“Allora, cosa state facendo?”

I Fiamma Fumana si fermano; non faremo concerti fino alla fine del 2007. Diverse persone mi chiedono: “Ma cosa state facendo?”

Lady Jessica, forse ispirata da Martyn Bennett, sta producendo – su commissione dell’IMAIE – un disco di canti popolari dell’aretino condito con molta elettronica. Le voci che usa, se ho capito bene, sono quelle di cantori popolari, contadini e artigiani, registrati sul campo da etnomusicologi (forse addirittura da Diego Carpitella e Alan Lomax oltre 50 anni fa?). Lei produce, ma – a quanto ho capito – si farà aiutare dall’ex Fiamma Fumana Marco Bertoni per il mixaggio e la masterizzazione. Non so molto di più di questo, spero che ve ne parli lei su questo blog.

Anche Roberta è impegnatissima, e anche lei è in studio. Sta registrando nientemeno che il suo disco solista, a lungo atteso. Ne parliamo spesso, ci ha anche fatto sentire diverse canzoni nuove (io del resto sono un fan: andavo ai concerti di Roberta anche prima che si unisse al gruppo), ma anche qui preferisco che sia lei a raccontarvene.

Per Medhin è una stagione di fotografie (come al solito) e di impegno sociale: è attiva in un’associazione che si chiama G2, e organizza gli immigrati di seconda generazione, cioè quelli nati in Italia. E’ una bellissima idea, spero che avrà futuro e mi piacerebbe dare una mano, se posso.

Paolo lavora in studio; tra le altre cose, mi ha parlato di un progetto dei N.O.A. con la Fondazione Andrea Pazienza.

Io? Io sto mettendo in piedi una cosa carina con due vecchi amici, Cisco e Giovanni Rubbiani. Ve ne parlo in un post a parte!

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5 pensieri su ““Allora, cosa state facendo?”

  1. Medhin

    Ero in stazione con Maricel stamattina a organizzare il viaggio per il prossimo workshop G2 e, mi raccontava di questo botta e risposta via web con Alberto.eh eh questo piccolo simpatico mondo ; )
    E’ vero, sento spesso i G2 precisare definizioni magari pure a ragione, nel tentativo di cominciare anche attraverso le parole un processo di riconoscimento di chi sono(chi siamo).
    E’ un dato di fatto che la mia faccia scura e i miei capelli ricci, facciano storcere il naso quando rivendico la mia italianità.
    Quando invece mi dichiaro eritrea, è il mio accento milanese in tigrigna che mi tradisce.
    Se questo è stato un problema in passato, in seguito mi ha costretto a prendere coscenza io per prima di chi sono e, da dove vengo o, voglio venire.(sul dove andare stò lavorando).
    Sono molto d’accordo con Alberto sul concetto di scegliere le radici a cui ispirarsi(infatti lo ripeto molto spesso anch’io) e, sullo scegliere di essere ponte tra due mondi.
    Come G2 credo che potremmo avere un punto di vista privilegiato essendo ponte tra più culture.
    Di fatto però andiamo incontro a problemi di tipo legislativo e in parte anche sociali.In entrambi i casi, la vedo lunga ma, come diceva un amico, la battaglia va almeno combattuta.

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  2. Alberto

    Ciao Leciram. Spero proprio di non avere offeso nessuno, non era certo questa la mia intenzione! Sono, credo, molto influenzato dalla conoscenza di diverse organizzazioni americane che associano i cosiddetti Italian Americans, che sono poi quasi tutti cittadini americani le cui famiglie sono negli USA da due o più generazioni. Non si sentono immigrati, e non lo sono, ma non si sentono neanche esattamente americani come i discendenti dei padri pellegrini; il rapporto con l’Italia rimane una cosa speciale per queste persone, e lo usano per introdurre una diversità culturale extra nel melting pot americano. La cosa che credo di voler dire è che alcune persone -me compreso -“scelgono” di sentirsi un po’ emigranti, di portare nel cuore una patria a cui ispirarsi, da raccontare a chi ha voglia di starti a sentire. Questa scelta di essere ponte tra due mondi (nel mio caso tra l’Emilia della resistenza e della ricostruzione e l’Italia attuale) è ciò che leggo nella sigla G2, e che mi interessa moltissimo. Però magari sbaglio a proiettare pensieri miei sull’operare di altri…

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  3. leciram

    ciao Alberto, grazie per la dritta sul compleanno di Mé (su flickr) e anche per la segnalazione del sito di G2. Solo una piccolissima precisazione (questi G2 sono suscettibili :D) … Seconde generazioni sta però per seconde generazioni dell’immigrazione (come processo di cambiamento della società italiana) e non per seconde generazioni di immigrati… questo è valido soprattutto per chi tra noi è nato in Italia (che è “emigrato” solo dalla pancia della mamma alle mani del dottore ;))

    leciram

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  4. david

    ciao alberto!
    che bello, quante cose nuove, speriamo che il trio lescano (era così?) produca qualcosa di interessante, che il giova è un po sparito dalla circolazione, almeno sul web.
    Un grande in bocca al lupo a tutti i FF per le varie cose che state facendo ed in particolare a medhin col G2 che fa piu o meno quello che faccio io qua ad A Coruna con gli immigrati.

    un abrazo y hasta pronto.

    David

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