Come tutti gli anni, la settimana scorsa sono andato al WOMEX (ne riferisco qui). A un certo punto, girando tra gli stand, me ne trovo davanti uno della città di Palermo. Lo presidiava Giovanni Callea, promoter palermitano di Kalsart, e aveva il suo bravo sampler di musica cittadina, e perfino un programma di tour support (da parte dell’AAPPT) per gli artisti palermitani che vanno in tour all’estero. Sembrava troppo bello per essere vero: a inizio anno avevo fatto all’AAPPT e alla Provincia una piccola consulenza (ne parlo qui), avevo messo insieme gli operatori della città, avevo organizzato una riunione nell’ufficio dell’assessore provinciale al turismo (che, per la cronaca, si chiama Salvatore Sammartano) e avevo concluso raccomandando di fare esattamente queste cose (puntare sulla world music, presenza al WOMEX, sampler, integrazione con il marketing territoriale, tour support) con queste modalità (cioè affidandole ai promoter più vispi, come Giovanni, non mantenendole in carico all’ente pubblico).
E lui mi ha dato retta. Così, come niente. Ma allora funziona! Sono belle soddisfazioni.
Artistic director Donald Shaw and his people at Celtic Connections have called a press conference and gone live with the 2008 website. What a lineup! Flook, Steve Earle, k.d. lang, Liam Clancy, Mercedes Peòn (we crossed path at Folkwoods, in Holland), Solas, old glories Moving Hearts, Eliza Carthy, Peatbog Fairies, Le Vent du Nord, Michelle Shocked, Bill Wyman (BILL WYMAN?), Capercailie, Trilok Gurtu… And yes, we are there too, in the Voices of the world together with theBulgarian Women’s Choir Angelite. No Uncle Earl, though: their place – quite appropriately with the rest of the night’s lineup, I think – has been taken by the Aberfeldy Gaelic Choir, conducted on this occasion by Margaret Bennett, high-ranking vocalist and mother of our much-missed Martyn. Gulp. We really must be super-ready for that.
I’m just back from WOMEX, still in Sevilla this year. It’s very hard work, trade fair by day and showcases by night: and got there straight from a different conference, eChallenges in The Hague, so I was missing sleep before I even started. But it was good fun, I could feel a lot of energy. I’ve met a lot of friends: Drew, Steve, Ian, obviously, but also many others, from Gudrun Holck to Shooglenifty, from Yatrika (from Skirball in Los Angeles) to Andrés and José Luìs from Ollinkan in Mexico City, from Roddy Campbell of Canadian magazine Penguin Eggs to the Grand Old Man Christoph Borkowsky from Piranha. To my great surprise, Globalquerque patron Tom Frouge put a contract in front of me: he is working in connection with the New Mexico Film Commission to sync various movies, and he wants FF on his roster because we are “very unique” (which, when I think about it, is probably true ). And many Italian friends, Paolo Sgevano (who’ll read this post the next time he googles himself, ciao Paolo!), Giovanni Callea, the Tuscans from Suoni e Armonie, “spiderman” Alessandro from Nidi d’Arac wih spiderwife and spiderbaby (cute!), Valerio Corzani and even Paolone Ferrari, who I had not seen in ages!
But the best was the music. Because of the damn The Hague conference I missed Balkan Beat Box – this year’s true sensation – and Tanya Tagaq (must be destiny: we did a festival together in Canada, and our performances were always overlapping). But I made up for it: Seun Kuti (Fela’s youngest son, thoroughbred Nigerian afrobeat), Mayra Andrade (we met her in Mexico, but her voice got thicker and more mature since. She’s always beautiful!), Alamaailman Vasarat (reminescent of Leningrad Cowboys, and just like them Finns), the fun (if a touch kitsch) electro-gypsies Caravan Palace, 3Canal (nice clothes, but I’ve heard ska-reggae before, thank you very much. This is the one band I did not like), and male singers from Marseille Lo Cor de la Plana. So nice! I had not realized how much I missed hearing beautiful nice music, music unlike the usual stuff that you hear on the radio or TV, sang in Occitan, Nigerian pidgin, Portugues, with a wide array of instruments and vocal styles. Two-guitars-bass-drums-sang-in-English-because-it’s-the-language-of-rock is great, but let’s face it, I’m like – next! Come and hear, then you tell me whether or not 99% of your indie rock-post rock bands are going to sound cold and formulaic in comparison.
Ending up with a light note, with Fiamma Fumana girls not being there the Miss WOMEX throne was vacant. My vote goes to an Italian, Greta Meda of Promo Music: they have the best-looking booth, because her colleague Marcello Corvino, too, usually gets noticed by the ladies.
She’s not writing about it on the blog (being modest!), but this week Lady J goes back to school. She’s been offered a place as a Ph.D. student at University of Siena: she is going to study Hiistroy of the modernization, with a dissertation about… rice weeders! Which seems a really sensible choice, given the extra privileged access to sources we enjoy. I hope she will interview me too, since I feel like a honorary mondina myself ;’)
Meanwhile, I arrived in Sevilla to attend WOMEX. I’ll write about it in the next few days.
Solo qualche giorno fa stavo facendo vedere ad Alberto un articolo del Corriere (simile a questo e questo) che diceva di come i progetti per dare l’accesso a internet wireless gratuito a tutta la cittadinanza avessero problemi di sostenibilità dei costi e stessero saltando o passando a soluzioni miste pubblico-privato / gratis-a pagamento…
e oggi mi arriva per email questa notizia… a volte il mio comune mi stupisce!
Se l’Agenzia Nazionale per i Giovani (programma comunitario Giuventù in azione) passerà il nostro progetto Correggio Mon Amour 2.0 (vedi per ora qui e qui), forse si potrà mettere in piedi qualche bella idea a riguardo… suggerimenti?
AGGIORNAMENTO DEL 31/10/2007 Il progetto Correggio Mon Amour 2.0 è stato approvato e finanziato!
Stamattina ho presentato il mio paper. Tutto molto meglio del previsto, visto che Roger Wallis mi ha concesso ben 15 minuti per farlo. In realtà devo essergli riuscito simpatico, perché dopo abbiamo parlato ancora parecchio. Anche a me è molto simpatico, perché è una miniera di dati e aneddoti, e in più è uno dei pochi accademici di livello molto alto con una posizione apertamente contraria alla legislazione attuale sul copyright. Ho scoperto che è anche un compositore: 40 anni fa ha scritto addirittura una canzone per Eurovision contest!
Oggi ho diviso il mio tempo tra le sessioni sui media, spesso presiedute da Roger e affollate di suoi studenti, e quelle sui Living Labs, concetto al quale mi ha introdotto Luca Galli di Neos che mi interessa molto. Mi sento in dovere di capirne qualcosa, visto che sono membro del core team del Milano Living Lab… qualunque cosa questo significhi. Qualcosa sto capendo, anche se non sono del tutto sicuro che questa sia davvero la mia scena.
Una cosa che invece si capisce sempre meglio è che IBM ha completamente rinnovato la propria cultura aziendale. Oggi ho incrociato Richard Straub, francese very senior, consigliere alla presidenza, ed era tutto un “get the big picture”, “open up” eccetera. Che roba… Big Blue che mi diventa un’azienda di fricchettoni californiani! Scherzi a parte, sarebbe interessante capire se anche in Italia hanno questo approccio: potrebbero essere alleati preziosi nella policy. Sono sicuro che Fiorello Cortiana ne sa di più, devo chiederglielo.
Sono a L’Aja per partecipare a eChallenges 2007, che è cominciata stamattina. Sulla carta è un grande convegno (e in effetti di carta ce n’è molta: ciascuno di noi ha ricevuto oltre 1500 pagine di libro che contengono tutti i paper presentati); di fatto per ora non ho trovato grandi nuove idee. Ci sono anche alcune cose che – a prima vista – sembrano discutibili: per esempio ho sentito alcune presentazioni che fanno capo a un progetto che si chiama Intelcities e sono rimasto abbastanza sconcertato. A Siena, a quanto pare, hanno usato la TV via cavo per trasmettere video sul Palio e, per questa via, “fare entrare le ICT nelle case degli anziani, a rischio di esclusione”. Poi però salta fuori che gli anziani in questione non hnno il minimo interesse aai servizi interattivi, e in realtà la coesione sociale a Siena è fortissima, quindi non c’è nemmeno esclusione. Un’altra ricercatrice citava dati del 2004 per dire che in Italia le ICT sono usate nella sfera privata, non c’è partecipazione pubblica. Ho osservato che mi sembrava controintuitivo (nel paese dove un blogger porta 300.000 persone in piazza) e che, da quello che si capiva dalla presentazione, questi sondaggi facevano le domande sbagliate. Lei ha sgranato gli occhi: “Ma sono dati Censis!” (si è poi scoperto che i dati di survey erano mescolati con i risultati dei loro focus groups). Ma è questa la ricerca finanziata? Intelcities costa al contribuente europeo 11.4 MEuro…
Bello, invece, il contributo di George Pohle, VP di IBM, che raccontava come si siano resi conto che i modelli per l’innovazione si scaricano in strutture organizzative assai diverse. Identificava quattro archetipi: i mercati per le idee (Google), i leader visionari (Apple), il rigore (la maggior parte delle grandi organizzazioni, compresa IBM) e la collaborazione (IBM come vorrebbe diventare). Avevo già letto dell’Innovation Jam, ma fa abbastanza impressione sentire parlare di processi collaborativi per l’innovazione con 150.000 partecipanti da uno che c’è stato….
Influenzato da Giuseppe Granieri (un intellettuale che mi intriga molto negli ultimi tempi) e dalla sua unAcademy ho rinverdito il mio interesse per Second Life, dove sono ormai un “residente anziano” (ho creato il mio account giusto un anno fa) con il nome di Mr Volare. Mi piace moltissimo l’idea dei gruppi di studio e collaborazione spontanei in rete, con in più questo “tocco mondano” che ha SL: ci si dà appuntamento, magari si cambia la giacchetta all’avatar (le scarpe per le signorine), si aggiunge l’accessorio. La chat voce aggiunta da Linden Labs quest’estate, rende il tutto ancora più fruibile.
In teoria. In pratica stasera ho provato ad andare alla conferenza di Elvira Berlingieri sul diritto d’autore per i blogger ed è stato un assoluto disastro. Non per colpa di Elvira o dell’unAcademy: se devo trovare un colpevole, probabilmente è Philip Rose. Il client lavorava male, la connessione ci avrà messo del suo (sono in un albergo a L’Aia, e oltretutto mi costa 15 euro al giorno, mannaggia a loro). Il risultato era quasi buffo. Tutto un “mi senti? ma voi sentite?”, un ritrovarsi seduti in uno spazio blu uniforme mentre tutto il mondo sparisce, un crashare e riavviare. La conferenza è finita e io ero ancora lì a riavviare.
Peccato, però, perché l’idea è proprio bella. Probabilmente ci vorrà il lancio di una piattaforma non proprietaria per fare un debugging vero e consegnare al mondo un browsing 3d che funzioni: non vedo l’ora, le applicazioni creative e non solo sono davvero tantissime.
Shooting for the Mondine movie is officially finished: we have been editing since September. For now, Zambe the director has put together this showreel, which contains footage (and audio) from the Detroit show cut with clips shot in various other occasions (at Arezzo on May 1st, in Detroit, on the rice paddies) and vintage repertoire material. It was really emotional to watch it… I can’t wait for the film to be finished.
Mi ha scritto Roger Wallis! “Il” Roger Wallis, l’autore di Media Policy and Music Activity. La ragione è che lui presiederà la sessione di eChallenges 2007 dove presenterò un piccolo saggio. La mia tesi è che l’innovazione su prodotti e servizi hi tech nelle industrie creative (MMS, webTV, musica online per abbonamento…) fallisce troppo spesso perché è difficile costruire squadre di innovatori che capitalizzino la conoscenza di quei mercati (della musica, o del libro) per costruire communities. E Roger Wallis dice che il mio paper è very interesting… che soddisfazione!
Ah: il paper è qui: