Beh, questa poi
Il blog di Alberto Cottica: creatività e economia nella grande rete

E’ bello viaggiare con le mondine! Organizzare il tour americano di Di madre in figlia non è stato facile (e ti credo, bisogna spostare, alloggiare e nutrire 25 persone dai 30 agli 84 anni! Anche solo fare il check in in albergo diventa un’impresa). Ma ne vale la pena, per due ragioni. La prima è la grandissima soddisfazione di vedere gli americani che rimangono a bocca aperta di fronte al concerto e alle mondine. Imperialismo culturale, tiè. La seconda è che mi piace tantissimo proprio stare con loro, guardarle sciamare tutte allegre al mercato di Pike Place a Seattle in cerca di regalini per i mariti e i figli rimasti a casa, ammirare la skyline delle città americane, cantare fino alle due del mattino nei ristoranti, fare nuovi amici (nella foto dedicano una canzone a Jenn, conosciuta a Vancouver e che ci ha immediatamente adottati).
Hanno il passo dei vecchi diesel, non scattosi ma potenti e sicuri: un po’ lenti in partenza, ma imbattibili sulla lunga distanza. Tutte le sere ci mandano a letto: noi stanchissimi per i viaggi e i concerti, loro macché, granitiche. Loro stesse dicono che “a’g vol des franc par invières e cent par fars tasér” (ci vogliono dieci lire per farci iniziare e cento per farci star zitte). Nella miglior tradizione del rock’n'roll, non si tirano indietro quando si tratta di fare baldoria: ieri Dave, il nostro tour manager, ieri si è ridotto a chiedere al direttore del teatro dove poteva trovare un negozio di liquori aperto di domenica pomeriggio, e per giustificarsi dicev che “alle signore piace il Jack Daniels”. Insomma, il tempo passa che è una meraviglia. Dal finestrino del tour bus guardo passare la Interstate 5. La Deanna, la Viliana, la Manuela e l’Italia giocano a scala quaranta.
E così, sembra che le cose siano andate bene a Toronto per “Mondine – Di madre in figlia”, il film sulle mondine di Novi
nato da una mia idea e realizzato dalla coppia Ferrario (produttore)-Zambelli (regista). Ovviamente fa piacere il risalto dato al nostro piccolo film dai media, da La Stampa (“fierezza e gioia di vivere”) a Repubblica (“standing ovation”), al Corriere Canadese (“plauso unanime e incondizionato di critica e pubblico”). Ma quello che mi rimane è la fortissima emozione che la visione del film ha suscitato in molti italo-canadesi (ma anche canadesi e basta) presenti in sala, come Maurizio, che ha rintracciato Contrordine Compagni per lasciarmi questo commento, o come la dolcissima signora Giselle che è scoppiata in lacrime alla fine della proiezione e ha voluto scrivere una lunga lettera di ringraziamento per tutti noi, poi affidata ad Andrea:
Il vostro film mi ha fatto capire che mia mamma non era da sola nella sua esperienza di allontananza dalla sua famiglia dopo che ha dovuto lasciare il lago per lavorare. Con lei c’eravate anche voi…e questo mi fa sentire meno sola.
Delle volte questo mestiere è davvero grandioso.

Andrea Zambelli, regista del film, è a Toronto per la prima mondiale. Poco fa è arrivata questa mail da Davide Ferrario. Ve la copio e incollo così com’è, sono troppo emozionato per scrivere altro.
Notizie dal Canada.
Zambe mi dice che la prima proiezione di ieri era a sala piena (300 posti). Nessuno si è mosso, due applausi a scena aperta e alla fine lacrime ed entusiasmo.
“Non pensavo facesse un effetto così”: parole del regista…
Lungo dibattito e tante domande. Giusto osservare che metà del pubblico era di emigrati italiani, ma non era detto che gli piacesse solo per il fatto che lo erano.
Anche quelli di Filmitalia commossi, molte congratulazioni.
Insomma, complimenti a tutti. Stasera seconda proiezione pubblica. Domani riparlo con Andrea.Davide
Un po’ esagerato, lo ammetto. Il fiocco azzurro riguarda Lady Jessica, ma tutti noi ci sentiamo, ovviamente, un po’ famiglia. Un grandissimo benvenuto a Leonardo, che è lungo 54 cm, pesa 3,8 kg e sta bene, come sta bene la mamma!

Foto: Alberto D’Ottavi
Due belle soddisfazioni al ritorno dalle vacanze (vostre, perché io non ne ho fatte). La prima: la conferma ufficiale che “Mondine – Di madre in figlia”, il film prodotto da Davide Ferrario da un’idea di Jessica e mia, sarà presentato al Toronto International Film Festival, unico documentario italiano al festival. La notizia sta girando sui siti di cinema e di informazione (La Stampa, per esempio). Davide mi dice che Toronto è uno dei quattro film festival più importanti al mondo (gli altri sono Venezia, Cannes e Berlino), quindi meglio di così non si poteva partire.
La seconda: prendere in mano il nuovo disco dei Transglobal Underground – che ammiro molto, oltre a sentire amici – e trovarci due pezzi suonati rispettivamente da me (“Elena”, alla fisa) e da Jessica (“Spice Garden”, al flauto). Che bello…
Due cose carine trovate in giro per la rete: il premio Brillante Weblog attribuito al blog Mondine 2.0 – Di madre in figlia, il blog del “nostro film” (ormai quasi finito, resistete ancora un pochino!) e questo video, ripreso al Globalquerque Festival dell’anno scorso. Ma sì, è estate!

Una volta risolti tutti i problemi tecnici sia inworld (fare gli avatar, trovare gli strumenti e le animazioni, costruire il palco…) che in real (organizzare la catena del suono dai nostri strumenti al server di streaming), il concerto di ieri sera in Second Life è stato divertente ed emozionante. “Sentivamo” il pubblico, “sembrava di essere lì”. La sensazione è più o meno quella di fare un live in radio, ma forse più divertente perché percepisci il pubblico. E’ andata anche bene: SIM piena, tutti contenti.
Ho pensato di condividere qui la soluzione che abbiamo trovato per fare concerti “veri” (non streaming di files audio preregistrati, come fanno quasi tutti in SL). Eccola:
La cosa che credo andrebbe migliorata è proprio l’interazione con il pubblico. Intanto ci vorrebbe uno schermo molto più grande da tenere in studio per veder meglio cosa succede inworld; e poi bisogna imparare a interagire in presenza di una notevole latenza nello streaming. Settando DSP con gli stessi parametri usati dal server (128 kps, 44.1 KHz, mono) avevamo una latenza di circa 15 secondi: cioè, una nota suonata in real si sentiva in world 15 secondi dopo. Questo significa che si comunica non dialogando, ma cercando di gestire le emozioni: prima ci si scalda un po’, poi ci si scatena, poi di nuovo si rallenta per l’ultimo pezzo.
Roberta è stata bravissima a mischiare gergo SL e rituale del concerto (“Vi divertite, cari i miei niubbi? LOL!”), e anche il pubblico è stato al gioco. Tranne alla fine, quando ha continuato a ballare pazzamente su una Bella ciao lenta e atmosferica! Però stiamo imparando, tutti…
Un mega grazie a chi ci ha aiutato a fare questa cosa, e na preghiera: mi mandate eventuali foto/video ecc.?
Francesco, Velas, Emiliano, Junikiro, Joey, Rosa, Ginevra, Eliver, Tonino, Asian e tutti i volontari della Festa.
E dire che ne ho fatti, di concerti. Ma quello di stasera è il primo in Second Life, ha tutta una serie di strani problemi tecnici e “tecnosociali” di interazione con il pubblico, e sono un po’ emozionato. Intanto io e Paolo facciamo le prove.