vita digitale


Un funzionario pubblico sotto gli occhi di tutti

Il 2009 ci saluta con un ultimo regalo: il blog del mio amico e collega (di Kublai) Tito Bianchi, che finisce dritto nel mio blogroll. Aprendo il blog, Tito entra nella ristrettissima schiera dei funzionari pubblici italiani che affidano alla rete le loro riflessioni: e si tratta di un ingresso importante, perché il suo profilo è molto alto (lavora all’Unità di Valutazione degli Investimenti Pubblici del Dipartimento per lo sviluppo e la Coesione del Ministero per lo Sviluppo Economico), il che gli dà una prospettiva straordinaria sul sistema Italia. Il neonato blog si chiama, appropriatamente, “Sotto gli occhi di tutti”.

Come bonus aggiuntivo, Tito scrive in uno stile pulito ed efficace molto lontano dal burocratese – anche perché si è formato al MIT. Ha perfino una lista di parole vietate, gustosissima anche se non la condivido completamente. I primi post sono godibilissimi (il mio preferito è quello sul rugby come metafora di ciò che ci piacerebbe che l’Italia fosse). Ne propongo la lettura e il commento a chi segue Contrordine Compagni: i blog di questo tipo ci arricchiscono di informazioni e punti di vista a cui normalmente non abbiamo accesso, e potrebbero perfino aumentare il grado di trasparenza della pubblica amministrazione italiana.

dicembre 30, 2009     Alberto     vita digitale     , , , ,      2 comments | show

Beam me up, Scotty! Milano apre un varco Second Life/Real Life

Giovedì 18 giugno proviamo a fare una roba carina, ancorché un po’ geek. Ci troviamo alle 19.30 per un aperitivo più o meno legato alla colonna milanese di Kublai, e fin qua siamo nella normalità meneghina. Ma alle 21.30 comincia la conferenza di Ruggero Rossi sulla network analysis come strumento per studiare i social network, e parte un film completamente diverso. Ruggero parlerà dal Porto dei creativi in Second Life, e il suggestivo spazio di Creaticity Gate (via Pasubio 14, zona Garibaldi) si trasformerà in un gateway tra la Seconda Vita e la prima. Per carità, niente in tutto: un buon collegamento in fibra, un wi-fi, un proiettore, un impianto di amplificazione. Però potremo vedere e sentire Ruggero e gli altri amici che intervengono dalla seconda vita a grandezza naturale o quasi: l’ubergeek Stex Auer sostiene che il lumen del proiettore è abbastanza alto per consentirci di vedere sullo schermo avatar grandi come le persone vere mantenendo la qualità del colore. Il teletrasporto di Star Trek ci fa una pippa.

Io tenterò di sdoppiarmi: sarò al Porto come Mr Volare, e a Creaticity Gate con la mia carcassa analogica. Se volete fare lo stesso venite con portatile e cuffia, ma controllate con Stex prima di iniziare, perché possiamo loggare un numero limitato di avatar prima di saturare la banda.

La conferenza, tra l’altro, sarà super interessante. Ruggero ha usato un crawler per ricostruire il grafo delle interazioni progettuali su Kublai, e su quel grafo ha fatto una serie di analisi matematiche. Io ho poi provato a prendere decisioni di gestione di Kublai sulla base di quella analisi.

Se vi interessa venire – in qualunque delle due vite – fatecelo sapere su Facebook o Kublai. Chi preferisce il buon vecchio web può seguire lo streaming.

giugno 16, 2009     Alberto     industrie creative e sviluppo, vita digitale     , , , ,      1 comment | show

Il Web 2.0 vs. Don Abbondio

David ha notato una cosa interessante: cercava su Wikipedia alcune parole chiave che hanno a che fare con le politiche europee (progetti o “buzzwords” come NESSI, Living Labs o digital business ecosystem). Le ha trovate, ma sono voci che “hanno problemi”, “potrebbero contenere affermazioni non verificate”, “sembrano pubblicità”). Conclusione (di David):

wikipedia and social software are very good in “cutting the crap”

Viene in mente Renzo che, nei Promessi Sposi, protesta per il tergiversare fumoso di Don Abbondio:

- Si piglia gioco di me? – interruppe il giovine. – Che vuol ch’io faccia del suo latinorum?

Ci ho riflettuto, e secondo me c’è una ragione precisa per cui questo accade. Nel web 2.0 tutti hanno diritto di parola; è, per definizione, un mondo “publish, then filter”. Per dare la possibilità a chi ci ascolta di farsi un’idea di quello che stiamo dicendo (e quindi filtrarlo) senza dovere investire troppo tempo e fatica, sta emergendo una netiquette che indica la forma breve come quella più appropriata: l’abstract e non il saggio, le slides e non il testo della presentazione, il video di tre minuti di highlights e non la versione integrale. La popolarità di formati come Pecha Kucha va, credo in questa direzione. Meglio abituarsi: i convegni in cui ti chiedono un intervento di un’ora ci sono ancora… ma è improbabile incontrarci gente interessante.

Questo, però, non è necessariamente una cosa facile. La mia esperienza è che quasi nessuno sa usare efficacemente la forma breve. Una presentazione di cinque minuti non è una versione concentrata di una di trenta, è proprio un’altra cosa. Mi sto esercitando. Per ora sono arrivato a dieci, anzi a 9′22″.

febbraio 28, 2009     Alberto     vita digitale     , , , , , ,      3 comments | show

Ricreazione: quale preferisci?

Choco e Fredrik hanno fatto un widget per fare una specie di scherzoso sondaggio tra immagini alternative. Funziona cliccando sulla foto che preferite; il widget sostituisce la foto scartata con un’altra, e vi propone una nuova scelta. Qui sotto ho fatto una prova… purtroppo il soggetto sono io… portate pazienza… il prossimo lo faccio su Jenna Jameson ;-)

febbraio 26, 2009     Alberto     vita digitale          2 comments | show

Le notizie sono tossiche

Pensate di vivere in un paese sicuro? I reati stanno aumentando o diminuendo? Lavoce.info – che Dio ce la conservi – pubblica questo grafico, tratto da una indagine promossa dalla Fondazione Unipolis e curata da Ilvo Diamanti.

L’attenzione data dai media ai reati non è per nulla correlata con la quantità di reati effettivamente connessi. Già questo non depone esattamente a favore del famoso giornalismo professionale. Ma c’è di più: considerate quest’altro grafico, che descrive i risultati di un esperimento condotto dallo psicologo Paul Slovic sui bookmakers che trattano scommesse sulle corse dei cavalli. Slovic ha raccolto informazioni statistiche riguardo ai cavalli che avrebbero corso una certa serie di gare; disponeva, per ciascun cavallo, di 88 variabili. Ha rivelato ai bookmakers i dati sulle 5 variabili che ritenevano più importanti, chiedendo poi loro di fare previsioni sull’esito di queste gare e di valutare quanto, secondo loro, queste previsioni fossero affidabili. Poi ha aggiunto di volta in volta nuove variabili, sempre chiedendo ai bookmakers nuove previsioni e nuove valutazioni dell’affidabilità delle previsioni stesse.

slovic

Come vedete, man mano che aumentano le informazioni disponibili, la capacità dei bookmakers di fare previsioni azzeccate sulle corse non migliora (e rimane attestata su valori bassi, intorno al 15%). Pare che tutta l’informazione rilevante sia concentrata nelle prime 5 variabili! In compenso, la loro fiducia nelle proprie previsioni (sbagliate) aumenta molto. Conclusione:

1. voi non sapete se i reati stiano aumentando o diminuendo. Ammettiamolo, è tutto un “cara signora, non si può più andare in giro” e un “mio cuggino (con due g) ha un amica che…”.

2. leggere i giornali o guardare le TV non vi darà nessuna informazione addizionale. Aumenterà invece la vostra illusione di sapere una cosa che invece non sapete, rendendovi molto sicuri di voi stessi nell’intervenire nei discorsi da bar. Se volete capire quanto è sicuro il territorio in cui vivete, le ricostruzioni della strage di Erba o del delitto di Perugia sono inutili e dannose. Cercatevi piuttosto in rete le serie storiche sui reati, con un po’ di pazienza si trovano. Qui, per esempio, c’è una ricerca che ricostruisce l’andamento dei reati in tutte le province dell’Emilia Romagna dal 1984 al 2006.

Io una volta leggevo due quotidiani al giorno. Adesso ne leggo al massimo due alla settimana. Non ho la TV. Non ascolto la radio. Leggo qualche blog, in genere molto specializzati. Non mi sembra di capire meno il mondo in cui vivo: ne capivo poco prima, ne capisco poco anche adesso. I discorsi da bar, ecco, quelli sono diminuiti. Molto.

febbraio 21, 2009     Alberto     vita digitale     , , , , , ,      8 comments | show

Come fare un concerto in Second Life

Il pubblico vola intorno al palco al concerto dei FF in Second Life

Una volta risolti tutti i problemi tecnici sia inworld (fare gli avatar, trovare gli strumenti e le animazioni, costruire il palco…) che in real (organizzare la catena del suono dai nostri strumenti al server di streaming), il concerto di ieri sera in Second Life è stato divertente ed emozionante. “Sentivamo” il pubblico, “sembrava di essere lì”. La sensazione è più o meno quella di fare un live in radio, ma forse più divertente perché percepisci il pubblico. E’ andata anche bene: SIM piena, tutti contenti.

Ho pensato di condividere qui la soluzione che abbiamo trovato per fare concerti “veri” (non streaming di files audio preregistrati, come fanno quasi tutti in SL). Eccola:

  1. la band si è riunita in uno studio (Casamedusa a Milano). Il segnale veniva mandato dall’uscita del mixer ad una scheda audio collegata a un PC su cui avevamo installato WinAmp e Shoutcast DSP, un plugin di WinAmp per le streaming audio.
  2. abbiamo comprato un servizio di streaming specializzato per SL basato su Shoutcast. Si compra a tempo e a numero di avatars “serviti”: noi abbiamo preso 24 ore per 50 avatars (la capacità di Genesi Italia è 40 avatars) a 700 Linden. Quando paghi, il servizio ti dà i parametri di configurazione sia di Shoutcast DSP per l’upload dei dati audio che della land, che va così a leggere il feed del server affittato. La qualità del suono è stata giudicata buona.
  3. Gli avatar venivano animati da altre persone, non da noi, per lasciarci liberi di concentrarci sulla musica. Noi avevamo però scelto le animazioni, gli strumenti eccetera.
  4. Nella sala ripresa dello studio insieme a noi avevamo un laptop collegato al wi-fi dello studio, in cui abbiamo loggato un avatar “spettatore” con vista sul pubblico. Questo ci permetteva di vedere cosa succedeva in world e di interagire con il pubblico (“ehi, state davvero scatenandovi! Dai, volate intorno al palco!”). L’ADSL reggeva benissimo lo streaming più un avatar loggato contemporaneamente.
  5. Nella cabina regia, c’era Ginevra con un altro laptop, collegato a internet via UMTS per non consumare banda e loggato con l’avatar di Roberta, la cantante. Oltre ad animarlo, lei aveva il compito di avvisare noi e il fonico in caso di problemi.

La cosa che credo andrebbe migliorata è proprio l’interazione con il pubblico. Intanto ci vorrebbe uno schermo molto più grande da tenere in studio per veder meglio cosa succede inworld; e poi bisogna imparare a interagire in presenza di una notevole latenza nello streaming. Settando DSP con gli stessi parametri usati dal server (128 kps, 44.1 KHz, mono) avevamo una latenza di circa 15 secondi: cioè, una nota suonata in real si sentiva in world 15 secondi dopo. Questo significa che si comunica non dialogando, ma cercando di gestire le emozioni: prima ci si scalda un po’, poi ci si scatena, poi di nuovo si rallenta per l’ultimo pezzo.

Roberta è stata bravissima a mischiare gergo SL e rituale del concerto (“Vi divertite, cari i miei niubbi? LOL!”), e anche il pubblico è stato al gioco. Tranne alla fine, quando ha continuato a ballare pazzamente su una Bella ciao lenta e atmosferica! Però stiamo imparando, tutti…

Un mega grazie a chi ci ha aiutato a fare questa cosa, e na preghiera: mi mandate eventuali foto/video ecc.?

Francesco, Velas, Emiliano, Junikiro, Joey, Rosa, Ginevra, Eliver, Tonino, Asian e tutti i volontari della Festa.

giugno 24, 2008     Alberto     Fiamma Fumana, vita digitale     , , , , , ,      6 comments | show

Scribd: una bella sorpresa

Scribd

Uso Scribd da un anno abbondante, e mi sembra di poter dire che è quello che mi funziona meglio tra i repositories di contenuti (almeno a livello professionale: per la musica ci sono altre cose che funzionano altrettanto bene, come YouTube (il mio canale, con i video dei Fiamma Fumana, è qui). I miei 23 documenti (saggi di economia, quindi roba noiosa e pesante) sono stati aperti quasi 50.000 volte in totale, e il mio saggio sulla musica come terreno di incubazione per progetti di sviluppo locale è finito sulla Hotlist. Alberto ha ragione: si parla poco di Scribd rispetto a quanto movimento genera (17 milioni di visitatori unici al mese!).

giugno 22, 2008     Alberto     vita digitale     , ,      comment

Fiamma Fumana in Second Life!

Beh, era nelle cose. Dopotutto – con tutto il mio scetticismo – sono un membro anziano della comunità italiana in Second Life, essendone diventato residente nientemeno che nel settembre 2006. In Second Life ho fatto lo studente (a UnAcademy), il conferenziere (a Kublai), il trascinatore (al Museo delle mondine) il commentatore/osservatore (per esempio di Velas e Roberta come infrastrutture sociali per l’innovazione). Però non ci ho mai fatto musica.

Questa cosa sta per cambiare. I Fiamma Fumana al completo suoneranno alla prima Festa dell’Unità di Second Life (e faranno un concerto VERO, niente roba preregistrata). Quindi scaricate il programma, createvi l’avatar e venite a Genesi Italia, sotto al Museo delle mondine, il 23 giugno sera. Ci divertiremo!

Mr. Volare, cioè io, prova la chitarra in attesa del concerto

La Seconda Vita della Festa dell’Unità

Festa dell'Unità di Second Life, primo incontro di organizzazione

L’idea è venuta a Roberta Bartoletti, sociologa all’università di Urbino. Il progetto del Museo delle mondine ha lasciato una bellissima eredità, cioè un gruppo coeso, veloce e tecnicamente molto preparato che lavora bene in Second Life e che tiene molto a certe tradizioni. Perché non impegnarlo in una nuova sfida, la prima Festa dell’Unità di Second Life? Secondo me è un’idea vincente: le persone con cui ne ho parlato hanno tutte capito immediatamente la sua forza comunicativa.

Ho aderito immediatamente. In qualche senso molto indiretto, la Festa è figlia del Museo, e il Museo è figlio della campagna “25 aprile, 355 bloggers” che ho contribuito a lanciare da mondine.it e a cui ho partecipato con Contrordine compagni. Insomma, sento di entrarci. Contribuirò come posso, cioè portando i Fiamma Fumana per un concerto. La festa si terrà a Genesi Italia, giusto sotto il Museo delle Mondine, nel periodo 15-25 giugno. Se qualcuno vuole entrare nel gruppo organizzatore (tutto funziona tramite un wiki) o proporre qualcosa, scriva pure a Roberta, Elena o anche a me.

maggio 31, 2008     Alberto     vita digitale     , , ,      2 comments | show

Diecimila partigiani, 350 blog: dalla Resistenza al contrattacco

E’ andata benissimo la festa del 25 aprile a Casa Cervi. Daniele e Franco del Fuori Orario segnalavano il record di presenze (diecimila nell’arco della giornata, con quattro pullman arrivati da diversi angoli d’Italia) e di incassi dei punti di ristoro, e dal palco si vedeva veramente un mare di gente di tutte le età e di tutti i colori, felice di essere insieme. E’ andata davvero benissimo anche la campagna internet. Eravamo partiti con l’obiettivo di convincere 100 bloggers ad aderire alla nostra iniziativa: la sera del 24 aprile eravamo a 330, ieri a 347 e continuano ad aumentare. Se vi fate un giro su Flickr o Youtube trovate tante foto e tanti video, sembra di essere là! E’ nato un museo delle mondine in Second Life, che ha già cominciato a stimolare attività culturali dedicate alle mondine. A Casa Cervi c’è stato anche un bellissimo incontro tra la rete “analogica” dell’ANPI, delle mondine, dei Fiamma Fumana e del Fuori Orario e la rete digitale, l’internet della resistenza e della memoria. Alcuni bloggers bravi e influenti sono arrivati: Alberto, in moto e visibilmente contento (lo slogan “dalla resistenza al contrattacco” è suo); Antonio, sorridente e iperpositivo (lo slogan “dalla resistenza al contrattacco” è suo); Marco; Fabio e Roberta, in rappresentanza del gruppo “Mondine in Second Life”; Franca, che ha scritto una bellissima cronaca con foto; e naturalmente gli insostituibili Valeria e Freddy (Freddy ha dovuto fare anche un’intervista a Radio Popolare al mio posto!), in rappresentanza del gruppo di Mondine 2.0.

Alla fine del nostro concerto tutti, ma proprio tutti, abbiamo cantato Bella ciao insieme alle mondine, per poi scioglierci in un applauso lunghissimo. Mi ha preso un senso di gratitudine e di grande, trasversale, appartenenza. E dire che ce l’avevamo davanti agli occhi, per tutto questo tempo: la logica “nessuno spettatore, tutti partecipanti” dei social network è, in fondo, la stessa della partecipazione democratica. Che vuol dire: costruire relazioni di rispetto e di affetti con delle persone con cui condividi un’idealità. Con queste ti metti insieme, anche solo temporaneamente, per “fare delle cose” (un coro di mondine, una festa dell’ANPI, una mano di bianco alle pareti della casa del popolo) e queste cose sono piccoli contributi alla costruzione del mondo che quell’idealità richiama. Questo fare insieme è forse la forza più potente che conosco, molto di più che non il mettere una croce su una scheda elettorale una volta ogni cinque anni. Il contrattacco di cui parlava Antonio, secondo me, riparte da qui.

aprile 28, 2008     Alberto     Fiamma Fumana, vita digitale     , , , , , ,      10 comments | show

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