Biblioteca in giardino: le prime foto

E’ arrivato primo Alberto D’Ottavi. Grazie!

Giugno 22, 2007     Alberto     Fiamma Fumana     ,      2 comments | show

"Ci vediamo a Detroit"/"See you in Detroit"

Grande serata! Suonare con le mondine è sempre emozionante. E alla fine ci siamo salutati da vere superstars: “ci vediamo a Detroit”. In effetti non incontreremo più le mondine fino all’ultima data del tour americano, il Concert of Colors di Detroit, il 21 luglio. Ci vediamo a Detroit, donne!

Ehi, ma nessuno ha una foto da mandarmi per il blog? Con tutta la gente che faceva foto e video…

Great show! Performing with Mondine is always moving. And, when it was all over, we parted as true superstars: “see you in Detroit”. It’s true: we will not be meeting up with the Choir until the last show in our American tour, the Concert of Colors in Detroit, on July 21st. See you there, ladies!

Giugno 21, 2007     Alberto     Fiamma Fumana     ,      4 comments | show

Conto alla rovescia per Biblioteca in giardino

Nonostante tutti i problemi e le polemiche, la nostra serata a Biblioteca in giardino si fa. Saremo lì con gli amici di No Reply, Davide Ferrario e Andrea Zambelli, Ivana Monti e soprattutto le mie amate Mondine di Novi. Si comincia alle 21.30 spaccate e si finisce alle 23.00 tassative. Non mancate!

Giugno 21, 2007     Alberto     Fiamma Fumana     , ,      1 comment | show

EBA Forum: la trasformazione dei media nell’era della partecipazione

Qui il resoconto di Alberto D’Ottavi. Qui la raccolta ufficiale dei contenuti dell’EBA Forum a cura di Blogosfere. E qui sotto anche un breve contributo video dell’intervento di Alberto…

Giugno 20, 2007     Marco     industrie creative e sviluppo     , ,      comment

EBA Forum: siete svegli?

Stranissima la tavola rotonda tenuta all’EBA forum ieri e presieduta dall’amico Alberto D’Ottavi. Sala piena, gente in piedi e attentissima, ma stranamente poco reattiva. Noi predicevamo la fine del mondo come lo conoscono, come usa tra persone intelligenti, un po’ apocalittiche un po’ integrate. “L’ontologia del marketing sta cambiando - minacciavo io, fiancheggiato da Luca Vanzella di Daimon - e le aziende perderanno il controllo perfino sui prodotti”. “I mondi virtuali verranno, non c’è dubbio, e tutto cambierà” - dichiarava sereno David Orban di Questar. Nel frattempo, Tommaso Tessarolo e Robin Good tentavano inutilmente di accedere alla conferenza via Skype, alla faccia dell’onnipotenza della tecnologia.

E i partecipanti? Ci guardavano indifferenti. Non si gettavano ai nostri piedi implorando di salvarli; non ci insultavano; non facevano domande di rilievo; non scappavano al bar più vicino. Stavano semplicemente lì. Ragazzi e ragazze, sveglia! Voi siete il marketing perdio, gli amichevoli persuasori occulti, il Ministero dell’Inconscio del capitalismo avanzato. Perché questo mortorio?

Forse eravamo solo finiti nella sala sbagliata. O nella città sbagliata.
(La foto è di Vanz)

Giugno 20, 2007     Alberto     industrie creative e sviluppo          6 comments | show

Maria non c’è più

Certo, l’età, la generazione che scompare, tutto normale, direte voi. Ma non riesco ad abituarmi, quando se ne vanno persone così: Maria Cervi, figlia di Antenore (sì, quell’Antenore uno dei sette fratelli Cervi), non c’è più. L’ho abbracciata l’ultima volta il 25 aprile, salendo sul palco con Cisco nell’aia della casa dove è cresciuta, oggi museo della Resistenza e della civiltà contadina. Sembrava bella e forte come sempre, ma perché non ha potuto restare con noi ancora qualche tempo? Mi manca, ci manca tanto.

Giugno 15, 2007     Alberto     Fiamma Fumana     , ,      comment

Ultim’ora: marcia indietro di Sgarbi, il Comune patrocina BIG

Sembra che Sgarbi si sia ricreduto, e che il Comune abbia deciso di patrocinare Biblioteca in Giardino. La fonte è un SMS di Leonardo Pelo, patron di No Reply e nostro grande amico, quindi molto autorevole. Anche se devo dire che mentre scrivo non trovo smentite dell’articolo pubblicato da Repubblica ieri l’altro, né cercando su Googlenews né sul sito di BIG o sul MySpace di No Reply. In compenso la blogosfera è piena di commenti sfavorevoli all’uscita del buon Vittorio… speriamo che BIG si possa fare: anche al di là della nostra cosa, è una bella manifestazione, e Milano se la merita.

Giugno 15, 2007     Alberto     Fiamma Fumana     ,      1 comment | show

Sgarbi taglia i FF e le mondine: troppo comuniste


Sembra una barzelletta, ma l’assessore alla cultura del Comune di Milano è Vittorio Sgarbi, noto pregiudicato per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi e assenteismo mentre era dipendente del Ministero dei Beni culturali (è fresco di condanna per diffamazione aggravata nei confronti dei magistrati del pool di Milano). Sentite cosa si è inventato: negare fondi e patrocinio alla rassegna Biblioteche in Giardino perché non vi sarebbero abbastanza rappresentati gli scrittori di destra (tra cui indica Don Verzé, che però a me risulta un pezzo da novanta della sanità lombarda e non uno scrittore).

Con questa iniziativa, ha tagliato anche i Fiamma Fumana e le Mondine di Novi. O ci ha provato: perché No Reply, organizzatore della rassegna, va avanti e paga di tasca propria. Noi contribuiremo suonando gratis, pazienza. Non si può mica darla vinta a gente così.

Ma da chi, e perché, Letizia Moratti si è lasciata imporre un personaggio così vile?

Giugno 15, 2007     Alberto     Fiamma Fumana     ,      1 comment | show

In Basilicata

Prima spedizione in Basilicata lunedì e martedì per il progetto Visioni Urbane, insieme ad Alfredo Scalzo di Studiare Sviluppo (già collaboratore di Anna Natali per un altro progetto, Sviluppo ai margini… il mondo è piccolo, e le reti molto coese!) e a Rossella Tarantino del Nuval della Regione Basilicata. Rossella ci ha organizzato un’agenda molto fitta di appuntamenti. Lunedì, a Matera, abbiamo incontrato Cinefabrica, Women Fiction Festival, Teatro dei Sassi/Teatro delle Gru, Lucania Film Festival, l’etnomusicologo Nicola Scaldaferri, Onyx Jazz Club e il gruppo dei bloggers materani guidato da Carlo Magni.
La prima impressione è molto buona. In generale mi sembra che escano quattro cose:

  1. queste persone sono già abbastanza in rete e disponibili a collaborare tra loro (un po’ meno forse i bloggers, che collaborano molto tra loro ma, mi pare, non moltissimo con il resto della città)
  2. mi sembrano, più o meno tutti, abbastanza in grado di seguire i propri percorsi, senza aspettare che qualcuno venga a dirgli cosa fare o non fare.
  3. C’è un grande problema di programmazione (che c’è dappertutto, non solo in Basilicata) nell’erogazione di contributi pubblici: siccome vengono decisi all’ultimo momento chi dirige un festival non sa se può sbilanciarsi a ingaggiare gli artisti ecc.
  4. Ma la cosa più impressionante per me è stata questa: ritorna, in modo quasi ossessivo, il tema del territorio. Cinefabrica ha un progetto di cinema ambulante, in cui porta il cinema in paesini e quartieri dove non ci sono sale cinematografiche; Teatro dei Sassi ha una scuola di teatro, per sviluppare il gusto del teatro a Matera; Lucania Film Festival nasce come associazione per la promozione del territorio e ripete in continuazione che “il cinema è uno strumento”; Onyx ha convinto la Regione a fare un auditorium alla Casa Cava, uno spazio molto suggestivo ai Sassi; i bloggers hanno un progetto di social network cittadino.

Alfredo dice che c’è anche una pervasività della formazione. Le motivazioni sono biecamente economiche? Non mi pare, credo che sia una conseguenza naturale del rapporto con il territorio. Forse per LFF (dove la formazione gira sulla Casa della Cultura, un centro di iniziativa locale finanziato da Leader; 6 corsi per 800 persone, con, di nuovo un’insistenza sul territorio. Adesso pensano di continuare a fare formazione, a pagamento, perché i fondi Leader si esauriscono). E’ evidente che qui la parola formazione torna ad avere un significato proprio, senza le connotazioni sinistre che ha in Abruzzo.

Qualche differenza nella prima ricognizione a Potenza. Abbiamo incontrato l’associazione Multietnica, che organizza il Pollino Music Festival e le selezioni di Arezzo Wave Basilicata; il gruppo di cabaret La Ricotta con i suoi giovani protegé; l’associazione teatrale L’albero di Minerva, che ha gemmato una coop sociale che fa laboratori teatrali con minori in difficoltà e disabili; due gruppi musicali, Krikka e Ethnos; e, anche qui, i bloggers principali, Giuseppe Granieri e Caterina Polese. Sostanzialmente confermata l’impressione di autonomia e vivacità imprenditoriale in generale (particolarmente impressionante L’albero di Minerva, che tra associazione e coop occupa 15 persone a Melfi; molto meno autonomi sono i musicisti, che, come sempre, vogliono fare la loro musica e lasciare che altri si occupino del resto, ma questo è normale); segnalato anche qui (in modo forte da Multietnica) il problema della programmazione. C’è anche qui un rapporto con il territorio, anche se non mi è sembrato così centrale come a Matera. Non vedo invece, a Potenza, reti di soggetti già formate: per contro c’è, in modo più esplicito di quanto abbia visto a Matera, l’assunzione di responsabilità nei confronti dei giovani artisti lucani (Multietnica si pone esplicitamente come snodo tra bands emergenti e possibili percorsi di carriera, fa passare artisti meritevoli al Pollino MF, cerca collaborazioni con artisti importanti e produce perfino qualche album; La Ricotta sta spingendo una giovanissima compagnia teatrale). Infine, anche qui è stato utilizzato lo strumento della formazione (da Multietnica e L’albero di Minerva). I risultati non sono sempre brillanti, perché al sud la gente tende a fare corsi per occupare tempo e magari prendere un’indennità di frequenza, non necessariamente perché vuole lavorare nell’ambito di cui il corso si occupa. Questo problema si aggrava per la formazione su lavori di tipo artistico e creativo, che spesso i giovani lucani intraprendono “per fare un’esperienza”. Di fatto, L’albero di Minerva ha un problema di reperimento del personal qualificato per fare i laboratori teatrali, e il corso fatto con i fondi della shortlist cultura non ha catturato gente seriamente intenzionata a fare quel mestiere.

Abbiamo anche raccolto qualche prima impressione rispetto all’interazione di questi soggetti con le politiche. In ordine sparso:

  • Non è una sorpresa, ma gli strumenti contano. Unanime il giudizio positivo sulla shortlist cultura, bando molto aperto e orientato ai contenuti, utilizzato da molti dei soggetti che abbiamo incontrato; altrettanto unanime, ma negativo, quello sul bando grandi eventi (la graduatoria non è ancora uscita), che ha sollecitato domande un po’ da tutti, dalla sagra del peperone al festival blasonato. Molto divertente il racconto degli effetti distorsivi del bando Culture in loco fatto da Lucania Film Festival (bisognava per forza infilarci dentro una Madonna lignea che, in realtà, è abbastanza ininfluente sull’identità di quel territorio. Alla fine Rossella, Alfredo e io ci siamo trovati a parlare di bandi, e a immaginarci strumenti diversi per finalità diverse: bandi molto aperti tipo YouthStart, con modulistica semplice e FAQ, per sollecitare i giovani e i newcomers a entrare nel gioco della progettazione; bandi pluriennali con obiettivi di sviluppo del territorio (e magari quote decrescenti di finanziamento pubblico) per gli operatori che vogliono fare un salto di qualità e hanno bisogno di programmazione (ma in cambio l’ente pubblico deve chiedere congruità agli obiettivi di policy e sostenibilità economica).
  • Un altro tema caldo su cui ci sono state diverse battute è la Film Commission. In Basilicata il cinema rappresenta evidentemente un’occasione importante, perché le produzioni comunque arrivano (e non solo a Matera; “Io non ho paura” di Salvatores è stato girato nel Vulture, e ha aperto all’Albero di Minerva una linea di lavoro nel casting di giovani e bambini) e il Lucania Film Fest potrebbe essere la base di lancio per iniziare a costruirsi un minimo di industria di servizi per il cinema. E’ evidente la connessione con la creatività locale: si può stimolare il territorio a fare cinema amatoriale, corti, roba low e no budget, videoclip delle bands lucane (Multietnica lo ha fatto), e da lì cominciare a costruire un sapere diffuso sul cinema, da cui poi parta qualche impresa specializzata che sfrutti la connessione con l’arrivo delle produzioni. La Film Commission sarebbe il soggetto naturale per fare questa roba, ma il tema sembra circondato da un certo disincanto. In questo giro ho scelto di non fare troppe domande, ma occorre approfondire.

Giugno 14, 2007     Alberto     industrie creative e sviluppo     , ,      2 comments | show

Local Development Awards (e il progetto Booster al Ministero dello Sviluppo Economico)

Lungo workshop oggi a Roma, presso l’Unità di valutazione del Dipartimento politiche per lo sviluppo del Ministero dello sviluppo economico. Su iniziativa di Tito Bianchi, Mario Caputo, Alfredo Scalzo, Paola Casavola, Luca Murrau, lo stesso Tito e io abbiamo parlato di Booster: il DPS percepisce questo progetto e il suo approccio (con il ruolo centrale dato alla comunicazione) come molto innovativo, e si chiedono se e come sia in qualche modo replicabile. Come si possono intercettare soggetti interessanti e innovativi e farli crescere?

Abbiamo discusso per quasi tre ore, e – come era prevedibile – sono stati gli aspetti cognitivi a occupare il centro della discussione. Alla fine ho lanciato un’idea che sembra avere stimolato molto Tito: facciamo gli Awards dello sviluppo locale, in cui non si vincono soldi ma attenzione: arriva gente come Anna Natali e Tito, magari un sottosegretario sensibile, e spiegano alla gente del posto che il tal progetto è formidabile, bravi ragazzi, avanti così, poi si fa una festa in modo da dare ruolo, gratificazione e visibilità a chi ha fatto il progetto premiato. Mi sembra importante che questa cosa avvenga sul territorio e non a Roma, perché massimizza l’impatto di rinforzo sulla reputazione locale, e quindi rilancia il ruolo dei premiati sui progetti futuri.

L’altro pezzo del premio consisterebbe nel comunicare il progetto su una scena nazionale e magari anche europea, magari con formati accattivati tipo Design Squad. Mooolto carino…

Giugno 13, 2007     Alberto     industrie creative e sviluppo     , , , ,      comment

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