio di sole. Ho deciso di caricare su YouTube alcuni brani, partendo da questa “Di madre in figlia”.

settembre 6, 2007     Alberto     Fiamma Fumana     2 comments

Mondine photoalbum

Per tramite di Steve Heath, coordinatore del Concert of Colors (potete leggere qui un suo resoconto appassionato del passaggio di Di madre in figlia a Detroit) Rebecca Cook ci manda alcune bellissime foto del concerto con le mondine. Ancora, ancora!

agosto 11, 2007     Alberto     Fiamma Fumana     comment

A casa e buone vibrazioni

Siamo a casa! Abbiamo fatto il viaggio di ritorno con le mondine fino a Linate, e lì ci siamo divisi con grandi abbracci. Stamattina ho ricevuto una mail commossa da Steve Heath, coordinatore del Concert of Colors:

I cari amici
Wow, che fine settimana abbiamo avuto qui a Detroit! Voglio mandare a tutti i voi i nostri ringraziamenti, con tutto il cuore, per il vostro grande contributo al festival e per avere reso il Concert of Colors 2007 una delle edizioni più memorabili nei 15 anni di storia del nostro festival.
E’ improbabile che la città di Detroit sia mai più la stessa dopo la vostra memorabile visita e i segni che avete lasciato dappertutto, dalla sala da concerto al People Mover [il tram sopraelevato di Detroit, nota di Alberto] e alla hall dell’albergo avete affascinato tutti quelli che avete incontrato. Vogliamo che sappiate quanto ha significato per noi avervi qui per questa produzione, davvero storica. Devo dirvi che il vostro concerto ha probabilmente stabilito un record di partecipazione per quanto riguarda la presenza della comunità italiana al nostro festival, che normalmente non è molto presente. E’ stato anche uno dei nostri concerti più affollati di tutti i tempi per una performance pomeridiana (in genere abbiamo così tanta gente solo per i due concerti finali).
Le ovazioni che il pubblico vi ha tributato, perfino prima che iniziaste a cantare, sono state davvero meritate, non solo per il concerto, ma per l’ispirazione che avete dato a tante persone. L’ispirazione a resistere all’ingiustizia dovunque si trovi, l’ispirazione a non lasciare che barriere e confini ci impediscano di seguire i nostri sogni; di qualunque tipo di barriere si tratti, geografiche, economiche, di età, sesso o opportunità.
Probabilmente avete già visto l’articolo sul giornale di Detroit Free Press di sabato, ma eccovi un link per sicurezza: http://www.freep.com/apps/pbcs.dll/article?AID=2007707210375
Andate anche a vedere sul nostro sito a www.concertofcolors.com e cliccate su “Photograph” per vedere le mondine che ballano!
Non dimenticheremo presto questa esperienza (anche perché mangeremo il vostro parmigiano per settimane!). Come ho detto ad Alberto quando siete ripartiti, qualunque cosa faremo in futuro sappiamo che almeno per una volta, in questo momento così speciale, siamo stati testimoni di qualcosa di veramente magico.
Baci, abraci a tutti!
Ciao (for now).
STEVE

I cari amici,
Wow. What a weekend it was for us in Detroit! I want to send our heartfelt thanks to all for your great contributions to our festival and for making the 2007 Concert of Colors one of the most memorable in our 15 year history.
It’s unlikely that the city of Detroit will ever be quite the same after your memorable visit and the mark you left everywhere, from the concert hall to the People Mover, to the hotel lobby you charmed everyone in your path. We want you to know how much it has meant for us to have you here for this very historic production. I must tell you that this was probably a record crowd for us in terms of the participation of the Italian community at our festival, who don’t normally attend in big numbers. It was also one of our biggest crowds for an act performing this early in the day. (Usually on the final act and penultimate act perhaps get crowds this large.)
The ovations that the audience gave you, even before you began to perform, were richly deserved, not just for your performance, but for the inspiration you have given to so many others. Inspiration to resist injustice whereever we may find it, inspiration to not let barriers or boundaries inhibit us from pursuing our dreams; whether they be barriers of geography, economics, age, sex, or opportunity.
You probably already saw the article in the Detroit paper from Saturday, but here’s a link for you just in case: http://www.freep.com/apps/pbcs.dll/article?AID=2007707210375 . Also, be sure to go to our website at www.concertofcolors.com and click on the photographs to see the fancy footwork of the dancing Mondine.
We won’t soon forget this experience (because we’ll be eating your Parmesan cheese for weeks to come!) As I told Alberto upon your departure, regardless of what we may do in the future, we know that at least once, on this very special moment in time, we witnessed something truly magical.
Baci, abraci a tutti!
Ciao (for now).

STEVE


Mondine a Detroit

Photo: Rebecca Cook

luglio 24, 2007     Alberto     Fiamma Fumana     1 comment

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