<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Comments on: Subversive engineering: progettare senza fine di profitto</title>
	<atom:link href="http://www.cottica.net/2008/10/31/subversive-engineering-progettare-senza-fine-di-profitto/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.cottica.net/2008/10/31/subversive-engineering-progettare-senza-fine-di-profitto/</link>
	<description>Il blog di Alberto Cottica: creatività e economia nella grande rete (beta)</description>
	<lastBuildDate>Thu, 11 Mar 2010 06:55:12 +0100</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<item>
		<title>By: Progetto Kublai &#187; Persone, progetti, speranza: dal Porto dei creativi all&#8217;università Federico II</title>
		<link>http://www.cottica.net/2008/10/31/subversive-engineering-progettare-senza-fine-di-profitto/comment-page-1/#comment-986</link>
		<dc:creator>Progetto Kublai &#187; Persone, progetti, speranza: dal Porto dei creativi all&#8217;università Federico II</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:59:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cottica.net/2008/10/31/subversive-engineering-progettare-senza-fine-di-profitto/#comment-986</guid>
		<description>[...] Kublai, ne ho parlato anche nei video di quest&#8217;estate. E&#8217; la grande lezione del subversive engineering: puoi fare innovazione con pochissimo denaro, se le intelligenze sono connesse e supportate da una [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Kublai, ne ho parlato anche nei video di quest&#8217;estate. E&#8217; la grande lezione del subversive engineering: puoi fare innovazione con pochissimo denaro, se le intelligenze sono connesse e supportate da una [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Enrico Alletto - UNA RETE PER LA SOCIETA CIVILE: dalle origini di un’idea al senso di un’innovazione che per una volta non parte dalle imprese : idee e persone nella società connessa</title>
		<link>http://www.cottica.net/2008/10/31/subversive-engineering-progettare-senza-fine-di-profitto/comment-page-1/#comment-955</link>
		<dc:creator>Enrico Alletto - UNA RETE PER LA SOCIETA CIVILE: dalle origini di un’idea al senso di un’innovazione che per una volta non parte dalle imprese : idee e persone nella società connessa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:59:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cottica.net/2008/10/31/subversive-engineering-progettare-senza-fine-di-profitto/#comment-955</guid>
		<description>[...] giorno fa leggo un ottimo post di Alberto Cottica ben impregnato di parole e ragionamenti che spiegano quello che per anni ho [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] giorno fa leggo un ottimo post di Alberto Cottica ben impregnato di parole e ragionamenti che spiegano quello che per anni ho [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: lgalli</title>
		<link>http://www.cottica.net/2008/10/31/subversive-engineering-progettare-senza-fine-di-profitto/comment-page-1/#comment-946</link>
		<dc:creator>lgalli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:59:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cottica.net/2008/10/31/subversive-engineering-progettare-senza-fine-di-profitto/#comment-946</guid>
		<description>rispetto alle prime tre premesse: la 1 e la 3 direi che di fatto sono riferibili sono riferibili ai Paesi nordici, dove sappiamo che da molto tempo si persegue, supersemplificando, una combinazione originale di sviluppo dell&#039;economia di mercato e di politiche sociali molto attive -- entrambe le cose. analogamente, e al di là del caso particolare, credo sia una buona idea dal punto di vista culturale e politico agire perché &quot;l&#039;innovazione corporate&quot; sia più utile a tutti come cittadini, consumatori, persone, piuttosto che consolarsi con la sperimentazione di pochi, per quanto bella, sofisticata e consapevole possa essere. cosa d&#039;è di più sovversivo oggi della tradizionalissma, dura azione politica? ;)) questo stesso discorso si applica sec me a istituzioni come la commissione, dove nell&#039;assenza o nel difetto di un robusto indirizzo politico ogni agenzia di finanziamento coltiva i suoi progetti, quelli che a sostengono le big corp, quelli che sostengono le industrie creative, quelli che sostengono gli artisti &quot;puri&quot;.... non sono sicuro che questo marasma sia una bella cosa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>rispetto alle prime tre premesse: la 1 e la 3 direi che di fatto sono riferibili sono riferibili ai Paesi nordici, dove sappiamo che da molto tempo si persegue, supersemplificando, una combinazione originale di sviluppo dell&#8217;economia di mercato e di politiche sociali molto attive &#8212; entrambe le cose. analogamente, e al di là del caso particolare, credo sia una buona idea dal punto di vista culturale e politico agire perché &#8220;l&#8217;innovazione corporate&#8221; sia più utile a tutti come cittadini, consumatori, persone, piuttosto che consolarsi con la sperimentazione di pochi, per quanto bella, sofisticata e consapevole possa essere. cosa d&#8217;è di più sovversivo oggi della tradizionalissma, dura azione politica? <img src='http://www.cottica.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> ) questo stesso discorso si applica sec me a istituzioni come la commissione, dove nell&#8217;assenza o nel difetto di un robusto indirizzo politico ogni agenzia di finanziamento coltiva i suoi progetti, quelli che a sostengono le big corp, quelli che sostengono le industrie creative, quelli che sostengono gli artisti &#8220;puri&#8221;&#8230;. non sono sicuro che questo marasma sia una bella cosa</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Progetto Kublai &#187; Il subversive engineering: progettare e divertirsi</title>
		<link>http://www.cottica.net/2008/10/31/subversive-engineering-progettare-senza-fine-di-profitto/comment-page-1/#comment-945</link>
		<dc:creator>Progetto Kublai &#187; Il subversive engineering: progettare e divertirsi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:59:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cottica.net/2008/10/31/subversive-engineering-progettare-senza-fine-di-profitto/#comment-945</guid>
		<description>[...] un viaggio a Stoccolma, Alberto racconta sul suo blog di un fortunato incontro che ha fatto lì, una coreografa con cui ha parlato di subversive [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] un viaggio a Stoccolma, Alberto racconta sul suo blog di un fortunato incontro che ha fatto lì, una coreografa con cui ha parlato di subversive [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Alberto</title>
		<link>http://www.cottica.net/2008/10/31/subversive-engineering-progettare-senza-fine-di-profitto/comment-page-1/#comment-944</link>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:59:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cottica.net/2008/10/31/subversive-engineering-progettare-senza-fine-di-profitto/#comment-944</guid>
		<description>Io penso semplicemente questo:
- se qualcuno ti paga un&#039;istruzione decente
- se la rete c&#039;è e il suo costo marginale d&#039;uso è zero
- se hai una forte rete sociale di protezione
ALLORA sei (abbastanza) libero di decidere di fare innovazione veramente radicale (&quot;prima sparo e poi faccio le domande&quot;). Se no, no.

Dal punto di vista del policy maker, credo che possa essere interessante incoraggiare l&#039;autopoiesi di un ecosistema diversificato, in cui ci sia spazio &lt;i&gt;sia&lt;/i&gt; per gli innovatori corporate, &lt;i&gt;sia&lt;/i&gt; per gli ingegneri sovversivi, che vivono di consulenza (come Choco stessa) o magari di welfare, che non fanno PIL ma costruiscono capitale sociale. Quanto vale couchsurfing.com per una società a rischio di stagnazione come quella europea? Quello che ho visto a eChallenges, invece è una politica per l&#039;innovazione abbastanza a senso unico, con una sovraesposizione di Nokia, IBM, SAP, Intel, e tutti quelli dell&#039;&lt;a href=&quot;http://oispg.pbwiki.com/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Open Innovation Strategy and Policy Group&lt;/a&gt;. Che, per dire, ha un wiki. Ma è chiuso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io penso semplicemente questo:<br />
- se qualcuno ti paga un&#8217;istruzione decente<br />
- se la rete c&#8217;è e il suo costo marginale d&#8217;uso è zero<br />
- se hai una forte rete sociale di protezione<br />
ALLORA sei (abbastanza) libero di decidere di fare innovazione veramente radicale (&#8220;prima sparo e poi faccio le domande&#8221;). Se no, no.</p>
<p>Dal punto di vista del policy maker, credo che possa essere interessante incoraggiare l&#8217;autopoiesi di un ecosistema diversificato, in cui ci sia spazio <i>sia</i> per gli innovatori corporate, <i>sia</i> per gli ingegneri sovversivi, che vivono di consulenza (come Choco stessa) o magari di welfare, che non fanno PIL ma costruiscono capitale sociale. Quanto vale couchsurfing.com per una società a rischio di stagnazione come quella europea? Quello che ho visto a eChallenges, invece è una politica per l&#8217;innovazione abbastanza a senso unico, con una sovraesposizione di Nokia, IBM, SAP, Intel, e tutti quelli dell&#8217;<a href="http://oispg.pbwiki.com/" rel="nofollow">Open Innovation Strategy and Policy Group</a>. Che, per dire, ha un wiki. Ma è chiuso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Luca</title>
		<link>http://www.cottica.net/2008/10/31/subversive-engineering-progettare-senza-fine-di-profitto/comment-page-1/#comment-943</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:59:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cottica.net/2008/10/31/subversive-engineering-progettare-senza-fine-di-profitto/#comment-943</guid>
		<description>premesso che come gli amici sanno ho un&#039;ammirazione forse esagerata per i paesi nordici, per come riescono da un po&#039; di tempo a tirare fuori cose e e modelli individiabili, non ultime queste supercool del tuo post... premesso questo ho un po&#039; di dubbi perplessità domande e reazioni idiosincratiche (si dirà così?) --in ordine sparso: progettisti e creativi possono pure essere più liberi progettando senza pensare ai soldi, ma come se la pagheranno la spesa la sera? la questione della gratuità è molto controversa e anche nel mondo del software libero quante volte ci siamo sentiti credo giustamente ripetere, spesso proprio da coloro che avevano più consapevolezza critica, che &quot;free&quot; (libero)&quot; non vuol dire &quot;free&quot; (gratis)? poi non assumerei che il progetto sia &quot;risoluzione di problemi&quot; come questi stessi casi dimostrano; quanti progetti partono da sogni più o meno deliranti etc.; di converso i vincoli anche economici sono credo un normale fatto della vita etc.; in generale, il problema o la questione è data dal profitto e dalle imprese e dall&#039;economia come tali oppure c&#039;è qualcosa che non va nel profitto come metro unico e universale, nelle imprese come forma dominante della vita sociale e nella finanziarizzazione dell&#039;economia? ok, la sto facendo troppo spessa e lunga ;)) ma l&#039;argomento è tosto... merita alcuni anni di discussione ;))) ma insomma scherzi a parte, sono questioni davvero importanti di cui valere la pena parlare (e postare: bravo!)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>premesso che come gli amici sanno ho un&#8217;ammirazione forse esagerata per i paesi nordici, per come riescono da un po&#8217; di tempo a tirare fuori cose e e modelli individiabili, non ultime queste supercool del tuo post&#8230; premesso questo ho un po&#8217; di dubbi perplessità domande e reazioni idiosincratiche (si dirà così?) &#8211;in ordine sparso: progettisti e creativi possono pure essere più liberi progettando senza pensare ai soldi, ma come se la pagheranno la spesa la sera? la questione della gratuità è molto controversa e anche nel mondo del software libero quante volte ci siamo sentiti credo giustamente ripetere, spesso proprio da coloro che avevano più consapevolezza critica, che &#8220;free&#8221; (libero)&#8221; non vuol dire &#8220;free&#8221; (gratis)? poi non assumerei che il progetto sia &#8220;risoluzione di problemi&#8221; come questi stessi casi dimostrano; quanti progetti partono da sogni più o meno deliranti etc.; di converso i vincoli anche economici sono credo un normale fatto della vita etc.; in generale, il problema o la questione è data dal profitto e dalle imprese e dall&#8217;economia come tali oppure c&#8217;è qualcosa che non va nel profitto come metro unico e universale, nelle imprese come forma dominante della vita sociale e nella finanziarizzazione dell&#8217;economia? ok, la sto facendo troppo spessa e lunga <img src='http://www.cottica.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> ) ma l&#8217;argomento è tosto&#8230; merita alcuni anni di discussione <img src='http://www.cottica.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> )) ma insomma scherzi a parte, sono questioni davvero importanti di cui valere la pena parlare (e postare: bravo!)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
