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	<title>Comments on: Questione di punti di vista</title>
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	<description>Il blog di Alberto Cottica: creatività e economia nella grande rete (beta)</description>
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		<title>By: Davide Tarasconi</title>
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		<dc:creator>Davide Tarasconi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:59:59 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo me esistono ampie zone d&#039;ombra: quello che è successo con Radiohead e NIN è molto bello e suggestivo, ma secondo me siamo ancora lontani dall&#039;aver trovato una &quot;formula magica&quot; per un nuova &quot;industria artigianale&quot; della musica.

Lasciamo perdere mostri sacri come Radiohead e NIN. Pensiamo alle migliaia di gruppi musicali che si formano ogni giorni in Italia e nel mondo. Devono farsi conoscere: distribuire la propria musica sul web è un&#039;ottima strategia, ma non credo basti.

E quando sento banalizzazioni come la storia della base di 1000 fan che garantirebbe il sostentamento a vita di una band mi faccio quattro risate: è ovvio che una teoria del genere non può che venire da qualcuno che non ha la minima idea di cosa voglia dire suonare in un gruppo.

Bisogna ancora macinare chilometri, suonare in locali e scantinati. Impegno, fatica e ore sottratte al lavoro, quello vero. La dimensione &quot;live&quot; della musica è fondamentale e non sono sicuro che per un gruppo agli inizi sfruttare il web e le licenze Creative Commons apra le porte ad un meccanismo in grado di finanziare le trasferte e la produzione di un album.</description>
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<p>Lasciamo perdere mostri sacri come Radiohead e NIN. Pensiamo alle migliaia di gruppi musicali che si formano ogni giorni in Italia e nel mondo. Devono farsi conoscere: distribuire la propria musica sul web è un&#8217;ottima strategia, ma non credo basti.</p>
<p>E quando sento banalizzazioni come la storia della base di 1000 fan che garantirebbe il sostentamento a vita di una band mi faccio quattro risate: è ovvio che una teoria del genere non può che venire da qualcuno che non ha la minima idea di cosa voglia dire suonare in un gruppo.</p>
<p>Bisogna ancora macinare chilometri, suonare in locali e scantinati. Impegno, fatica e ore sottratte al lavoro, quello vero. La dimensione &#8220;live&#8221; della musica è fondamentale e non sono sicuro che per un gruppo agli inizi sfruttare il web e le licenze Creative Commons apra le porte ad un meccanismo in grado di finanziare le trasferte e la produzione di un album.</p>
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