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	<title>Commenti a: I media (non) siamo (ancora) noi</title>
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	<description>Il blog di Alberto Cottica: creatività e economia nella grande rete</description>
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		<title>Di: Alberto</title>
		<link>http://www.cottica.net/2008/05/28/i-media-non-siamo-ancora-noi/comment-page-1/#comment-832</link>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 09:36:29 +0000</pubDate>
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		<description>La percezione della rete di quel programma - a quanto diceva Michele - è quella di un successo secco, tanto che si ripeterà. Il fatto che tu lo trovi scontato, Jay, mi suona cone una conferma del titolo di questo post.  :sad:</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La percezione della rete di quel programma &#8211; a quanto diceva Michele &#8211; è quella di un successo secco, tanto che si ripeterà. Il fatto che tu lo trovi scontato, Jay, mi suona cone una conferma del titolo di questo post.  <img src='http://www.cottica.net/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':sad:' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Jay DB</title>
		<link>http://www.cottica.net/2008/05/28/i-media-non-siamo-ancora-noi/comment-page-1/#comment-829</link>
		<dc:creator>Jay DB</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 14:09:56 +0000</pubDate>
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		<description>Ehm.. io ho visto qualche puntata del programma di Ambra. Non mi è piaciuto, proprio no. Sulla carta era davvero interessante come idea (almeno da quanto deducevo dalle interviste ad Ambra prima della messa in onda, che in sostanza sostenevano le stesse cose riportate da Monina...). Nella realtà dei fatti è spesso stata una pena. Forse Ambra non era adatta a tutto ciò, forse i tempi degli sketch alla Corrado anni 60 sono inesorabilmente passati, ma Ambra in tutina da indiano-incas era peggio di una qualsiasi animatrice di villaggio vacanze di bassa lega. Anni luce da Fabio Volo e Very Victoria sulla stessa MTV e molto più vicina al Baudo di Sanremo 2008 (sigh).
&quot;Tunga, tunga tunga, sotto la doccia nemmeno una goccia&quot;? Ridatemi Io ballerò e Oh Crilù!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ehm.. io ho visto qualche puntata del programma di Ambra. Non mi è piaciuto, proprio no. Sulla carta era davvero interessante come idea (almeno da quanto deducevo dalle interviste ad Ambra prima della messa in onda, che in sostanza sostenevano le stesse cose riportate da Monina&#8230;). Nella realtà dei fatti è spesso stata una pena. Forse Ambra non era adatta a tutto ciò, forse i tempi degli sketch alla Corrado anni 60 sono inesorabilmente passati, ma Ambra in tutina da indiano-incas era peggio di una qualsiasi animatrice di villaggio vacanze di bassa lega. Anni luce da Fabio Volo e Very Victoria sulla stessa MTV e molto più vicina al Baudo di Sanremo 2008 (sigh).<br />
&#8220;Tunga, tunga tunga, sotto la doccia nemmeno una goccia&#8221;? Ridatemi Io ballerò e Oh Crilù!</p>
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		<title>Di: Ufic</title>
		<link>http://www.cottica.net/2008/05/28/i-media-non-siamo-ancora-noi/comment-page-1/#comment-821</link>
		<dc:creator>Ufic</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 11:47:20 +0000</pubDate>
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		<description>&gt; Io sono preoccupato per la società: perché molto forte è,
&gt; nell’elìte cognitiva, la tentazione di fare riferimento solo a se stessa

Credo tu abbia toccato il tasto più dolente di questo periodo.
Penso sia su questo che bisogna riflettere maggiormente, da ogni punto di vista.
In ogni luogo (reale o virtuale) possibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&gt; Io sono preoccupato per la società: perché molto forte è,<br />
&gt; nell’elìte cognitiva, la tentazione di fare riferimento solo a se stessa</p>
<p>Credo tu abbia toccato il tasto più dolente di questo periodo.<br />
Penso sia su questo che bisogna riflettere maggiormente, da ogni punto di vista.<br />
In ogni luogo (reale o virtuale) possibile.</p>
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		<title>Di: Alberto</title>
		<link>http://www.cottica.net/2008/05/28/i-media-non-siamo-ancora-noi/comment-page-1/#comment-819</link>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 11:03:30 +0000</pubDate>
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		<description>Ok, Michele, grazie. Hai fatto bene a precisare queste cose: io non ho un&#039;opinione sul programma - che non ho mai visto - e quindi ciò che tu dici aggiunge elementi. Devo dire che però qui il punto non è se il format sia tradizionale o postmoderno, e nemmeno se il programma sia bello o brutto: il punto è invece che Telecom fa su MTV fa una scelta generalista invece che sulla segmentazione di mercato (che oltretutto è proprio nel DNA di MTV). Questo è un segnale secondo me molto interessante proprio perché sembra andare in controtendenza rispetto a ciò che si sente in giro. 
P.S. La frase sulla televisione guardata dai poveri e dagli sfigati (&quot;the poor and the powerless&quot;) non è mia, ma di Bruce Sterling.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, Michele, grazie. Hai fatto bene a precisare queste cose: io non ho un&#8217;opinione sul programma &#8211; che non ho mai visto &#8211; e quindi ciò che tu dici aggiunge elementi. Devo dire che però qui il punto non è se il format sia tradizionale o postmoderno, e nemmeno se il programma sia bello o brutto: il punto è invece che Telecom fa su MTV fa una scelta generalista invece che sulla segmentazione di mercato (che oltretutto è proprio nel DNA di MTV). Questo è un segnale secondo me molto interessante proprio perché sembra andare in controtendenza rispetto a ciò che si sente in giro.<br />
P.S. La frase sulla televisione guardata dai poveri e dagli sfigati (&#8220;the poor and the powerless&#8221;) non è mia, ma di Bruce Sterling.</p>
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		<title>Di: Michele Monina</title>
		<link>http://www.cottica.net/2008/05/28/i-media-non-siamo-ancora-noi/comment-page-1/#comment-816</link>
		<dc:creator>Michele Monina</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 13:04:37 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Alberto, al volo una puntualizzazione. Capisco la necessità di far passare una tua teoria, ma onestamente hai reso la chiacchierata fatta a tavola un po&#039; troppo banale. Non che probabilmente cambi il risultato finale, ma non ho mai detto (né pensato) che fare un varietà su MTV fosse un modo per far soldi (l&#039;avrei fatto in RAI), ma per fare un bel programma televisivo. Il fatto che ci siano soldi fa semplicemente sì che un varietà si possa fare. A me poco importa degli inserzionisti televisivi, e il fatto che si sia deciso di fare questo show su MTV, avulso dalle logiche auditel ne è riprova. L&#039;idea di chi ha lavorato al format e allo sviluppo del programma era di rifarsi a una televisione pre-auditel, il varietà appunto, cercando di metterci su un vestito nuovo. Anche se il mondo della televisione è giovane anche qui esiste una tradizione, e come ben sai, cercare di sottolineare i begli aspetti della tradizione non significa né essere passatisti né guardarsi alle spalle. A me (e immagino anche a chi ha lavorato con me, ma non sto qui a parlare a nome del programma ma mio) non piace molto la televisione attuale, quindi ho deciso di lavorare a un programma che ricercasse nella televisione del passato un linguaggio che meritava di essere tramandato, con i dovuti aggiornamenti. Tutto qui. L&#039;idea di lavorare per un pubblico di &quot;poveri e sfigati&quot;, per dirla con parole tue, non mi spiace affatto. Non credo le cose stiano così, ma in tutti i casi mi riconosco più in quella massa che in una nicchia che con quella massa, evidentemente, non vuole avere nulla a che fare. Io, del resto, non compro giocattoli hi-tech...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Alberto, al volo una puntualizzazione. Capisco la necessità di far passare una tua teoria, ma onestamente hai reso la chiacchierata fatta a tavola un po&#8217; troppo banale. Non che probabilmente cambi il risultato finale, ma non ho mai detto (né pensato) che fare un varietà su MTV fosse un modo per far soldi (l&#8217;avrei fatto in RAI), ma per fare un bel programma televisivo. Il fatto che ci siano soldi fa semplicemente sì che un varietà si possa fare. A me poco importa degli inserzionisti televisivi, e il fatto che si sia deciso di fare questo show su MTV, avulso dalle logiche auditel ne è riprova. L&#8217;idea di chi ha lavorato al format e allo sviluppo del programma era di rifarsi a una televisione pre-auditel, il varietà appunto, cercando di metterci su un vestito nuovo. Anche se il mondo della televisione è giovane anche qui esiste una tradizione, e come ben sai, cercare di sottolineare i begli aspetti della tradizione non significa né essere passatisti né guardarsi alle spalle. A me (e immagino anche a chi ha lavorato con me, ma non sto qui a parlare a nome del programma ma mio) non piace molto la televisione attuale, quindi ho deciso di lavorare a un programma che ricercasse nella televisione del passato un linguaggio che meritava di essere tramandato, con i dovuti aggiornamenti. Tutto qui. L&#8217;idea di lavorare per un pubblico di &#8220;poveri e sfigati&#8221;, per dirla con parole tue, non mi spiace affatto. Non credo le cose stiano così, ma in tutti i casi mi riconosco più in quella massa che in una nicchia che con quella massa, evidentemente, non vuole avere nulla a che fare. Io, del resto, non compro giocattoli hi-tech&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: Alberto</title>
		<link>http://www.cottica.net/2008/05/28/i-media-non-siamo-ancora-noi/comment-page-1/#comment-815</link>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 May 2008 22:38:21 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie a tutti per avere condiviso la vostra opinione. Ecco i miei due cent: io, in realtà, non sono nemmeno molto preoccupato per il sistema dei media, che potrebbe diventare fortemente bipolare (da una parte una forte e &quot;rumorosa&quot; minoranza attiva sul web2, dall&#039;altra una massa passiva sulla TV). Io sono preoccupato per &lt;i&gt;la società&lt;/i&gt;: perché molto forte è, nell&#039;elìte cognitiva, la tentazione di fare riferimento solo a se stessa, ai nostri amici colti e connessi, e spesso ricchi e di successo, rifiutando ogni responsabilità per gli altri, l&#039;audience, gente che non stimiamo. Mi sembra che il digital divide stia aumentando, non diminuendo, e se questo non si vede è solo perché lo stanno misurando con gli indicatori sbagliati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a tutti per avere condiviso la vostra opinione. Ecco i miei due cent: io, in realtà, non sono nemmeno molto preoccupato per il sistema dei media, che potrebbe diventare fortemente bipolare (da una parte una forte e &#8220;rumorosa&#8221; minoranza attiva sul web2, dall&#8217;altra una massa passiva sulla TV). Io sono preoccupato per <i>la società</i>: perché molto forte è, nell&#8217;elìte cognitiva, la tentazione di fare riferimento solo a se stessa, ai nostri amici colti e connessi, e spesso ricchi e di successo, rifiutando ogni responsabilità per gli altri, l&#8217;audience, gente che non stimiamo. Mi sembra che il digital divide stia aumentando, non diminuendo, e se questo non si vede è solo perché lo stanno misurando con gli indicatori sbagliati.</p>
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	<item>
		<title>Di: Roberta Greenfield</title>
		<link>http://www.cottica.net/2008/05/28/i-media-non-siamo-ancora-noi/comment-page-1/#comment-814</link>
		<dc:creator>Roberta Greenfield</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 May 2008 22:08:06 +0000</pubDate>
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		<description>Alberto, che triste notizia ci dai. Già la tv italiana è mummificata, e adesso addirittura anzichè progredire torna sui suoi passi. Non sono d&#039;accordo con pm10 susan: l&#039;Italia non ha bisogno di tv generalista, anzi. Chi oggi sta davanti alla TV è un pubblico ormai privo di capacità critica, e che assorbe tutto ciò che gli viene propinato senza porsi domande. Sta alle emittenti dare segnali e stimoli nuovi. Ma il problema è che tanti programmi ormai vengono creati ad hoc per i grossi utenti pubblicitari (e non parlo solo di tv in chiaro, ma anche delle satellitari...), della serie: che ci frega di dare contenuti intelligenti.
La mia visione è alquanto negativa. Posso solo sperare che un editore illuminato (e ricco) arrivi e si prenda la briga di fare una TV intelligente. Magari sul web eheh...
La mia conclusione è: italiani, spegnete la tv e imparate ad accendere il pc. Non vedo altra scelta, al momento.
RG</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alberto, che triste notizia ci dai. Già la tv italiana è mummificata, e adesso addirittura anzichè progredire torna sui suoi passi. Non sono d&#8217;accordo con pm10 susan: l&#8217;Italia non ha bisogno di tv generalista, anzi. Chi oggi sta davanti alla TV è un pubblico ormai privo di capacità critica, e che assorbe tutto ciò che gli viene propinato senza porsi domande. Sta alle emittenti dare segnali e stimoli nuovi. Ma il problema è che tanti programmi ormai vengono creati ad hoc per i grossi utenti pubblicitari (e non parlo solo di tv in chiaro, ma anche delle satellitari&#8230;), della serie: che ci frega di dare contenuti intelligenti.<br />
La mia visione è alquanto negativa. Posso solo sperare che un editore illuminato (e ricco) arrivi e si prenda la briga di fare una TV intelligente. Magari sul web eheh&#8230;<br />
La mia conclusione è: italiani, spegnete la tv e imparate ad accendere il pc. Non vedo altra scelta, al momento.<br />
RG</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: pm10 - susan</title>
		<link>http://www.cottica.net/2008/05/28/i-media-non-siamo-ancora-noi/comment-page-1/#comment-813</link>
		<dc:creator>pm10 - susan</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2008 14:05:39 +0000</pubDate>
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		<description>Alberto, grazie per la citazione, e il tag - ;) - è ovvio che siamo un&#039;avanguardia. 
come è anche ovvio che il mercato ha bisogno di tv generalista.
magari siamo un&#039;avanguardia che tra 10 anni sarà sempre poco più di una nicchia.
ma continuando a &quot;fare rumore&quot; imho si stimolano le curiosità e la voglia di conoscere reti e nicchie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alberto, grazie per la citazione, e il tag &#8211; <img src='http://www.cottica.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  &#8211; è ovvio che siamo un&#8217;avanguardia.<br />
come è anche ovvio che il mercato ha bisogno di tv generalista.<br />
magari siamo un&#8217;avanguardia che tra 10 anni sarà sempre poco più di una nicchia.<br />
ma continuando a &#8220;fare rumore&#8221; imho si stimolano le curiosità e la voglia di conoscere reti e nicchie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Rizomagosophicus</title>
		<link>http://www.cottica.net/2008/05/28/i-media-non-siamo-ancora-noi/comment-page-1/#comment-812</link>
		<dc:creator>Rizomagosophicus</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2008 13:19:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cottica.net/2008/05/28/i-media-non-siamo-ancora-noi/#comment-812</guid>
		<description>Se, a partire dalla pubblica amministrazione, si facesse un po&#039; di più, probabilmente si darebbe un contributo sostanziale al volano dell&#039;innovazione nel campo della comunicazione. Basterebbe cominciare a ripensare in direzione 2.0 i vari siti/portali di province, comuni, enti, per diffondere tra i cittadini un nuovo &quot;gusto&quot; del comunicare, del condividere contenuti e informazione. A Bologna qualcosa si sta tentando di fare. l&#039;Assessore alla Salute (con delega alla Comunicazione) del Comune (che, tra l&#039;altro, è un informatico, quindi... come si dice... ne sa!) ha costituito un gruppo di lavoro per traghettare la rete digitale cittadina Iperbole da 1.0 a 2.0. Per attuare un simile progetto, più che su difficoltà di tipo tecnico-informatico, si discute su quelle di natura legale-partecipativa: dal momento in cui si invitano i cittadini ad integrare orizzontalmente e dal basso i contenuti istituzionali &quot;verticali&quot; erogati dalle fonti ufficiali del Comune (URP, ufficio stampa, redazioni che informano sui servizi e sugli eventi rivolti alla cittadinanza, ecc...), diviene necessario interrogarsi sulle modalità di validazione dei contenuti stessi, sui problemi della privacy, sulla tracciabilità/responsabilità di chi carica i contenuti (che,  se prendessero derive poco controllabili, potrebbero prestarsi a strumentalizzazioni anche offensive o lesive della sensibilità di certe fasce di utenti o di pubblici amministratori fatti bersaglio di queste ultime, ecc...).
Insomma, uno dei problemi (trattandosi tra l&#039;altro dell&#039;utilizzo di soldi pubblici!) è quello del grado di apertura/filtro verso i contenuti (e la loro pertinenza) prodotti dai cittadini; esigenza che rischia poi sempre di scontrarsi pericolosamente col confine della censura, della libertà di espressione. Poichè anch&#039;io sono stato chiamato a far parte del gruppo di lavoro di cui sopra (come semplice utente appassionato di comunicazione... non come &quot;esperto&quot;, eeeh!), vi terrò informati su eventuali sviluppi della cosa.
A presto!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se, a partire dalla pubblica amministrazione, si facesse un po&#8217; di più, probabilmente si darebbe un contributo sostanziale al volano dell&#8217;innovazione nel campo della comunicazione. Basterebbe cominciare a ripensare in direzione 2.0 i vari siti/portali di province, comuni, enti, per diffondere tra i cittadini un nuovo &#8220;gusto&#8221; del comunicare, del condividere contenuti e informazione. A Bologna qualcosa si sta tentando di fare. l&#8217;Assessore alla Salute (con delega alla Comunicazione) del Comune (che, tra l&#8217;altro, è un informatico, quindi&#8230; come si dice&#8230; ne sa!) ha costituito un gruppo di lavoro per traghettare la rete digitale cittadina Iperbole da 1.0 a 2.0. Per attuare un simile progetto, più che su difficoltà di tipo tecnico-informatico, si discute su quelle di natura legale-partecipativa: dal momento in cui si invitano i cittadini ad integrare orizzontalmente e dal basso i contenuti istituzionali &#8220;verticali&#8221; erogati dalle fonti ufficiali del Comune (URP, ufficio stampa, redazioni che informano sui servizi e sugli eventi rivolti alla cittadinanza, ecc&#8230;), diviene necessario interrogarsi sulle modalità di validazione dei contenuti stessi, sui problemi della privacy, sulla tracciabilità/responsabilità di chi carica i contenuti (che,  se prendessero derive poco controllabili, potrebbero prestarsi a strumentalizzazioni anche offensive o lesive della sensibilità di certe fasce di utenti o di pubblici amministratori fatti bersaglio di queste ultime, ecc&#8230;).<br />
Insomma, uno dei problemi (trattandosi tra l&#8217;altro dell&#8217;utilizzo di soldi pubblici!) è quello del grado di apertura/filtro verso i contenuti (e la loro pertinenza) prodotti dai cittadini; esigenza che rischia poi sempre di scontrarsi pericolosamente col confine della censura, della libertà di espressione. Poichè anch&#8217;io sono stato chiamato a far parte del gruppo di lavoro di cui sopra (come semplice utente appassionato di comunicazione&#8230; non come &#8220;esperto&#8221;, eeeh!), vi terrò informati su eventuali sviluppi della cosa.<br />
A presto!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ufic</title>
		<link>http://www.cottica.net/2008/05/28/i-media-non-siamo-ancora-noi/comment-page-1/#comment-811</link>
		<dc:creator>Ufic</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2008 11:04:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cottica.net/2008/05/28/i-media-non-siamo-ancora-noi/#comment-811</guid>
		<description>Condivido totalmente. Anzi, ti dirò che è un discorso che va oltre l&#039;industria dell&#039;intrattenimento e coinvolge tutto ciò che ha a che fare con le nuove tecnologie.

Ci sono da un lato potenzialità che ancora anche &lt;em&gt;noi&lt;/em&gt; non cogliamo del tutto e dall&#039;altro dei vecchi bacucchi a cui è difficile spiegare anche come si accende un computer.
E sono questi ultimi a stare nella stanza dei bottoni.

Bisogna aspettare almeno altri dieci anni, se non venti. Solo allora, quando tutti quelli che ora crescono a pane e tecnologia saranno adulti, se ne potrà riparlare.

Nel frattempo però saranno arrivate tecnologie ancora più nuove. E saremo &lt;em&gt;noi&lt;/em&gt; i vecchi bacucchi :) .</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido totalmente. Anzi, ti dirò che è un discorso che va oltre l&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento e coinvolge tutto ciò che ha a che fare con le nuove tecnologie.</p>
<p>Ci sono da un lato potenzialità che ancora anche <em>noi</em> non cogliamo del tutto e dall&#8217;altro dei vecchi bacucchi a cui è difficile spiegare anche come si accende un computer.<br />
E sono questi ultimi a stare nella stanza dei bottoni.</p>
<p>Bisogna aspettare almeno altri dieci anni, se non venti. Solo allora, quando tutti quelli che ora crescono a pane e tecnologia saranno adulti, se ne potrà riparlare.</p>
<p>Nel frattempo però saranno arrivate tecnologie ancora più nuove. E saremo <em>noi</em> i vecchi bacucchi <img src='http://www.cottica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  .</p>
]]></content:encoded>
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