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	<title>Commenti a: Correggio-Pescara. Un racconto sullo sviluppo e i suoi fallimenti (guest post)</title>
	<link>http://www.cottica.net/2008/02/17/guest-post-correggio-pescara-un-racconto-sullo-sviluppo-e-i-suoi-fallimenti/</link>
	<description>Il blog di Alberto Cottica: creatività e economia nella grande rete (beta)</description>
	<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 16:09:10 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://www.cottica.net/2008/02/17/guest-post-correggio-pescara-un-racconto-sullo-sviluppo-e-i-suoi-fallimenti/#comment-640</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2004 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>uhm, difficile dire in un post o un commento tutto quello che penso su Booster, quello che forse volevo dire con questo è che appunto la cosa fondamentale per il successo dei progetti sono le persone: quanto credono nelle cose che fanno, quanta volontà hanno di affrontare e superare le avversità che inevitabilmente devono affrontare (o quanto desiderano rilanciare dopo aver ottenuto i primi risultati) ... in definitiva, quanto sono determinati a voler cambiare le cose/persone che le circondano (se il loro lavoro/obiettivo è cercare di realizzare progetti di sviluppo locale) ... e non ciò che c'è scritto sui documenti ufficiali... forse il cuore del racconto è nello stacco fra la fine della prima sequenza e l'inizio della seconda...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>uhm, difficile dire in un post o un commento tutto quello che penso su Booster, quello che forse volevo dire con questo è che appunto la cosa fondamentale per il successo dei progetti sono le persone: quanto credono nelle cose che fanno, quanta volontà hanno di affrontare e superare le avversità che inevitabilmente devono affrontare (o quanto desiderano rilanciare dopo aver ottenuto i primi risultati) &#8230; in definitiva, quanto sono determinati a voler cambiare le cose/persone che le circondano (se il loro lavoro/obiettivo è cercare di realizzare progetti di sviluppo locale) &#8230; e non ciò che c&#8217;è scritto sui documenti ufficiali&#8230; forse il cuore del racconto è nello stacco fra la fine della prima sequenza e l&#8217;inizio della seconda&#8230;</p>
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		<title>Di: Alberto</title>
		<link>http://www.cottica.net/2008/02/17/guest-post-correggio-pescara-un-racconto-sullo-sviluppo-e-i-suoi-fallimenti/#comment-639</link>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2003 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.cottica.net/2008/02/17/guest-post-correggio-pescara-un-racconto-sullo-sviluppo-e-i-suoi-fallimenti/#comment-639</guid>
		<description>Ma quale guest, tu qui sei a casa tua, Marco. Volevo giusto concordare con te un post sulla catastrofe pescarese (quante promesse tradite!), e il tuo è come sempre molto bello. Però non sono del tutto d'accordo con la conclusione: secondo me ciò la lezione di Booster è che ciò che fa il successo di un progetto di sviluppo sono le persone, e i rapporti che intercorrono tra loro. Noi abbiamo avviato un processo con gente che non conoscevamo ma che era in qualche modo garantita da terzi che rispettiamo. Questa gente si è rivelata non solo incompetente sia in termini di contenuto che in termini di gestione, ma del tutto impermeabile all'idealismo che abbiamo cercato di iniettare nel progetto. A questo punto - ricordi? - io volevo uscire dal partenariato, ma tutte le persone sagge che abbiamo interpellato ci hanno detto che la cosa da fare era finire il progetto, difendere quel po' di risultati che avevamo ottenuto.

Forse avevano ragione, qualche energia positiva si è sprigionata dal nostro ritorno a Pescara con Cisco e Giovanni, a fine novembre. Ma forse avevano torto: il progetto è sprofondato ancora di più nella paralisi e nell'ambiguità, e temo che sia difficile, in quella situazione, distinguere tra noi e loro. Il mio istinto - per quello che vale - mi dice che avrei dovuto ritirarmi dal partenariato a ottobre, facendo scoppiare lo scandalo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma quale guest, tu qui sei a casa tua, Marco. Volevo giusto concordare con te un post sulla catastrofe pescarese (quante promesse tradite!), e il tuo è come sempre molto bello. Però non sono del tutto d&#8217;accordo con la conclusione: secondo me ciò la lezione di Booster è che ciò che fa il successo di un progetto di sviluppo sono le persone, e i rapporti che intercorrono tra loro. Noi abbiamo avviato un processo con gente che non conoscevamo ma che era in qualche modo garantita da terzi che rispettiamo. Questa gente si è rivelata non solo incompetente sia in termini di contenuto che in termini di gestione, ma del tutto impermeabile all&#8217;idealismo che abbiamo cercato di iniettare nel progetto. A questo punto - ricordi? - io volevo uscire dal partenariato, ma tutte le persone sagge che abbiamo interpellato ci hanno detto che la cosa da fare era finire il progetto, difendere quel po&#8217; di risultati che avevamo ottenuto.</p>
<p>Forse avevano ragione, qualche energia positiva si è sprigionata dal nostro ritorno a Pescara con Cisco e Giovanni, a fine novembre. Ma forse avevano torto: il progetto è sprofondato ancora di più nella paralisi e nell&#8217;ambiguità, e temo che sia difficile, in quella situazione, distinguere tra noi e loro. Il mio istinto - per quello che vale - mi dice che avrei dovuto ritirarmi dal partenariato a ottobre, facendo scoppiare lo scandalo.</p>
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