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	<title>Comments on: The end of music</title>
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	<description>Il blog di Alberto Cottica: creatività e economia nella grande rete</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 15:17:50 +0000</lastBuildDate>
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		<title>By: Rizomagosophicus</title>
		<link>http://www.cottica.net/2009/06/03/la-fine-della-musicathe-end-of-music/comment-page-1/#comment-2829</link>
		<dc:creator>Rizomagosophicus</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 17:49:00 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Tutti suonano, ma nessuno ascolta.&quot; 
Sai Alberto, questa frase (ed il concetto in essa tristemente adombrato) mi ha fatto tornare in mente pari pari una delle lamentationes più ricorrenti già molti anni fa all&#039;interno del giro (più o meno &quot;cenacolare&quot; e/o &quot;sdegnosamente&quot; auto-referenziale e auto-celebrativo) di spocchiosi manipoli di sedicenti giovani poeti; affermazione che faceva il paio con l&#039;eterno tormentone: &quot;in Italia la poesia non si legge, non ha mercato, il piccolo/medio editore che decide di investirvi sa fin dall&#039;inizio di condurre un&#039;operazione in perdita&quot;. Eppure i sedicenti &quot;gggiòvani poèèèti&quot;, a giudicare alle riviste e rivistine, sono sempre stati.... milioni!!!!!
Credo che anche oggi non sia molto diverso....!
Se poi vogliamo aprire una discussione sull&#039;attualità del linguaggio poetico ai tempi dell&#039;Internet... Ma questa è un&#039;altra storia!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Tutti suonano, ma nessuno ascolta.&#8221;<br />
Sai Alberto, questa frase (ed il concetto in essa tristemente adombrato) mi ha fatto tornare in mente pari pari una delle lamentationes più ricorrenti già molti anni fa all&#8217;interno del giro (più o meno &#8220;cenacolare&#8221; e/o &#8220;sdegnosamente&#8221; auto-referenziale e auto-celebrativo) di spocchiosi manipoli di sedicenti giovani poeti; affermazione che faceva il paio con l&#8217;eterno tormentone: &#8220;in Italia la poesia non si legge, non ha mercato, il piccolo/medio editore che decide di investirvi sa fin dall&#8217;inizio di condurre un&#8217;operazione in perdita&#8221;. Eppure i sedicenti &#8220;gggiòvani poèèèti&#8221;, a giudicare alle riviste e rivistine, sono sempre stati&#8230;. milioni!!!!!<br />
Credo che anche oggi non sia molto diverso&#8230;.!<br />
Se poi vogliamo aprire una discussione sull&#8217;attualità del linguaggio poetico ai tempi dell&#8217;Internet&#8230; Ma questa è un&#8217;altra storia!</p>
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	<item>
		<title>By: La fine della musica 2: altri tre chiodi nella bara del music business &#187; Contrordine compagni</title>
		<link>http://www.cottica.net/2009/06/03/la-fine-della-musicathe-end-of-music/comment-page-1/#comment-1547</link>
		<dc:creator>La fine della musica 2: altri tre chiodi nella bara del music business &#187; Contrordine compagni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:04:00 +0000</pubDate>
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		<description>[...] musica in quanto espressione culturale &#8211; sebbene io la senta in crisi, come ho già scritto &#8211; è stata con la nostra specie per molto, molto tempo, e tutto fa pensare che resterà con [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] musica in quanto espressione culturale &#8211; sebbene io la senta in crisi, come ho già scritto &#8211; è stata con la nostra specie per molto, molto tempo, e tutto fa pensare che resterà con [...]</p>
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		<title>By: A</title>
		<link>http://www.cottica.net/2009/06/03/la-fine-della-musicathe-end-of-music/comment-page-1/#comment-1514</link>
		<dc:creator>A</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 00:28:00 +0000</pubDate>
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		<description>grande
sei virile sia al momento T che al momento T+1

miracoli del virilismo digitale</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grande<br />
sei virile sia al momento T che al momento T+1</p>
<p>miracoli del virilismo digitale</p>
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		<title>By: Alberto</title>
		<link>http://www.cottica.net/2009/06/03/la-fine-della-musicathe-end-of-music/comment-page-1/#comment-1261</link>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 17:25:00 +0000</pubDate>
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		<description>Vale, ci vuole la tua grande generosità per percepire questa cosa. Di quelli che citi, l&#039;unico che conosco direttamente è Giuradei, che è carino ma veramente niente di che, una serie di riferimenti che più o meno sono quelli messi in fila con un certo garbo. Vuoi mettere la creatività di uno che ti rifà in un weekend e per divertirsi, migliorandolo, un sito che una grande azienda ha fatto in sei mesi e facendoselo pagare 600.000 sterline (The Rewired State, per dire)?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vale, ci vuole la tua grande generosità per percepire questa cosa. Di quelli che citi, l&#8217;unico che conosco direttamente è Giuradei, che è carino ma veramente niente di che, una serie di riferimenti che più o meno sono quelli messi in fila con un certo garbo. Vuoi mettere la creatività di uno che ti rifà in un weekend e per divertirsi, migliorandolo, un sito che una grande azienda ha fatto in sei mesi e facendoselo pagare 600.000 sterline (The Rewired State, per dire)?</p>
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		<title>By: stellavale</title>
		<link>http://www.cottica.net/2009/06/03/la-fine-della-musicathe-end-of-music/comment-page-1/#comment-1260</link>
		<dc:creator>stellavale</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:30:00 +0000</pubDate>
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		<description>Eppure di cose interessanti ne stan spuntando fuori: Mannarino, Banda Elastica Pellizza, Giuradei... Ovviamente tutti artisti di nicchia, anzi nicchissima, che rimarranno tali, e sta cosa proprio non la digerisco....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eppure di cose interessanti ne stan spuntando fuori: Mannarino, Banda Elastica Pellizza, Giuradei&#8230; Ovviamente tutti artisti di nicchia, anzi nicchissima, che rimarranno tali, e sta cosa proprio non la digerisco&#8230;.</p>
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		<title>By: Alberto</title>
		<link>http://www.cottica.net/2009/06/03/la-fine-della-musicathe-end-of-music/comment-page-1/#comment-1254</link>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 13:28:00 +0000</pubDate>
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		<description>Francesco, in questo post non ho fatto analisi, ma ho dato libero sfogo a un&#039;intuizione quasi &quot;da artista&quot;, orgogliosamente soggettiva. Magari ho preso una cantonata pazzesca! Il mio amico ed ex socio nei Modena City Ramblers Giovanni Rubbiani, con cui parlavo ieri, è d&#039;accordo con te più che con me.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco, in questo post non ho fatto analisi, ma ho dato libero sfogo a un&#8217;intuizione quasi &#8220;da artista&#8221;, orgogliosamente soggettiva. Magari ho preso una cantonata pazzesca! Il mio amico ed ex socio nei Modena City Ramblers Giovanni Rubbiani, con cui parlavo ieri, è d&#8217;accordo con te più che con me.</p>
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		<title>By: Francesco</title>
		<link>http://www.cottica.net/2009/06/03/la-fine-della-musicathe-end-of-music/comment-page-1/#comment-1245</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:32:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cottica.net/?p=867#comment-1245</guid>
		<description>Caro Alberto, come sai trovo la tua riflessione molto suggestiva e foriera di potenziali spunti di ricerca. Al di là degli innumerevoli casi di start-up da parte di giovani in età in cui un tempo si privilegiava la creazione di band, è senz&#039;altro probabile che blog, social network, ed altri tipi di piattaforme, sostengano una espressività più &quot;facile&quot;, immediata e accessibile, che non richiede il tradizionale apprendimento di competenze (musicali) specialistiche e che, soprattutto, consente accesso immediato ad un pubblico e maggiore interazione con esso..
Provo ad azzardare anche un&#039;altra ipotesi: e se la musica -e quindi anche la creatività musicale- stessero prendendo una forma diversa dal passato?  Se i piaceri e l&#039;espressività musicale si stessero spostando dalle modalità più tradizionali dell&#039;ascoltare e del suonare a nuovi modi di &quot;giocare&quot; con la musica, proprio attraverso l&#039;uso - più o meno sperimentale - di nuove tecnologie? Lo slittamento che tu noti potrebbe essere la fase embrionale o intermedia di una transizione più ampia: dalla musica alle nuove tecnologie per poi tornare ad attività musicali &quot;ripensate&quot; e maggiormente &quot;compenetrate&quot; dalle nuove tecnologie. E&#039; probabilmente vero che molta della creatività che si esprimeva nella musica si sia spostata sui &quot;new&quot; media, ma la passione per la musica, lo vedo nei giovani che frequentano i miei corsi, mi sembra intatta; quindi, forse, possiamo aspettarci un lento riavvicinamento fra &quot;creatività tecnologica&quot; e &quot;passione musicale&quot;, che dovrebbe magari essere sostenuto ed alimentato da istituzioni a loro volta più aperte a innovazione e sperimentazione, nonché meno gerontofile (come giustamente notava Davide &quot;Boosta&quot; Di Leo ad un convegno cui abbiamo partecipato a Roma: se Tony Renis viene presentato come l&#039;alfiere che tutela gli interessi dei giovani musicisti forse c&#039;è qualcosa che non va...).
Rilancio allora con una domanda: dove possiamo trovare oggi la creatività musicale (lasciando aperta la definizione di entrambi i termini), partendo dal presupposto - su cui concordo pienamente - che di certo ha poco a che vedere con il livello di saturazione delle chitarre?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Alberto, come sai trovo la tua riflessione molto suggestiva e foriera di potenziali spunti di ricerca. Al di là degli innumerevoli casi di start-up da parte di giovani in età in cui un tempo si privilegiava la creazione di band, è senz&#8217;altro probabile che blog, social network, ed altri tipi di piattaforme, sostengano una espressività più &#8220;facile&#8221;, immediata e accessibile, che non richiede il tradizionale apprendimento di competenze (musicali) specialistiche e che, soprattutto, consente accesso immediato ad un pubblico e maggiore interazione con esso..<br />
Provo ad azzardare anche un&#8217;altra ipotesi: e se la musica -e quindi anche la creatività musicale- stessero prendendo una forma diversa dal passato?  Se i piaceri e l&#8217;espressività musicale si stessero spostando dalle modalità più tradizionali dell&#8217;ascoltare e del suonare a nuovi modi di &#8220;giocare&#8221; con la musica, proprio attraverso l&#8217;uso &#8211; più o meno sperimentale &#8211; di nuove tecnologie? Lo slittamento che tu noti potrebbe essere la fase embrionale o intermedia di una transizione più ampia: dalla musica alle nuove tecnologie per poi tornare ad attività musicali &#8220;ripensate&#8221; e maggiormente &#8220;compenetrate&#8221; dalle nuove tecnologie. E&#8217; probabilmente vero che molta della creatività che si esprimeva nella musica si sia spostata sui &#8220;new&#8221; media, ma la passione per la musica, lo vedo nei giovani che frequentano i miei corsi, mi sembra intatta; quindi, forse, possiamo aspettarci un lento riavvicinamento fra &#8220;creatività tecnologica&#8221; e &#8220;passione musicale&#8221;, che dovrebbe magari essere sostenuto ed alimentato da istituzioni a loro volta più aperte a innovazione e sperimentazione, nonché meno gerontofile (come giustamente notava Davide &#8220;Boosta&#8221; Di Leo ad un convegno cui abbiamo partecipato a Roma: se Tony Renis viene presentato come l&#8217;alfiere che tutela gli interessi dei giovani musicisti forse c&#8217;è qualcosa che non va&#8230;).<br />
Rilancio allora con una domanda: dove possiamo trovare oggi la creatività musicale (lasciando aperta la definizione di entrambi i termini), partendo dal presupposto &#8211; su cui concordo pienamente &#8211; che di certo ha poco a che vedere con il livello di saturazione delle chitarre?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Alberto</title>
		<link>http://www.cottica.net/2009/06/03/la-fine-della-musicathe-end-of-music/comment-page-1/#comment-1241</link>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 00:14:00 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie a tutti per i commenti. @Simone: ma chi sono i Witko, F.V. e Fabrizio l&#039;operaio?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a tutti per i commenti. @Simone: ma chi sono i Witko, F.V. e Fabrizio l&#8217;operaio?</p>
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	<item>
		<title>By: Simone Brizzolari (detto flute-man)</title>
		<link>http://www.cottica.net/2009/06/03/la-fine-della-musicathe-end-of-music/comment-page-1/#comment-1231</link>
		<dc:creator>Simone Brizzolari (detto flute-man)</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 14:41:00 +0000</pubDate>
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		<description>ciao alberto..io nn sono totalmente d&#039;accordo con quello che dici tu;è sicuramente vero che bisogna ritrovare i tempi e gli spazi per quei generi di musica che facciano ritornare indietro nel tempo, in un periodo in cui di spazi morti ce ne sono tanti nella società (e questo mi ricorda il tuo appello di fermare la locomotiva e fare passi indietro). Ma, proprio per questo, secondo me è bene ridare linfa e credibilità a ritmi come le ballate e ritornare a scoprire le origini del nostro fare musica: questo è il desiderio che sto riscoprendo in questi mesi suonando il flauto t., rivedere alcuni metodi di apprendere lo strumento. A me piacciono molto i ritmi balcanici, fatti con scale diverse dalle nostre maggiori e minori, e non vedo il perchè il folk popolare non debba riprenderli. Un esempio di questo modo di fare musica può essere quello dei Witko e F.V., come garanzia dal basso di fare musica non commerciale, ma nata solo dalla semplicità del nostro vivere quotidiano. Fabrizio mi piace molto proprio perchè afferma la sua diversità da operaio e così dovremmo continuare noi.Grazie mille e alla prossima!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao alberto..io nn sono totalmente d&#8217;accordo con quello che dici tu;è sicuramente vero che bisogna ritrovare i tempi e gli spazi per quei generi di musica che facciano ritornare indietro nel tempo, in un periodo in cui di spazi morti ce ne sono tanti nella società (e questo mi ricorda il tuo appello di fermare la locomotiva e fare passi indietro). Ma, proprio per questo, secondo me è bene ridare linfa e credibilità a ritmi come le ballate e ritornare a scoprire le origini del nostro fare musica: questo è il desiderio che sto riscoprendo in questi mesi suonando il flauto t., rivedere alcuni metodi di apprendere lo strumento. A me piacciono molto i ritmi balcanici, fatti con scale diverse dalle nostre maggiori e minori, e non vedo il perchè il folk popolare non debba riprenderli. Un esempio di questo modo di fare musica può essere quello dei Witko e F.V., come garanzia dal basso di fare musica non commerciale, ma nata solo dalla semplicità del nostro vivere quotidiano. Fabrizio mi piace molto proprio perchè afferma la sua diversità da operaio e così dovremmo continuare noi.Grazie mille e alla prossima!</p>
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	<item>
		<title>By: ari</title>
		<link>http://www.cottica.net/2009/06/03/la-fine-della-musicathe-end-of-music/comment-page-1/#comment-1230</link>
		<dc:creator>ari</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 10:59:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cottica.net/?p=867#comment-1230</guid>
		<description>E.C.: ...ti do&#039; ragione...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E.C.: &#8230;ti do&#8217; ragione&#8230;</p>
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