Community diving nel Mezzogiorno

Stage diving
Foto GothEric

Sono appena tornato da una settimana di viaggi nel Mezzogiorno per il reportage di Kublai. E’ stato divertente e molto istruttivo in quanto alle cose e alle persone che ho incontrato – i creativi e i loro progetti, le loro storie, le loro aspirazioni, i luoghi che abitano – e questo ce lo aspettavamo. Non ci aspettavamo, invece, di sentire così chiaramente il sostegno della nascente community di Kublai: i kublaiani ci hanno scovato ristoranti tipici, prenotato alberghi, offerto le loro case e i loro uffici per riposarci e lavorare, presentato persone interessanti, mostrato quello che c’era da vedere. In realtà (complici anche le ferie di buona parte del gruppo di lavoro) siamo partiti abbastanza disorganizzati, ma grazie ai kublaiani che visitavamo il viaggio si è come organizzato da solo.

Mi è capitato un paio di volte, con i Modena City Ramblers, di fare stage diving. Ti lasci cadere, e la gente ti prende e ti sostiene. Ti senti allo stesso tempo completamente indifeso e al sicuro, e grato di questa sicurezza alle persone che si frappongono fra te e il suolo. Viaggiando, in questi giorni, ho provato una sensazione molto simile, e ne ho ricavato l’impressione che stiamo costruendo, con Kublai, un social network “caldo”. Bene così.

August 27, 2008     Alberto     industrie creative e sviluppo
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6 Responses

  1. 1 Progetto Kublai » L’ultima tappa del viaggio di Kublai…prima di ripartire:

    [...] diving, lo chiama Alberto. E tra un po’, anche se le vacanze sono finite, si torna a tuffarsi nelle nuove attività di [...]

  2. 2 Michè:

    E’ così anche per i Kublaiani, ti butti ma sai di poterti fidare!
    A presto, Michè

    [Reply]

  3. 3 Vale:

    Ma com’è che in tanti anni di concerti non ti ho mai visto fare stage diving? cosa mi sono persa! :smile:

    [Reply]

  4. 4 Roberta Greenfield:

    “COMMUNITY DIVING”. Bellissima definizione, suggerisco di inserirla subito nel dizionario kublaiano (per intenderci, quello che contiene già la parola “fagiano”).
    La cosa stupefacente di Kublai (insita peraltro nel concetto di web community) è che le mani che ci sostengono (così come le mani che usiamo per sostenere i comapgni di avventura) stanno a centinaia di km di distanza ma spesso sono + affidabili di quelle che distrattamente stringiamo ogni giorno in rl (per RL intendo la vita quotidiana nella sua fisicità pura).
    Quoto Alberto come copywriter (ma solo x questa volta…)
    Credo in Kublai, amen.

    [Reply]

  5. 5 Alberto:

    Amen, sorella. Che la rete sia con tutti noi. :lol:

    [Reply]

  6. 6 Enrico Alletto - PROGETTO KUBLAI: idee, persone e progetti sul territorio nascono per mezzo della rete : idee e persone nella società connessa:

    [...] Alberto Cottica, project leader di Kublai, racconta ad idee e persone… qualche particolare in piu’ sul progetto. [...]

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