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	<title>Commenti a: Correggio-Pescara. Un racconto sullo sviluppo e i suoi fallimenti (guest post)</title>
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	<description>Il blog di Alberto Cottica: creatività e economia nella grande rete</description>
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		<title>Di: Marco</title>
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		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 16:34:04 +0000</pubDate>
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		<description>uhm, difficile dire in un post o un commento tutto quello che penso su Booster, quello che forse volevo dire con questo è che appunto la cosa fondamentale per il successo dei progetti sono le persone: quanto credono nelle cose che fanno, quanta volontà hanno di affrontare e superare le avversità che inevitabilmente devono affrontare (o quanto desiderano rilanciare dopo aver ottenuto i primi risultati) ... in definitiva, quanto sono determinati a voler cambiare le cose/persone che le circondano (se il loro lavoro/obiettivo è cercare di realizzare progetti di sviluppo locale) ... e non ciò che c&#039;è scritto sui documenti ufficiali... forse il cuore del racconto è nello stacco fra la fine della prima sequenza e l&#039;inizio della seconda...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>uhm, difficile dire in un post o un commento tutto quello che penso su Booster, quello che forse volevo dire con questo è che appunto la cosa fondamentale per il successo dei progetti sono le persone: quanto credono nelle cose che fanno, quanta volontà hanno di affrontare e superare le avversità che inevitabilmente devono affrontare (o quanto desiderano rilanciare dopo aver ottenuto i primi risultati) &#8230; in definitiva, quanto sono determinati a voler cambiare le cose/persone che le circondano (se il loro lavoro/obiettivo è cercare di realizzare progetti di sviluppo locale) &#8230; e non ciò che c&#8217;è scritto sui documenti ufficiali&#8230; forse il cuore del racconto è nello stacco fra la fine della prima sequenza e l&#8217;inizio della seconda&#8230;</p>
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		<title>Di: Alberto</title>
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		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 15:50:04 +0000</pubDate>
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		<description>Ma quale guest, tu qui sei a casa tua, Marco. Volevo giusto concordare con te un post sulla catastrofe pescarese (quante promesse tradite!), e il tuo è come sempre molto bello. Però non sono del tutto d&#039;accordo con la conclusione: secondo me ciò la lezione di Booster è che ciò che fa il successo di un progetto di sviluppo sono le persone, e i rapporti che intercorrono tra loro. Noi abbiamo avviato un processo con gente che non conoscevamo ma che era in qualche modo garantita da terzi che rispettiamo. Questa gente si è rivelata non solo incompetente sia in termini di contenuto che in termini di gestione, ma del tutto impermeabile all&#039;idealismo che abbiamo cercato di iniettare nel progetto. A questo punto - ricordi? - io volevo uscire dal partenariato, ma tutte le persone sagge che abbiamo interpellato ci hanno detto che la cosa da fare era finire il progetto, difendere quel po&#039; di risultati che avevamo ottenuto.

Forse avevano ragione, qualche energia positiva si è sprigionata dal nostro ritorno a Pescara con Cisco e Giovanni, a fine novembre. Ma forse avevano torto: il progetto è sprofondato ancora di più nella paralisi e nell&#039;ambiguità, e temo che sia difficile, in quella situazione, distinguere tra noi e loro. Il mio istinto - per quello che vale - mi dice che avrei dovuto ritirarmi dal partenariato a ottobre, facendo scoppiare lo scandalo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma quale guest, tu qui sei a casa tua, Marco. Volevo giusto concordare con te un post sulla catastrofe pescarese (quante promesse tradite!), e il tuo è come sempre molto bello. Però non sono del tutto d&#8217;accordo con la conclusione: secondo me ciò la lezione di Booster è che ciò che fa il successo di un progetto di sviluppo sono le persone, e i rapporti che intercorrono tra loro. Noi abbiamo avviato un processo con gente che non conoscevamo ma che era in qualche modo garantita da terzi che rispettiamo. Questa gente si è rivelata non solo incompetente sia in termini di contenuto che in termini di gestione, ma del tutto impermeabile all&#8217;idealismo che abbiamo cercato di iniettare nel progetto. A questo punto &#8211; ricordi? &#8211; io volevo uscire dal partenariato, ma tutte le persone sagge che abbiamo interpellato ci hanno detto che la cosa da fare era finire il progetto, difendere quel po&#8217; di risultati che avevamo ottenuto.</p>
<p>Forse avevano ragione, qualche energia positiva si è sprigionata dal nostro ritorno a Pescara con Cisco e Giovanni, a fine novembre. Ma forse avevano torto: il progetto è sprofondato ancora di più nella paralisi e nell&#8217;ambiguità, e temo che sia difficile, in quella situazione, distinguere tra noi e loro. Il mio istinto &#8211; per quello che vale &#8211; mi dice che avrei dovuto ritirarmi dal partenariato a ottobre, facendo scoppiare lo scandalo.</p>
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