The Mondine on the Torino red carpet

So, nice, I can’t wait to see the Mondine again (not to mention Fiamma Fumana, now resting after the American tour)! And the occasion is really mellow, just a party really, the film is done. We only need to walk the red carpet, then off to a dinner with some red Lambrusco. Meanwhile, Davide and Andrea sent me this beautiful “Mondine – Di madre in figlia” trailer.

 

November 24, 2008     Alberto     Fiamma Fumana     2 comments

Il meglio del Romecamp2008

Tra le cose che ho visto: senz’altro la bellissima presentazione di CriticalCity (e non lo dico perché un progetto che partecipa a Kublai. Sono veramente impressionato); il progetto delle ragazze di G.A.S. 2.0 (mi hanno fatto sentire orgoglioso della mia passata frequentazione con l’economia dell’ambiente); la relazione di Riccardo, con cui abbiamo scoperto di avere più interessi in comune di quanto non sembrasse a prima vista (e poi ha azzeccato il titolo: come si fa a non andare a una presentazione che si chiama “London Calling”?). Tra le cose che non ho visto, ma di cui ho discusso un po’ nei corridoi, mi sono piaciuti l’interesse di Davide per i mercati come generatori di previsioni (noi economisti ci affidavamo alla wisdom of the crowds già nel ’700, tsè), il taglio alto di Vincenzo alla discussione, l’amore per il sapere di Federico Bo, la curiosità di Giuseppe, la capacità di collegare argomenti e persone molto diversi (e senza HTML, ma in un “classico” talk show) di Elisabetta. Molto piacevole anche conoscere Federico Fasce e il resto del gruppo genovese, e rivedere Simone in super-forma e traboccante di idee.

E poi gli amici: con sirdrake e Mariangela abbiamo parlato soprattutto di mondine, non di web! E Diego, Paola/Vipera (con cui ci siamo presi un caffè che ci eravamo promessi ad agosto, Antonella, Nicola, Marta…senza di loro un BarCamp non sarebbe un BarCamp.

November 23, 2008     Alberto     industrie creative e sviluppo, internet     6 comments

Ok, ok, vengo al RomeCamp – con Kublai

Ieri ho deciso di presentarmi al RomeCamp. Le ragioni principali sono due: ho voglia di “toccare base” con la scena barcampica e bloggante italiana, dalla quale manco da un bel po’ per ragioni varie di tour, convegni e altro; e ha preso forma “dal basso” un incontro di Kublai, visto che saranno presenti diverse persone del mio gruppo di lavoro (tra l’altro uomini delle istituzioni, che non hanno mai partecipato a un Barcamp) e vari membri della community kublaiana. Sono molto curioso, per esempio, di incontrare in presenza i ragazzi di Critical City (faranno anche una presentazione), un progetto su cui in Kublai si sta lavorando molto.

Farò una presentazione anch’io, venerdì pomeriggio (slides qui sotto). La mia idea per la società del futuro è il crowdsourcing dell’azione di governo del territorio (ambiziosetto, me ne rendo conto): immagino un mondo di politiche user-generated, in cui le immense risorse di intelligenza e conoscenza del territorio incorporate nelle testolinedi noi tutti vengano mobilitate da strumenti 2.0 e sorrette da una solida etica hacker (quest’ultimo punto è stato espresso benissimo da David, che purtroppo al RomeCamp non ci sarà). Nel suo microscopico, Kublai è – o almeno vorrebbe essere – proprio questa cosa qui. Ma il vero punto forte della mia presentazione sarà la distribuzione delle ultime spillette.;-)

November 20, 2008     Alberto     industrie creative e sviluppo, internet     5 comments

Notizie dal pianeta musica: il vecchio che non vuole morire, il nuovo che non riesce a nascere

Rock Band Screenshot

Qualche notizia sparsa dal pianeta musica:

1. dei 13 milioni di brani disponibili su iTunes UK su un sito di download che probabilmente è iTunes UK, 10 milioni sono fermi a zero download. Per un artista o una band essere rintracciabile out there non basta. Occorre anche guadagnare visibilità (fonte: Chris Anderson).

2. Internet può generare fenomeni virali in grado di dare molta visibilità, ma è molto difficile trasformarla in vendite. Prendete gli OK Go!, autori di un video geniale cliccato oltre 41 milioni (sì, ho scritto proprio quarantuno MILIONI) di volte su YouTube. Sono delle webstars, ma alzi la mano chi di voi ha comprato un loro disco o file, o assistito a un loro concerto. Nessuno? Bene, alzi la mano chi conosce qualcuno che ha comprato un album o un biglietto di un concerto degli OK Go!. Nessuno? Ecco, appunto. Tra gli altro gli OK Go! non sono un’invenzione della rete: sono diventati “famosi” prima del successo virale in internet, facendo da band residente per un programma radiofonico negli USA, e al tempo del loro video virale avevano già un contratto con Capitol (fonte).

3. la cantante italiana Giusy Ferreri, 260mila copie vendute del suo primo album, ha deciso di non lasciare il lavoro (faceva la cassiera all’Esselunga, probabilmente finirà a lavorare in ufficio). Motivazione: è un momento difficile per la discografia, potrebbe andare male. Quindi, anche se si riesce a trasformare la visibilità (nel suo caso deriva da una trasmissione televisiva, quindi old media) in vendite, si ha la sensazione di stare su un modello di business non sostenibile.

4. nel frattempo, sul mercato apparentemente lontano dei videogame, il titolo Rock Band di Harmonix (acquisita da Viacom nel 2006) ha polverizzato i record di vendite: sette milioni di copie del gioco vendute, 26 milioni di canzoni scaricate dagli acquirenti del gioco. Non è un successo isolato: questo gioco è una versione multiplayer (dove player vuol dire sia giocatore che suonatore) del precedente successo Guitar Hero. In entrambi si gioca con controllers che sono, in essenza, versioni ipersemplificate dell’”interfaccia utente” di una chitarra o una batteria. Ciò che esce dalle casse, la musica, è la risultante di ciò che il gioco è programmato per fare e di ciò che il giocatore fa con questi controllers. Non è proprio suonare uno strumento, ma non è nemmeno ascoltare un brano seduti in poltrona.

Ripensandoci, queste non sembrano notizie sparse, ma epifenomeni di una stessa tendenza. Che è questa: alla musica – forse – sta accadendo ciò che è accaduto alla fotografia (ne ha parlato Alberto D’Ottavi al Photocamp). Il dilagare delle macchine fotografiche digitali e la loro integrazione nei telefoni cellulari ha portato alla luce una grande massa di appassionati che la fotografia vogliono viverla in prima persona. Questo ha probabilmente spiazzato molti fotografi professionisti di livello medio e basso, a cui i prosumers potevano fare una concorrenza impossibile da battere, e polverizzato molti laboratori di sviluppo della pellicola fotografica; ma, nello stesso tempo, ha creato un nuovo sistema di mercato, il cui modello di business si basa sulla vendita di macchine fotografiche, accessori e servizi come Flickr. Il giro di affari della fotografia, preso nel suo complesso, è certamente aumentato molto, ma i soggetti che beneficiano di questo aumento non sono i protagonisti dei vecchi modelli di business.

Sia nella musica che nella fotografia, comunque, c’è un messaggio chiarissimo: l’audience passiva diminuisce, ed aumentano i prosumers disposti a pagare per fare musica, per fare fotografia. Nel tempo, questo porterà ad un aumento della capacità critica e di apprezzamento della società, il che a sua volta dovrebbe avere un effetto positivo sulla domanda di musica (e di fotografia) a tutti i livelli: strumenti, lezioni e corsi, libri sulla musica, concerti, forse perfino cd. Nell’attesa che il nuovo nasca, un consiglio a tutti i giovani che vogliono occuparsi di musica: tenetevi lontano dal vecchio che non vuole morire, contratti con etichette etc. Meglio studiare, aspettare, concentrarsi sulla propria musica. Io farò così – e non sono più una giovane promessa da un pezzo.

:wink:

November 17, 2008     Alberto     musiconomics     4 comments

From mother to daughter in Repubblica.it home page

Repubblica.it, the most important Italian information website, devotes a special to the From mother to daughter project. Good pics, good videos, good vibes. The current version, we think, gets too personalistic on me, but we wrote to our friend Carlotta, the author of the piece, to edit it out. There are also a few minor factual mistakes: of course I am not in Modena City Ramblers anymore, this project is branded Fiamma Fumana!
:)

November 15, 2008     Alberto     Fiamma Fumana     3 comments

Un concorso di idee creative per lo sviluppo

In questo post osservavo che l’idea di innovazione che permea di sé le politiche pubbliche europee tende a coincidere con l’innovazione tecnologica fatta dalle imprese, e viceversa a trascurare quella proposta da gente al di fuori del mondo corporate. Società civile, mondo delle arti e della creatività (come i miei “ingegneri sovversivi”) sono sostanzialmente ignorati nel dibattito sulla policy.

Da Kublai lanciamo un piccolissimo contributo ad una maggiore diversità dell’ecosistema di innovazione, indicendo un premio per la migliore idea creativa di sviluppo. Tutti, ma proprio tutti i creativi che hanno un’idea passibile di contribuire allo sviluppo del proprio territorio (o del proprio pianeta per quelli che pensano in grande)sono invitati a partecipare. Si vince un po’ di denaro da spendere sul progetto, ma soprattutto un convinto endorsement istituzionale del Dipartimento per le politiche di sviluppo del Ministero dello sviluppo economico. Fatevi sotto. Yes we can.:) Informazioni qui.

November 10, 2008     Alberto     industrie creative e sviluppo     2 comments

From mother to daughter: Italian première on Novembre 26th

So, we have a date for the European première of Mondine – From mother to daughter, the documentary movie starring Fiamma Fumana and the Mondine di Novi Choir (I already wrote about the world première in Toronto). We’ll be guests of Torino Film Festival; the show is scheduled for November 26th at 4.00 pm at Theater 1 of Cinema Massimo, in Via Verdi 18. We’ll be there. Mondine will be there. The director and producer will be there. Will you?

:mrgreen:

November 7, 2008     Alberto     Fiamma Fumana     2 comments

We are the world

US elections online rally

Mi sto chiedendo quanto vale, per l’immagine internazionale di un paese, un risultato come questo.

Mi sto anche chiedendo se non varrebbe la pena considerare, la prossima volta che votiamo un presidente del consiglio, la sua capacità di aggregare consensi e simpatie nell’opinione pubblica dei paesi nostri alleati e partners, e di unire italiani e non italiani nell’adesione consapevole ad alcuni valori comuni. Come molti che mi leggono, anch’io ho frequenti rapporti di lavoro e personali con cittadini di altri paesi, e sono convinto che la credibilità di chi guida il paese sia un elemento che influenza la credibilità percepita dei cittadini di quel paese quando lavorano all’estero. In altri termini, un fattore di competitività. Non mi dite che, nel mandare email di congratulazioni ai vostri amici e colleghi americani, non avete pensato con gioia alla prospettiva di lavorare ancora con loro, cittadini di un grande paese con la capacità di volare alto!

November 6, 2008     Alberto     industrie creative e sviluppo     comment

Good morning America

E' Obama!

November 5, 2008     Alberto     industrie creative e sviluppo     1 comment

   


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